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martedì 8 maggio 2012

Customer care


Resto per ultimo, da solo, nel Salone Principale e aspetto Milly, con l’intento di parlarle.
La riunione procede e procede e procede, anche se ogni tanto sento uscire qualcuno che poi esce dalla porta principale e se ne va giù per le scale.
Poi il trambusto.
Escono tutti, rumore di sedie, risate, porte che sbattono. Dal Salotto le Stagionate Puttane raggiungono i rispettivi compari e la confusione si accresce. Parlano forte, fanno caciara.
Resto seduto, impassibile.
Poi sento il ticchettio dei tacchi della bella Imperatrice.
La riconoscerei anche di notte, al buio. Ha una camminata che è una firma.

“Oh, tesoro! Cosa fai qui da solo?”  mi chiede apprensiva venendomi a baciare e ad abbracciare.
“Ti aspettavo” le sussurro facendo scivolare una mano dentro al vestito per saggiare la rotonda mammella nuda.
“Ohh Tazio… mi spiace… ma stasera no… stasera ho… “ e indica con gli occhi la confusione nel corridoio.
“…una marchetta da fare…” concludo poco signorilmente la frase.
“Ti prego, Tazio, mi fai sentire come una puttana da due soldi così…” aggiunge sdegnata.
No, non sei una puttana da due soldi. Sei una puttana da duemila soldi. Ma non te lo dico, non serve.

“Scherzavo, scusami. Comunque dobbiamo parlare, c’è del malumore pesante”
“Cos’è successo???”
“Te ne parlo domani. Ora vado.”
“Un accenno, almeno, per favore.”
“Brevissimamente: l’invasione di questi non è piaciuta, perché nessuno sa chi siano. Ed è ancor meno piaciuto che le troie che stavano di là irrompessero qui dentro ridacchiando in faccia a due coppie che stavano scopando. Alcuni meditano sul rinnovo della retta. Fine della comunicazione. Ci vediamo domani, vai adesso.”

Il volto si trasfigura. Diviene la maschera di Mefistofele. Rossa in viso.
Mi guarda, mi ringrazia masticando una bestemmia velenosa, mi bacia e parte, ticchettando furiosamente.
Io busso da Habana e scendo da lì.
Meglio, secondo me.

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