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sabato 2 marzo 2013

Un tranquillo sabato sera di paura

Bonsuar.
Stasera voglio una Puttana. Una Puttana stupenda e bravissima. Una Puttana costosa e non frettolosa. Una Puttana con dei piedi bellissimi. Una Puttana elegantissima. Una Puttana con il buco del culo così sfondato che potrei chiavarglielo col mio piedino n.43. Una Puttana senza limiti, una di quelle che ti piange il cuore sia ad andartene, sia a non essere una Puttana così Puttana anche tu. Una di quelle Puttane che nemmeno due Puttane sono meglio di lei. Una Puttana. Una Signora, Maestra, Puttana.

Domani torno a Parigi, devo trovare casa, non c'è storia, è tutt'oggi che ci penso.

Che ci penso e che tento di mettere in ordine le cose da fare:

1. Casa a Parigi
2. Vacanza
3. Chiudere con la Chiara
4. Cominciare col lavoro

Fino ad ora sono sembrate interessanti le sequenze:

1 3 2 4
3 2 1 4
4 1 3 2

ma la 4 1 3 2 è quella che mette in difficoltà l'andare in vacanza, non mi convince.
In ogni caso fuori dai coglioni da qui, dopo una superba chiavata a pagamento, la migliore.
Ho la depressione da Italia moribonda.
Voglio chiavare.
Voglio drogarmi.
Voglio ubriacarmi.
Non necessariamente in tappe separate.
Voglio volare via, sicuramente in un'unica soluzione.
Bonsuar.

Disintegration



Buon fine settimana.

venerdì 1 marzo 2013

Venerdì, al paro, finalmente

Mi assale una voglia di Finlandia e chiamo un numero strano. Mi risponde una voce strana, ma ridente. Oh, ma voi l'avreste mai pensato che alle finlandesi piace ridere? Io no, sinceramente, ma invece è così. Storpio per rendervi l'idea "Heyyyyyyy Tiiiiiii, ciao, come stai?" - "Molto bene Holga , mi manchi tantissimo, ti amo da morire" risata di gola, sonora e sexy come uno strumento jazz. Cosa c'è di più bello di una donna che vi piace che ride? Niente.
"Che novità ci sono Finny?"
"Grandi, T. A Xyzk in Belgio c'era produtore, produtore film capisci?"
"Sì, Finny, fin qui capisco"
"Lui dice me, bela, parlare, dami numero, tu interesata a hard core?"
"E tu?"
chiedo, sognando la risposta.
"Yes, io interesata eco mio numero. Lui poi chiama e mi dice tu problemi andare Praga se io do te biglieto?"
"E tu cosa hai risposto?"
"Ho risposto che io so prendere aereo se no come fare a esere qui da Finlandia?"
e ride.
Già. Se non sa prendere aereo lei non è qui di Finlandia, coso, dai.

---

Ok.
Sono molto felice per la Finny che possa entrare nel mondo del porno.
I miei programmi, però, sono rimodulati.
Alle isole Ficaderos ci andrò da solo, evidentemente.
Quindi, tra oggi e domani, urge programescion.
Urge migrescion, rapida.
Ges.

Giovedì sera

E vado al locale. Mi vede, mi abbranca, mi abbraccia, mi bacia, mi porta in trionfo tra il troiaio luccicante che siede al tavolo VIP, puttane, puttanieri, profumi, belletti, viscide creme e pelli seminude il volgare supera il crinale e diventa nido, tana, covo, maschere e mostri, la coca, ne vuoi?, no grazie, la musica altissima, le puttanelle minorenni che si dimenano per l'eccitazione sudata di luridi porci grassi che sbavano seduti e composti, la cravatta allacciata, il sudore che imperla, l'occhiale appannato, la Ade alterata, ultrafiga, taglio corto e drittissimo, il tizio che sembra sbarcato dal Portorico, con la giacca gessata e sotto nudo, il taglio con cresta, l'occhiale da sole, abbronzato che mastica, un clone di Corona e quella? quella è un clone della Moric e la Ade un clone di chi? ma pesca un numero e la fortuna ti aiuterà, mi sento soffocare, là fuori l'Italia affonda e si spacca, là fuori le menti brillanti faticano a finire la frase pane e salame e  voi nullità, qui dentro, siete nel pieno del baccanale notturno regolare, che va in onda ogni sera, che si nutre di merda ogni sera ed allora tipo, scusa, mi presti il cellu che il mio s'è scaricato? una telefonata breve, tranquillo chiama quanto cazzo vuoi e io chiamo, chiamo il 113 e dico che qui dento la coca gira a fiumi e che vengano a dare un'occhiata e poi restituisco e ringrazio il tipo che mi dice tranquillo ed esco e torno a casa e vado a dormire con settanta gocce di Mr.X.

