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domenica 4 settembre 2016

Testicoli testuali

Picchietto vigoroso sulla tastiera del parlàfono come una cheerleader coi bruciorini al sederino infiammato, stonato come un’apparenza causa abuso di Chimicamica, dopo una Concitiana e Concitata lezione di interminabili dodici minuti e qualche secondo sui miei disguidi neurocerebrali.
Picchietto vigoroso ed adocchio il biglietto con su annotato il nome e il cognome, l’indirizzo ed il numero di telefono di un Professorone bolognese che lui e la psichiatria son così.
Picchietto e attendo, che il sabato sera l’è bel che andèe.
Picchietto e sento salire l’odio per quella Calabrona insolente, ignorante e incompetente che pretende di dare lezioni a me, al grande Tazioski.
Si farà rivedere quando le dirò come sta andando col Professorone, non prima, sospensione del fidanzamento, pausa riflessiva, dice andandosene tronfia e barzotta nell’incedere, forse causa guasto sfinterico.

Picchietto e poi ho soddisfazione del mio picchiettare.
“Come stai?” risponde sommaria l’Antonella evasiva, che recita il ruolo di distaccata amica.
“Da cazzo e tu?” rispondo io, con parziale punteggiatura, ma precisi contenuti.
“Tutti qui” risponde a segnalarmi l’impossibilità d’essere esaustiva e precisa nei tempi e nelle risposte.
Son tutti lì, gli amici di ‘sto Manganello Strazzaculi Rampanterampazzo. Tutti lì a far baracca, è sabato, le fiche sono cannibali in vista del post meeting, mentre io mi preparo (pare vero) per il Professorone Psichiatra di questo cazzo di palle sfondate.

“Ok allora fa niente” rispondo ritirandomi in bell’ordine per poi cedere a Morfinéo, a giudicare dal fatto che quell’esseemmeesse è l’ultima cosa che ricordo di aver fatto fino a due ore fa, momento in cui mi sono svegliato sul tappeto.

“Ma che cazzo combini?” chiedeva poi, verso le tre, mentre io ero in coma farmacologico da ore e ore. Che cazzo combino io? Una mazza strazza di un cazzo di niente del cazzo, cazzo.

“Trova dell’erba che ci vediamo al solito posto notturno e ti racconto tutto” scrivo un’ora fa, senza sortire reazione sino a quando ho cominciato a scrivere questo post dimmerda terapeutica.

“Ok” scrive asciutta.
Occhei, capite?
Capite?

Io no.

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