Bonsgiur.
Devo proporre la Fanny per qualche premio particolare, poichè il suo ingegno deve essere insignito di qualche riconoscimento, ma io dico che anche la Legion d'Honneur potrebbe pure andare bene, massì, pensandoci poi bene non ce n'è uno sufficiente al mondo, non c'è nulla che possa premiare il troiesco cervello sopraffino di chi, avendo ben nota la mia passione per i piedi, arrotola il gambaletto antistupro a rete sino a metà piede al fine di inserire il mio cazzo tra la la sua pianta ed il gambaletto arrotolato, donandomi una sega sublime mai provata prima, donandomi il piacere della strozzatura dell'orrendo capo (che ora guardo con rinnovato concupiscente desiderio) e l'agevole movimento delle sue dita sotto la cappella, punto a me assai gradito. Magnifico, standing ovation, lei vestita e seduta sulla poltrona a sorseggiare un cognac ed io nudo, in ginocchio, con la minchia metallica a godere, mentre la sua voce roca schizzava sozzure nei confronti della mia lordura morale.
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Ho sentito il Mentore e temo che, se non potrà salire lui, dovrò scendere io. E' molto soddisfatto dei miei report spionistici che, a suo dire, confermano dei timori che aveva e che, proprio per non influenzarmi, aveva volutamente omesso. Spero che questa fase muti rapidamente perchè, seppure molto ben pagato e molto ben spesato, seppure spassandomela non poco nel tempo libero, seppure a Parigi, trascorrere otto ore al giorno a ficcare il naso nelle pliche anali di quella società, osteggiato ed inviso a tutti, senza un ufficio, senza un volto amico, mi entusiasma relativamente. Io sono un cazzo di genio fottuto, alla fine, non un poliziotto privato.
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Chiavarmi la Fanny mi piace moltissimo. Ci sono dei momenti in cui è in grado di farmi perdere il controllo e di trasformarmi in un animale che tenta di ucciderla a colpi di cazzo e quello è esattamente il punto in cui entrambi godiamo come bestie. E poi mi fa impazzire la sua sublime bellezza sfiorita, così umana, così sensualmente matura, così perfetta di difetti attraenti, così regina delle femmine. Non sono convinto di essere l'unico amante, ma al momento non mi permetto di indagare, sono un signore, alla fine. Mi permetto, con garbo e senza fretta, di introdurre delle ipotesi sessuali a voi assolutamente note, per vedere che reazioni suscitano e, al momento, l'ipotesi di guardarla mentre scopa con qualcuno la eccita non poco. Brava Fanny se continui così ti porto alle Canarie che vedrai che collezione di minchie ci facciamo.
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Al paesello il Ruggi ha avviato l'operazione Bobcat, come immaginavo. E' stato veloce il nuovo d.c., davvero veloce. Ha generato in breve la tensione di rottura col Loca, che ha già dato il preavviso e se ne andrà. Ha avviato il trasferimento fisico della sede da Taziopoli alla provincia con la erre moscia, Domiziopoli, e sembra che entro giugno i giuochi saran fatti. Sono entrate nuove figure tecniche e commerciali che han generato scontento in alcuni e pacato ottimismo in altri, come il Costa. Il Costa è nell'occhio buono del d.c. e ne sono contento. Mi dice che stanno arrivando lavori e clienti e, quindi, la mia decisione di lasciare il passo non è stata così sbagliata. Gli ho proposto di salire, un week end, dato che non ha mai visto Parigi e lui è stato contento e mi sa che prima o poi ci verrà. Ho voglia di vederlo, davvero.