Giovedì 28 febbraio

Chiamo la Aledellapale e gorgogliamo ammorbate sozzure sottovoce con risate eccitate. Ecco l'odore di suina che mi mancava, la bava, il muco, il sudore che imperla.
Di sera accoppiarci come bestie risulta molto difficile, ma di giorno e in particolare a una specifica fascia del giorno, che spazia da mezzogiorno alle tre, l'accoppiamento è sicuro come l'aria che si respira, perchè Testadiparacarro a quell'ora si fa fare i massaggi medici per le ernie e poi l'idromassaggio e poi e poi e poi e poi va con una trans, diciamocelo.

E anche io in quell'ora oggi, vado con una troia, la sua. Chiusi a chiave nello stanzino dei materassi, che a sua volta è accessibile dalla stanza principale dei bastoni anch'essa chiusa a chiave, mi chiavo questa abbronzatissima topa puttana che mi fa allargare persino il buco del culo da quanto mi fa tirare il cazzo. E qui è industria maialaria, maialificio, altro che tantra, qui è dialogo sozzo e colpi di maglio di cazzo nella fessura deforme, qui sono denti sfavillanti in sorrisi di godimento profondo, di delirante e divorante piacere NEL METTERE LE CORNA, ah che delizia. "Quanto godi, troia, a mettere le corna a quel coglione?" grugnisco aggressivo mentre mi saltella sul cazzo in tutto il suo splendore muscolare "DA MORIRE…" grufola strizzandosi le tettine e io incalzo con un catarroso "TROIA" a qui lei aggiunge unn "SIIIIIIIIIIIIIIIIIII'"  a mille 'i' e poi, appreso che il registro dona piacere, intarsia un delicato ricamo fatto di "Dai, porco, aiutami a farlo CORNUTO, aiutami a farlo BECCO!" e io l'aiuto sì, ci mancherebbe, sono un gentiluomo.

Poi mi si infiamma sul polso il marchio di Eros e nitrisco "IFIX TCEN TCEN" e la giro allungandoglielo nella merdolina calda e vellutata e lei morde il materasso sbavando e dichiarando solenne con voce da esorcizzanda che nessuno, ripete nessuno, la fa godere nel culo come la faccio godere io che sente la scossa sin in mezzo ai capelli.
Le sborro in faccia come da richiesta, ci ricomponiamo e andiamo di là dove TUTTE sanno che stavamo chiavando e anche questo sa un po' di deiezione suina e mi piace.

Ci accomodiamo al corner del relax, sorseggiando un caffettino e chiedo "Sera zero, quindi" e lei mi dice "Sì, zero, a meno che non è fuori città per lavoro. Te quanto resti?". Quanto resto, quanto resto, boh, non c'ho ancora pensato, molto dipende anche da quando la Holga torna a Parigi dal Belgio.
E così mi accommiato dalla gentildonna e penso che stasera, però, una capatina al locale della Adelicaona potrei pure farcela, sì.

