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giovedì 14 novembre 2013

Altolocati

Seratona varia, prima in discotecques, al tavolo vips, un posto di merds, della gente di merds, delle troie di merds, due lati del tavolo, quello dei vips, col Costa, il Vosco, la russa Alina, due armadi quattrostagioni cechi e un tizio più anziano e io non capisco che cazzo dicano, ma mi diletto a fare il Toquinho con le bellezze di merds che poi una, con la voce che quasi veniva, bella figa e non scherzo, stanga mora con gli occhi azzurri, due tette così e un culo cosà, con ditina dei piedi capolinanti really suckable, mi chiede in un inglese più che dignitoso se sono un producer italiano, al che rispondo di sì e lei mi fa scivolare un biglietto nel taschino del Canali antracite, sussurrandomi che è disponibile a qualsiasi tipo di provino e io ne tengo del bel conto, che l'avrei provinata anche nel cesso, lì, ma poi i Vips si alzano, confusione, i grupponi si ricompattano e così siamo in macchina io, il Costa, il Vosco, un quattrostagioni alla guida, la Alina di fianco, a bordo di
una specie di miniappartamento con le ruote, un Lincoln

 Navigator credo e ci tagliamo Praga come se dovessimo fare un puzzle e poi arriviamo davanti a Gennarino Ristorante Italiano e entriamo che mi sembrava di rivivere il padrino, col Costa che starnazzava saluti in calabrese come un boss della mala e tutti gli sorridevano, ma pensa te, mi son detto, sto rottoinculo si è proprio integrato e che cazzo gliene frega a lui della lingua, se non di quella dedita alla suzione del suo tozzo cazzo e passiamo nella saletta vips dove tre "attrici" delle nostre già ci aspettavano e allora vai di vino rosso e poi dopo dieci minuti arriva l'insalatiera da ventiquattro piena di spaghetti che (non poteva essere altrimenti) erano alla Puttanesca e giù di mandibola che pure io mi ero già rotto il cazzo di patate e brodosi spezzatini di "carne" generally speaking.


Clima trash, sbrago, capisco che la russa e l'armadio sono dei nostri, ma non so il perchè, ma quel che capisco è che il Costa in un pugno di giorni s'è impadronito di un cantone del secchio della monnezza e ci sguazza alla grande, poi quando s'era fatta una certa compare lui, l'Uomodimmerda, quello che ho attaccato alla parete la volta precedente e allora comincio a tessere probabili orditi del tipo: il Costa è amico di UDM, si cala, diventa suo braccio destro, si avvale dell'aiuto del Vosco per le produzioni, ma la russa e l'armadio? Boh, me ne sbatto e faccio il bis di spaghetti, poi parlottano in piedi vicino ai cessi e il gruppone si sgruppa e diventa UDM, Costa, Vosco e armadio che l'Alina viene verso di me e mi dice in inglese "ti riaccompagno a casa" e il Costa che mi dice "gumpà giabbiamo da andare a trofare un amigo lei ti ripotta accasa e ci vediamo llà".

Veramente, quest'aria da Quarto Oggiaro tinta pallidamente da Brooklyn, non fosse che siamo a Praga, mi sta promettendo delle giornate di autentico relax, che avverto proprio epidermicamente il business serio, pulito, in regola, sìsì.
La Alina mi riporta a casa con un'Audi TT rossa sbucata da dentro l'insalatiera puttanesca e guida come se dovessimo vincere un Gran Premio e poi arriviamo, vivi fortunatamente.
"Vuoi salire a bere qualcosa?" chiedo con duplice attitudine cortese-ficcaiola, ma lei mi sorride, mi bacia e mi dice che sarà per un'altra volta che deve raggiungerli e schizza nel nulla rombante mentre salgo le scale della palazzina silente, apparentemente vuota, ma alla volta del ballatoio del secondo la luce si accende e compaiono la Iza assonnata e incazzata e la Eva in pigiama che dice alla Iza di chiedermi se voglio qualcosa e io dico alla Iza che grazie, che tornino pure a dormire, che se voglio qualcosa me lo prendo senza problemi e la puttanella ostile si gira grugnendo in ceco, mentre la Cougartrash indugia sull'uscio con sorrisi che io VOGLIO leggere come ammiccanti, ma che probabilmente sono solo sorrisi di cortesia.

Mi sveglio alle sette e cinquantaquattro e tutto tace, tutto è vuoto.
No Costa, no Vosco, no Momi, no leggendarie G&A (chissà se mai le vedrò) e così scendo a farmi un caffè, convinto della mia totale solitudine e invece di sotto c'è quel trionfo di simpatia della Iza che, forte dell'assenza della Eva, mi tratta di mmerda.
Sorseggio il caffè e la guardo, che c'ha na fisicata atletica che levati, ma purtroppo c'ha un umore di merda e una faccia pure che altrettanto levati.
Cucina una poltiglia maleodorante e mi ha sputato addosso il loro caffè imbevibile perchè "Your coffeemaker is in the dishwasher" e ho capito cuore di mamma e amore della ziabella, tirala fuori e lavala, ma niente, non oso replicare.

Torno su e mi faccio una doccia, con sega, che mi si rivitalizzano le cellule e penso, giusto di sfuggita, che il Vosco e il Costa potrebbero essere morti nell'incontro con l'amigo che son andat a trofare, ma poi, dopo un po' il pensiero svanisce quando il Costamatinee entra, saluta e si va a svaccare sul letto, ancora vestito.
"Gumpà parliam dop che zo' appezz".

Ci mancherebbe Gumpà.
Mi stai rendendo questo soggiorno così paradisiaco che negarti il riposo sarebbe da ingrati.

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