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sabato 30 novembre 2013

Santa Sebastiana



Voglio trafiggerti i glutei con aghi lunghissimi e scintillanti
e freddi,
affinchè tu possa recitare con compassionevole verità il tuo atto di dolore.
Voglio forare i tuoi seni e le tue areole con sottili spade,
Santa Sebastiana,
udendo il tuo desiderio di mentire per amore della pena.
Voglio suturare lentamente i tuoi genitali,
con ago curvo e refe robusto, 
così da non udire più il canto ingannevole del tuo desiderio.
 

domenica 28 aprile 2013

Senza titolo

Sei bellissima, saliamo, fumiamo un caccolone di hashish così e sei sorridente e gentile e tenera e poi ti spogli e sei figa da urlare, che bei piedi, che bel culo, che bella fica rasata e calda, ti lecco, mi lecchi, ti voglio, ma senza, niente gomma, voglio pelle e ci stai e sorridi e ti chiavo e godiamo assieme, ansimi, godi, godo, la fica che sguazza, sei fradicia, poi quell'olio e nel culo, che bello il mio cazzo bianco che scompare nel tuo culo nero odoroso, che bello sentirti venire e poi schizzarti sul pube e vederti spalmare e succhiarti le dita con una piccola risata.
Grazie, Nina.







venerdì 25 gennaio 2013

I piedi di Barbara d'Urso e anche il resto

Ora qui io lo so che vorrete lapidarmi, espormi al pubblico ludibrio, gognarmi, staffilarmi e cremarmi, ma io sono sincero e dichiaro con orgoglio che a questa signora non solo straglasserei i piedi che mi fanno tirare la minchia come un rimorchiatore kazako, che sono anche arciconvinto che se posti nelle giuste condizioni possono donare un bouquet ben intenso e mediterraneo, ma le glasserei anche ogni orifizio penetrabile ed anche impenetrable, la leccherei e la succhierei come un Chupa Chup's.
Che femmina, che zinne, che piedi, che pelo, che tutto.













I piedi di Antonella Clerici

Premetto che la signora mi è pressochè insopportabile e premetto anche che non la toccherei con un dito in quanto fisicamente non mi attrae per nulla.
Però debbo essere sincero e debbo ammettere che ha dei piedi fantastici, che mi ricordano moltissimo quelli della Ade e quindi, ebbene sì, potrei arrivare ad una settimana di astinenza per caricare ben bene i coglioni e poi glassarglieli godendo come un porco.

Questo è quanto.









giovedì 24 gennaio 2013

Moresca

Mi aspetta nuda con le infraditine defonseca da bancarella e appena entro mi schianta sul muro e mi mette in bocca la lingua e mi fruga i coglioni sussurrandomi in un inglese roco e caldo di non dire mai, mai, mai, mai a nessuno che mi bacia con la lingua e io la palpo e la slinguo e glielo giuro e lei si muove sinuosa e sorride di luce e mi palpa il cazzo duro e si lecca le labbra e mi dice che aveva voglia di vedermi e io l'ho prenotata per ore apposta perchè me la voglio chiavare come un pazzo perchè la Nadine mi infoia come un bufalo con quel suo profumo meraviglioso e la pelle di velluto nero.
Comncio a spogliarmi e le dico di mettersi doggy che le voglio guardare la fica e lei esegue, mi spalanca quelle chiappe da estasi e mi mostra la fica carnosa e il buco del culo divino e io le chiedo di poterle fare una foto e lei sorride sussurrando uno "yes" salivoso e io scatto mille foto e me le tengo, perchè mi ci voglio spaccare di seghe, ma questa la devo mettere, perchè dovete capire, dovete tentare di capire il controllo che perdo quando affondo la bocca là in mezzo e lecco e la sento godere prima di incularmela forte, con lei che spinge alll'indietro ansimando, tormentandosi quel pugno di carne nera e morbida che quando si schiude s'illumina del più bel rosa che esista al mondo.
Io ne sono stregato.