Mercoledì 27 febbraio

La puzza in casa è devastante, fortuna che io sono forte di stomaco. Deposito la terza merda sulle due già presenti nel water, non tiro l'acqua, mi faccio una doccia e poi aspetto la coppia proprietaria, avendo cura di tirare lo sciacquone cinque minuti prima del loro arrivo.
Due idioti che d'improvviso si sono inventati immobiliaristi. Lei sulla quarantina, signoretta ammodo a cui la forma della mia bestia pitona che spingeva la braga della tuta le indeboliva l'attenzione. Il quesito di lui, Imbecille marcato CE è stato "Ma come mai c'è questa puzza?" e io ho risposto "Caro signore, questa era la mia domanda, ha letto male il copione. Mi spiegate come mai c'è tutta questa puzza nella VOSTRA casa di cui IO pago l'affitto e in cui IO vivo?"
Lei esordisce con un "Beh senta se vuole la può comperare ed apportare tutte le migliorie che vuole" - "Ah sì?" chiedo "e che idea avevate?" - "150" e io rido e gli dico di accomodarsi alla porta che non mi chiamo Idiozio, ma Tazio, al che lui tenta di mantenere viva la trattativa "No, no, aspetti, lei a quanto sarebbe disposto ad arrivare?" - "30" dico e lì lui ride e lei commette l'errore di togliere il freno a mano e di scalpellare via 50 sacchi secchi dall'offerta iniziale, portandola a 100, che se mi scalpelli via a crudo i 33,3% di quanto mi hai chiesto vuol dire che sei alla disperazione e allora io sorrido e dico "35" ed è un coro armonioso di "nooooonononono" e allora io pronuncio la parola magica "40 in contanti in 8 rate, spese notarili a vostro carico, ultima offerta".
Mi faranno sapere.
Intanto io ho aperto le finestre e ho versato due ettolitri di MisterMuscolo e la situazione pare stabilizzarsi.

Martedì 26 febbraio

Levata albea, gasoliazione e poi stradazione sino a Torino. Incontro il mio amico Mentore, discutiamo di tutto, mi snocciola pure un paio di pareri positivi sulla Skiz e poi una quattrina di pareri negativi e poi proseguiamo e io mi sento di raccontargli nel dettaglio tutti i miei cazzi e tutte le mie funamboliche evoluzioni perchè, onestamente, stimo i suoi pareri e quando mi dice che sono un coglione mi dà anche sempre gli estremi per arrivare a capire il perchè.

Egli mi guarda, con i suoi occhi azzurri che quasi son bianchi, la barba ispida corta e candida e mi scuote le mani a preghiera e mi dice "C'avrai mica il rimorso di aver mollato a un gonzo quella fallimentare baracca dimmerda? O sei in crisi perchè t'ha pagato poco?". Beh, un po' e un po', rispondo e lui ride.
Poi mi chiede che tipo di evoluzione sta subendo il mio rapporto con la Skiz e io glielo spiego e lui torna a ridere.
"Fammi capire" mi dice divertito con la sua erre moscia "l'hai mollata a Londra, sei rimasto a Parigi dopo aver fatto le riprese per me e adesso vivi a casa del vecchio porco che si scopa la modella del set e che adesso è in tour per il mondo e pure gliela chiavi?" e io dico di sì e lui batte le mani, schiocca una gran risata e mi dice che nessuno al mondo, nessuno sa fare cose più divertenti e geniali di me.
Che io lo so che quel complimento, se solo appena appena lo si accentua, si trasforma in un "grandissimo testa di cazzo", per cui ringrazio e resto al minimo.
"E tu vorresti che io ti trovassi un qualcosa da fare a Parigi, magari vicino a Saint Germain, che se ti sterza il cazzo corri a casa a fottere la finlandesina, ammesso che il nonno non le stia facendo delle ispezioni rettali" e ride, ride, ride e poi si fa serio.

