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martedì 27 dicembre 2011

Relais Resort Relax


Si entra come fosse una sauna. Asciugamano che copre. Quelli femminili c’hanno anche il velcro che li bloccano a tunica sopra le poppe. Proprio nessuno no, eh. Sarà che, ganzamente, oggi al restaurant servivano il buffet vegetariano e/o il buffet Thai, con palese effetto rinfrescante post Natale.
Trovo una delle prime vasche di pietra libere e dò alla Domi il buon esempio. Via la spugna blu, nudo, entrata, seduta, attesa. E la Domi svelcra, depone, entra e siede. Pressione bottone, partiti.
Non siamo tutti nudi, no. C’è una coppia sulla quarantina costumata. Lei in intero bianco, lui in braghettina swimmer nera.
Sbracamento totale nella bolla benefica e nell’acqua calda.
Vedo la Domi un po’ tesa, ma poi se ne chiava di ciò che la circonda e si gode le bolle.

“Ci vorrebbe un cannino” osservo.
“Così prendiamo la residenza qui che non ci muoviamo più” osserva ad occhi chiusi.
Bella la Domipubblica nuda.
Glielo dico che mi piace nuda in pubblico, esposta.
E lei mi guarda con un sorriso che voleva dire “Ci avrei scommesso”.
Poi scivoliamo dal lato aperto della vasca verso la piscina e nuotiamo. Bellissimo.
Nell’acqua calda si fa una gran fatica, ma ne vale la pena. Perché in fondo, la piscina ha un’apertura temporaneamente chiusa da delle liste di gomma larghe trenta centimetri, come quelle dei magazzini. Se nessuno spinge, resta chiuso e il freddo non entra, ma se spingi e passi di là, continui a nuotare all’aperto, nell’acqua calda, che è una figata. Sono idee importate dalle relativamente vicine terme.

Poi rientriamo e ci appendiamo al bordo a chiacchierare, sciallati che era una meraviglia.
In prossimità delle sdraio davanti a noi delle persone chiacchierano.
La Domi osserva e mi dice: “Quella coi capelli corti”.
La guardo, quella coi capelli corti, che è anche una bella figona sui trentacinque, ma non capisco.
“Cos’ha ?” chiedo.
“Guardale i piedi” mi risponde concentrata e telegrafica, braccia conserte sul bordo e mento affogato nelle braccia.
E li guardo. E cazzo sì, piedi del numero uno. Ma buoni buoni eh.
Poi, distrattamente, mi fa la classifica dei piedi meritevoli, di cui quella coi capelli corti è in pole.
Minchia mi dico.
E la vedo presa dalla cosa e allora sussurro “Te la faresti quella coi capelli corti?” e lei mormora con aria cospiratoria di chi non vuol far capire qual è l’argomento: “Mi farei i suoi piedi di sicuro, mentre lei si farebbe te di sicuro da come ti ha guardato prima quando sei uscito dall’acqua”.
Minchia, torno a dirmi.

Sulla strada del ritorno, un bel po’ dopo, ripenso all’episodio divertente e mi sorge spontanea una considerazione.
“Ma senti Domizeus, ma quest’estate al supermercato, in giro, ovunque, io e te, cioè, sarà tutto un guardare, scovare, osservare e segnalare piedi….”
Ride.
“Ho paura di sì, sai? A meno che non decidiamo che non ci confidiamo i pruriti…”
“No, no, confidiamoceli, confidiamoceli, scherzi?”
E ride.

Sto già sudando.

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