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martedì 27 novembre 2012

Pensierini umidi della serata da lupi

Vero tempo dimmerda. Era già buio alle tre, anzi, non è mai arrivata la luce, in questa cazzo di giornata.
Piove. Piove. Piove.
D'altra parte è novembre, c'è poco da fare.
Non ho ancora ricevuto notizie dalla Skizza, voglia dio che stia andando tutto bene, ma sì, va tutto bene di sicuro.
Ok, non pensiamoci.

Pensiamo piuttosto che stasera, con 'sto tempo dimmerda che chiamerebbe copertina, sega e cognac davanti alla televisione turca dai bei colori, mi agghindo come un coglione per uscire con la Donnaenigma, la Miettabocca, la Gipsyqueen della bassa, per andare a mangiare, ma che strano, una pizza ignorante condita da quattro bestemmie stoppate sul più bello della loro genuina conclusione, che le stimerei assai di più di tanti cantante e canta  e po' e poi.
Come si metterà giù, la nostra bella Bocca della bassa, stasera? Da guerriglia urbanputtanale di sicuro, tirata come uno scorreggione al fagiolo nostrano, tanto per schiaffeggiarmi e pormi attonito nel limbo degli archetipi, preda delle arpie psicosomatiche. Che cazzo frulla nella zucca a quella, solo domineddio lo sa. E vaben, assecondiamo, con ben stampata nella memoria RAM la massima da sempre vincente: perchè rimanere fermi, quando si può stare immobili?
E immobile sarò.

Che tempo dimmerda.
Ho attuato ogni sotterfugio, anche il più puerile, per non alzare il culo dalla sedia, oggi. E ci sono riuscito alla grande. Io odio uscire quando piove, d'inverno. In primavera ancora ancora, ma d'inverno zero, cassazione, kaputt. E così ho mandato in giro il mio fido scudiero, o forse sarebbe meglio chiamarlo il mio fido sculero, il Grande Costash, che è come una sorella, per me.
Bella lì Costa, che da qui a giovedì faremmo bene a ricavarci una seratina maschia per ripassare le gesta della Cuginatroia che a momenti scende e noi non vogliamo farci cogliere impreparati, eh no, eh no, eh no.
Oh, ma vi immaginate che razza di maialaio mettiamo in piedi appena la pelosetta odorosa varca un uscio a caso tra quello mio e quello del Costa che è come un fratello per me? Non mi sta la cappella nella pelle del cazzo.

Piove, che tempodimmerda e che seratadimmerda.
Meledetta Mietta, cazzo, almeno mi rendessi facile la vita e mi tirassi 'sto pompino, facendomi così dimenticare il meteo e invece no.
Potrei sempre tirarle il fat pack con una telefonata dell'ultimo minuto.
Ma se lo facessi violerei la regola, mi sarei mosso.
E invece io devo stare immobile.

Vabbè dai, prosciutteffunk, birrazza, ha-ha-ha, he-he-he, madò che tardi, ci sentiamo nei prossimi, grazie per la bellissima serata.
E, finalmente, sega sotto la copertina guardando i bei colori della TV turca.
Passerà, sì. Passerà.
La faremo passare, cazzomerda.

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