E mi comunica in un soffio una cosa complessa che tento di rendervi non soporifera, ma non credo, perchè è interessante. In Francia esiste un'agenzia di sviluppo territoriale che si chiama Val de Marne - Paris Orly, che si prefigge di attrarre aziende estere nel distretto, fornendo loro ogni appoggio per la logistica, la finanza, le banche e le interconnessioni, ovvero stabilendo punti e momenti di contatto tra la domanda e l'offerta. La regione è idealmente suddivisa in aree di attività: medico, agroalimentare, ecologico, bancario e l'immagine. Il Mentore, in società con un francese, ha startuppato una casa di produzione colà, che comincia adesso a muovere i primissimi passi e a popolarsi di professionisti della produzione, della regia, della post eccetera.
"Cosa c'entrerei io?" chiedo con aria vagamente da ebete, che mi viene spesso naturale.
E lui mi propone di diventare il suo uomo all'Havana, con ruolo di consulente, quindi libero professionista esterno, ma in realtà un supervisore di produzione che zompa colà avendo il diritto di chiedere, di incamerare gli andamenti e poi di farne dettagliata sintesi a lui che, da Torino, non ha alcuna intenzione di muoversi.
"Certo non è a Saint Germain" mi dice ridendo.

Poi si fa serio, prende il blocchetto di Hemingway, la Montblanc cicciona e segna 3 punti della sua offerta: 1. la casa pagata 2. il cachet mensile 3. la tipologia di informazioni che vuole. Prendo la Montblanc e aggiungo un punto 4. Non obbligo di presenza da travet 5. Ok
Lui ride e dice "Cazzo me ne frega di quanto ci stai, io ti pago perchè tu mi dia quello che voglio" e a quel punto ci sputiamo sulla mano e facciamo che l'affare è fatto.
Rientro a tarda notte e mi smeriglio tre seghe con i porno HD fatti con la Domi.
Ho un lavoro.

Lunedì 25 febbraio

Rientro in bottega, c'è il Ruggi e poi Alex che sarebbe il nuovo d.c., un ragazzo carino, bel sederino, sediamo in sala riunioni ed io cedo la saggezza dell'identikit sia del personale, sia dei clienti, tempo totale l'intera mattina. Poi il Ruggi schizza come sperma bollente verso Milano e io vado a mangiare all'Osteria Quellanuova che alle due e mezzo devo andare in banca e alle quattro e mezzo dal commercialista.
La tipica giornata che mi mette di buon umore insomma: gente che conosci da una vita che dopo un mese ti saluta con "uè", riunioni fiume, pranzare da solo, banca, firme, commercialista, una figata vera.
Poi, sul far della sera compongo il numero della mia Regina d'Africa, perchè ho bisogno di sapori ed odori forti.
Ma un laconico messaggio mi dice che il numero da me numerato è disattivato. Ohibò, mi dico. Perdinci, mi ripeto. Dovrò ricorrere alle prestazioni occasionali di un'altra performer, poffarre. Ed in quella mi viene da chiamare il Costa, che ha il patentino di Puttaniere UE e sicuramente mi sarà d'aiuto nel risolvere questo piccolo contrattuempuo. Ma il Costa non risponde al telefono. Dopo sei volte che non risponde sino a caduta linea le opzioni divengono due: o non c'ha cazzi di cagarmi o sta chiavando come un muflone degli Urali. Per cui, cesso. Nel senso che smetto di telefonarlo.
E telefono alla Bice. Che la Bicevanoni non è nera, non odora d'Africa, ma c'ha dei gran bei piedi e parla un italiano ricercato, che l'esser suo tauro ancor mi riempie d'orguogliuo l'animo. Ma la segreteria dice che la Bice di lunedice non ricevice.
Mi scoppia un coglione e vado a casa a menarmelo di brutto coi video porno fatti con la Domi. Minchia che figa che era la Domi e minchia quante seghe mi sono smerigliato a guardare e riguardare quei piccoli capolavori cinematografici in Full HD 1080i che pensandoci mentre scrivo ne metterei su un pezzettino tanto per accompagnare la sega del mattino.

Mettiamoci in paro

Bonjour, il tempo è discreto, ho abbondantemente pisciato, mi si è nuovamente rizzato, l'acqua è sul fuoco e io sono pronto a ragguagliarvi su tutte le cose che sono successe in questi pochi, ma intensissimi giorni italiani.

domenica 24 febbraio 2013

Flash back and flash forward

Rieccomi a casa, dentro casa.
Ho votato PD e sono entrato nel mio buco dimmerda, dove l'odore di fogna e di tubo di scarico secco la fan da padrone.
Non resisto dal collegare le due cose, tanfo e voto, no.
Mi verso un bourbon che, grazie a dio, s'è mantenuto intatto.
E penso.
O meglio, ripenso a ieri sera.