mercoledì 7 novembre 2012

Carne compressa

E' notte tarda e per rilassarci ricorriamo ai rimedi della nonna e allora l'aromatico alcaloide fluisce placido donando creatività e reattività nella tranquillità della spazialità dei nostri rotondeggianti orizzonti sconfinati ed allora ecco spuntare la pompa, che sporcaccione che sono, ma lo è anche lei, ingorda ingozzata di mille film porno in cui quell'oggetto eccitante compare, ti do l'ossigeno amore, risolino, non mi far male però, ma che male Skizzetta, porno capretta sozzetta e porto ad aderire la coppa di plastica alla fica già calda e bagnata e lei apre per bene le gambe ed io pompo, uno per far aderire, due per partire e lei fuma la canna, annebbiata, spatasciata come una sporca baldracca ed io pompo, col cazzo di marmo che mi penzola tra le gambe, io pompo e lei aspira e mugola con un sorrisetto e si accarezza la pelle attorno alla coppa e aspira e poi passa e io pompo e lei gioca coi suoi capezzoli di titanio e io pompo e lei mugola, mi tira, mi dice, mi brucia, vuoi che smetta?, no, pompa ancora, ancora e io pompo e vedo la carne compressa che riempie la coppa, umida e gonfia, prendo il telefono e scatto alla cazzo e lei ghigna puttana, sussurra letamaia "a chi le mostri dopo porco?" e io pompo, passa la canna, certo amore, ti faccio male?, no, pompa di più, di più e io eseguo e la sua bocca si piega a commedia tragica greca, mi fa male, vuoi che sgonfi?, no, pompa cazzo, pompa più forte e io eseguo, pompo instancabile e la fica si deforma, mostruosa e eccitante, che poi lo dico io quando basta, che se ascolto te, Skizzina, te la faccio scoppiare e mollo, il sibilo, l'aria che esce, odore di plastica e fica e piscia, poi pianino la stacco e vedo il capolovoro d'autore, una ficona deforme, grossa, calda, bagnata, arrossata, prendi lo specchietto, certo amore, eccola la tua fica da troia sozzamente depravata, lascia che la immortali e scatto di nuovo e tu fai ohhh con la bocca e poi te la tocchi, grugnisci che è bello toccarla così, che è sensibile a mille e ti alzi e cammini e mi dici che ti masturbi camminando e poi torni sul letto e te la apri, la tocchi ti masturbi, eccitata come una cagna ninfomane, è stupendo Skizzilla, madonna che grossa Tazione, apri che te la lecco, godi mugoli, ti tiri i capezzoli in sù e mi vomiti porcate per dirmi quanto ti fa godere 'sta cosa ed allora *zanf* il colpo di genio del Tazione britannico, che prende la rotella acuminata dal cassettino, dio che sturbo, comincio a tracciare delle linee premendo e tu bestemmi dalla voglia e dal godere satanico, perineo, ano, fica mostruosa, clitoridino, ti contorci e ti piace, la mia cappella ha la goccia da quanto mi tira e allora sfrego il cazzo su quell'oscena hamburger di carne umana e uso la rotella, me la passo sulla cappella e mi piace, premo forte e godo, dolore stupendo, poi sulla tua fica mostruosa, premo forte, tu grugnisci e sbavi, mi sputi addosso e io ti impalo senza pietà e sbatto come un martello pneumatico e tu schizzi sputandomi in faccia e sei così sozza che dovresti essere beatificata.
Santa subito.

venerdì 26 ottobre 2012

Arte collaborativa

La Skiz me l'ha fatto tirare, io mi sono messo in posa, lei ha fatto la foto, io l'ho postprocessata.
L'amore si fa arte, eccovi Mastro Tarello Gouache.


lunedì 16 aprile 2012

Pen drive anti stress


Un uomo pensieroso, con nessuna voglia di relazioni sociali al di là dell’unica che in quel momento non può avere, agisce in maniera strana. E così, alle ventuno, ero in ufficio. Una sorta di preparazione della cartella per il lunedì che lenisce il distacco. Aiuta a controllare l’ansia.
Entrando vedo un mucchietto di fax nel vassoio del fax, che si trova nell’ufficio della Betta.
Controllo. Molte cazzate, poi uno più serio. Mi siedo sulla sedia della Betta e lo leggo.
Poi lo rimetto nel mucchio e sto seduto lì, come un allocco, pensando a tutto il week end.
Meditando mi rendo conto che i cassetti della scrivania della Betta sono aperti e questo non va bene.
Perché l’accordo è che le chiavi degli armadi dei documenti amministrativi e dei progetti vanno nel suo cassetto, che viene chiuso assieme agli altri e solo io e lei abbiamo la chiave. Sì, la privacy legislativa, ma anche quella pratica.