***

Ripenso a come, in una sorta di sacrale silenzio e di palpabile tensione erotico-esoterica, Holga mi fa aprire le gambe con una delicatezza estrema ed io lentamente le apro. Sono steso su un lettino da massaggio di pelle bianca che il sessantenne puttaniere deve avere comperato proprio per generare simili situazioni ed io lo stimo, perchè ha messo a frutto danaro ed esperienza per produrre cose belle.

Siamo entrambi nudi e silenti e nella stanza si avverte appena il rumore della strada e la Holga mi guarda con i suoi finnici laghi azzurrissimi, seria, ungendosi le mani di olio per bambini e poi comincia a massaggiarmi. E vuole che stia a gambe aperte ed io mi sento puttana e non potrei farne a meno.
Massaggio, mani calde, mani grandi, mani senza fine, bravissima, scorre lungo gli inguini, schiaccia lo scroto, lo solleva, strizza il perineo lenta, lentissima.
Storpierò l'italiano per rendere l'effetto devastante che fa il suo inglese abborracciato.
"E' masagio tantrico insegnato mia amica" sussurra.

Non lo so se è masagio tantrico e assai poco me ne chiava, so solo che mi fa godere in una maniera bruciante.
La Holga sa come si tocca un cazzo, non c'è che dire. Sarà pure stata la sua amica ad insegnarglielo, ma lei è stata davvero bravissima ad apprendere.
Mi ritrovo completamente unto d'olio, con il cazzo che tira come un rimorchiatore finlandese ed una paralizzante bellezza finlandese che me lo strizza come si strizzerebbe uno straccio inzuppato ed io godo ad occhi semichiusi.

"Ha mai fato atore porno?" mi chiede sussurrando lenta mentre preme la punta dell'indice lungo il frenulo.
"No" le rispondo "solo roba casalinga, personale" e lei alza gli occhi dalla cappella e mi guarda intensa e poi si ridedica ad allargarmi il foro uretrale con la massima delicatezza. Poi scende lungo l'asta facendomi sentire appena la punta delle unghie, arrivando alla scroto, strizzandolo con una mano e carezzandolo con l'altra. Il piacere si stabilizza, ritorno in controllo.
"E tu, hai fatto l'attrice porno?" le chiedo in un soffio.
Mi guarda, svitandomi la cappella con una mano e segandomi il perineo con l'altra. "Sì".
Senza aggiungere altro, continuando devota a dedicarsi a quella che posso eleggere come la miglior sega ricevuta in vita mia.
Minimizzando, non sapendo ancora il seguito.

"Di tuo cazo mi piace vene grose, mi piaciono cazi con vene grose" e io sento davvero il sangue che me lo fa tirare da sentire male.
Me lo piega, me lo gira, me lo torce, lo sfrega a due mani come se dovesse accendere un fuoco al campeggio, uno di quei fuochi che nessuno al mondo è mai riuscito ad accendere, ma lei, in compenso, mi accende una voglia che mi divora il sistema nervoso.
Non mi chiede mai se mi piace, perchè è ovvio che mi piace e questa è una donna che viene dal freddo, viene da dove l'ovvio, se è tale, non merita sforzo d'esegesi, così come le parole inutili, ovvie o meno, ed è semplicemente ammutolente quello che mi sta facendo.

***

Il tanfo qui dentro è orrendo, ma non aprirò mai le finestre, no. Voglio rendere agevole agli eredi del de cuius il chiedermi di comperare questo buco dimmerda a carissimo prezzo, voglio vedere i loro occhi dimmerda mentre mi propongono il loro affare dimmerda, per cui credo che cagherò per due giorni senza tirare l'acqua, lasciando aperta la porta del bagno e tirandola solo quando suoneranno il mio fottuto campanello per salire a tentare di estorcermi del danaro, perchè il business è il business, signori. E spesso puzza dimmerda. Umana.