E così apro, come avreste fatto tutti. I cassetti sono intimi come le mutande. E a tutti piace darci dentro un’occhiata.
E nel terzo cassetto in basso, assieme a fazzoletti di carta, una crema per le mani e un pacchetto di Golia, scorgo la pen drive, quella stessa pen drive che fu protagonista di quel pomeriggio in cui, con la scusa delle foto del figlio, si pregiò di darmi un saggio del suo corpo in bikini nero.
La guardo e realizzo di poter facilmente collezionare un set di giustificazioni in merito all’avervi sbirciato dentro e così la prendo e vado nel mio ufficio.
Cerco la cartella, in mezzo a molte altre. La trovo.
Eccoci, giardino, avanti, avanti, avanti. Bikini.

Che effetto terapeutico la Betta in bikini. Questa volta posso indugiare, zoomare, ingrandire, riguardare, avanzare. Lento, gustando. Perché so che, a un certo punto, arriverà quella dov’è di pancia sul lettino che fa nasino col ranocchietto ed è senza reggiseno. Avanti, avanti, avanti.
Eccola.

Niente da fare, è l’ultima della serie, le successive mostrano la Betta con in braccio il ranocchio assieme a una donna sulla cinquantina, in short e shirt, poi una dove si scorge una ragazza bionda giovane in costume intero, poi un servizio sulla Mondeo del marito, che meraviglia. Niente di interessante.

Spulcio l’albero delle cartelle, che sono tantissime. Sono nominate con luogo e data, brava, diligente. Tutti c’hanno la cartella DCIM, DCIM(1), DCIM(2), DCIM(1270). Io, almeno. E così mi tuffo nel browsing veloce. Migliaia di foto. Ce ne stanno migliaia su una chiavetta da 24 Gb. Migliaia.
Poi, tac.
Dentro a una cartella Egitto 2010, c’è una cartella Sele. Sele per Selena o per selezione? Apro.
Per selezione. E nello splendore del 27 pollici compare una Betta adamitica in un giardino che controlla una casetta per gli uccellini. Minchia. Nel giugno del 2010 la Betta si rasava tutta la passera. Che maiala sublime.
Avanti. Avanti. Avanti. Una miniera.

E’ la cartella del nudo.
Una progressione mozzafiato. Servizio di nudo in giardino, servizio di nudo su spiaggia rocciosa che sembra il Gargano o la Grecia o non so. Poi interno. Interno nel bagno, con riflesso allo specchio, poi nudo integrale su lunga credenza finta biedermeier. Poi tentativi di scatti artistici, ma c’è poco da fare, un capo reclinato all’indietro diventa una baggianata davanti a due mammellacce del genere. Avanti, avanti, avanti.
Doccia. Bagno. Scatto con flash accecante su scomposta cascata di ricci che si mischiano a un pube villoso. Il fotografo ha tentato qualcosa di sugoso, ma gli è riuscito male. Il marito è un porco allora. Molto bene.

Scarico tutto, com’è ovvio e come avreste fatto tutti o magari no.

Ripongo la pen drive dove l’ho trovata. E penso.
Perché tenere quella cartella Sele in una pen drive che, a sua volta, viene tenuta in ufficio? Qual è lo scopo? Io e lei non abbiamo contatti ravvicinati da tempo. Se la sarà dimenticata? Impossibile per una killer del genere. Anche se è una killer fallibile, considerato il merdoso periodo che vive. E quel cassetto dimenticato aperto ne è la prova. Ma sarà proprio stato dimenticato?
No, sono arciconvinto che sia lì per uno scopo, quella pen drive. E la parola scopo deve essere intesa come prima persona singolare del presente indicativo del verbo scopare.
Con chi sta scopando, la Betta?

Poi arriva un essemmesse che dice “Arrivata tutto ok. Stancucci stancucci. Notte e mille baci”.
Sorrido. Poi ripenso al mio week end, spengo la luce e vado a nanna.

lunedì 19 marzo 2012

Marie de Lioncourt - Stop Motion


Marie - Stop Motion from Ruediger Schestag on Vimeo.


Ruediger Schestag
Stuttgart / Germany
Photographer, teacher, lecturer for photography, artist.
ruediger-schestag.com

Double Exposures - Essay in portraiture - Sanders McNew


The French photographer Henri Cartier-Bresson once observed: "If, in making a portrait, you hope to capture the inner silence of your subject, you must try to put your camera between the skin of a person and her shirt." New York photographer Sanders McNew presents a series of portraits of naked women with accompanying essays that together question and challenge the nature of portraiture. 160 pages, including 121 portraits and accompanying text.

http://it.blurb.com/bookstore/detail/1473952 

Filght Attendant, France


Sanders McNew ©