***

La sua mano parte velocissima, masturbandomi in senso inverso, ovvero coprendomi il glande col prepuzio e non scoprelndolo scappellandomi. Afferra la pelle alla base dell'asta e la porta su, veloce, la molla, la va a riprendere sotto e la riporta su, velocissima e io mi contraggo, sussulto, mi aggrappo ed è divino.
Mi corre la necessità lurida di sapere cosa le chiede di fare il sessantenne, ma non ho la forza di proferire parola e lei sorride appena, quasi mi avesse letto nel pensiero. Poi, basta. Mi afferra la cappella al di sotto del bordo, serrandola tra indice e pollice e inizia a svitare, come fosse un tappo, stringendo forte come se fosse un tappo che resiste, sforzando, producendomi un piacevolissimo dolore che mi fa inarcare la schiena e affondare le unghie nella candida pelle del lettino.
"Vieni qui voglio fotterti" grugnisco in un angolo morto di piacere che mi consente di riumanizzarmi.
"No. Voglio tenermi la voglia" mi risponde veloce con un bagliore lucente dal fondo dei suoi laghi finnici e questo mi fa schiantare di schiena sul materassino di pelle, a sudare, a strabiliare estasiato, perchè in quel momento la Holga ha tracciato un assioma perfetto, una teoria che si può esprimere con settantamilioni di parole senza averla chiarita, ma non la si può esprimere così chiaramente con appena quattro vocaboli.

***

Guardo il letto polveroso almeno di un mese e mi ricordo la Ade. Le sue fughe carbonare, il caffettino prima della palestra, la tutina culea, il sabato annoiato, il mercoledì delle inculate alla merda liquida e le fughe e i soldi con cui mi ha mantenuto e il piacere demoniaco che provava col buco del culo e realizzo, per la prima volta in vita, che la Ade era un gigantesco magazzino di ottima materia prima grezza non lavorata che, saltuariamente, mi induceva ad abbozzare l'idea affascinante di un probabile sublime prodotto finito, il cui incompiuto spingeva a perpetrare gli efferati incastri, mentre la Holga, invece, è una miniera di pochi preziosi minerali che non necessitano di alcuna lavorazione per essere perfetti ancor quando, semmai, è la perizia dell'estimatore che deve aggiornarsi, evolversi, raffinarsi, allargarsi, per cogliere tutte le celestiali sfumature di cui tali minerali si compongono.

***
Le schizzo in mano d'improvviso. No, stupidaggine. Io sono convinto di schizzarle in mano all'improvviso, mentre la vichinga dea bionda sapeva perfettamente l'esatto istante in cui il mio latte bianco sarebbe gocciolato dal buco del glande scuro di abbondante afflusso sanguigno. Godo senza un solo rumore, osservandola tra le palpebre semichiuse, serrando i denti, godendo del suo agire, del suo appena accennato sorriso di soddisfazione mentre, con l'unghia dell'indice, gioca col mio foro uretrale che vomita sperma, donandomi la più alta vetta del piacere degli ultimi quarant'anni.

***

In questo soggiorno grigio, ma non grigio per sineddoche, ma proprio grigio perchè l'ho colorato io personalmente di grigio, si sono avvicendate solo alcune delle faccende più importanti della mia vita. Beh, lasciatemelo dire. Voglio buttare via tutto, il Divindivano, la libreria, i libri, lo stereo esoterico, il televisore, tutto. Voglio solo tenere la musica e i video.
Questi ultimi perchè potrebbero anche salvarmi la vita.
La prima, perchè è un tatuaggio dell'anima che non si può mai sopprimere, nemmeno coi cambiamenti più radicali e profondi.
E la vita, alla fine, è solo la capacità di tatuarsi l'anima, in un modo o nell'altro.

Stasera dormirò sul Divindivano, per una delle ultime volte.
Ma lo farò col sorriso.
Sì, col sorriso.
Ed il cappotto addosso.
Buonanotte.