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Mi sono interrogato a lungo sulla proposta di Hammed, relativamente al "servizio in camera" della Bertille. Come funzionerà, nella realtà, la faccenda? Hammed fa il pappone della Bertille che, oltre a prendersi lo stipendio, ottiene dei "bonus"? Oppure la Bertille lavora marginalmente come cameriera e la sua attività principale sono i "servizi in camera" e parte dei bonus li percepisce Hammed? E poi, ancora, gli altri soci sono al corrente della Bertille? Perchè a me Hammed mi ha richiesto il silenzio tombale con TUTTI. Incredibile come io sia in grado di affannarmi attorno ai risvolti che riguardano una donna nemmeno tanto bella, volgare e sciatta, ma come dicevo, fascinosa poichè puttana. Appena Hammed è di turno me la faccio mandare su, sì. La voglio con il camice da lavoro sporco, le ciabatte e sotto nuda. Ha!
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Chissà che fine avrà fatto la Finny. Io non chiamo (figurati se chiamo) e lei non chiama (figurati se chiama). Controllo quotidianamente YouPorn, magari ce la trovo dentro. Sarei molto orgoglioso di fare un post in cui incollare il pornino dicendovi "ecco, questa è la Finny".
Bah, sopravviveremo tutti a 'sta cosa, credo.
***
Ieri pomeriggio mi ha chiamato la Chiara. Una specie di bollettino resoconto, più che una telefonata. Mi ha comunicato che il week end le è andato via col trasloco (!) e che ora non abita più a Camden, ma a Chelsea. Bel salto per una cameriera del Cafe Nero, dico, seppure con più riguardo per non essere offensivo. Pare che si sia lanciata nella libera professione e che adesso lavori per un paio di agenzie come free-lance con soddisfazione economica e personale. Bene, sono contento, molto.
Solo alla fine della telefonata ho realizzato che quelle agenzie e il lavoro free-lance, potessero non essere necessariamente nel settore della comunicazione. O meglio, non in quella grafico-visiva, ecco.
Questi pensieri mi scombussolano e mi fanno intostare la minchia.
***
Stamattina penso che bigerò il divertimento frizzante nella Valle della Marna. Ho in mente un progettino rilassante: massaggio orientale con happy end in un saloncino massaggini consigliatomi da quel grand'uomo di Hammed. Poi pranzerò da qualche parte, magari al Solito Bistrot, perchè no. Mi piacerebbe instaurare un rapporto diverso con la cameriera musona muscolosa senza calze.
Perchè nella vita bisogna darsi degli obiettivi e lavorare sodo per raggiungerli.
Solo così ci si addormenta con un sorriso.
Secondo me, eh.
Bonsgiur, vado a finire di masturbarmi.
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mercoledì 20 marzo 2013
martedì 19 marzo 2013
Nuove angolazioni e rotazioni dei punti di vista
Seduti ad un bistrot, all'aperto, in fondo alla veranda di gomma, un po' distanti dal fungo rovente, sorseggiamo svariati bicchieri di vino bianco e chiacchieriamo rammolliti e tu fumi una Stuyvesant dietro l'altra, che ti fanno la voce roca e sexy e meditiamo sbronzetti sulla vita e le opere, quando d'improvviso mi rendo conto che con te alle Canarie tra le dune sozzone sarebbe un incanto, ma ancora non so, non ti conosco, non è detto che sia un genere che gradisci ed allora, ordinando altri due vetri di bianco ti dico della mia situazione e della necessità di vacanza e tu mi dici a chi lo dici, ma lo sto dicendo a te Stephanie, detta Fanny, ribattezzata MILFanny e ti dico che mi piacerebbe andare con te alle Canarie e mi guardi e ridi morbida con la tossetta e mi dici "ahhhh… QUEL tipo di vacanza!" e io ti chiedo "Quel tipo quale?" e tu mi scivoli sulla spalla destra al fine di condurre la mano destra sotto il giaccone a lisciarmi il pacco e sussurri roca "…porcellone esibizionista…" e poi ri-ridi roca e io sento crescermi nei pantaloni un sommergibile nucleare classe Typhoon e ti chiedo, mi informo se la cosa ti piace e se hai già provato l'ebbrezza, ma tu mi dici di no, che sei al corrente, ma non hai praticato e sei molto divertita da questa conversazione e sento che, sotto il giaccone, le tue dita sbottonano e aprono e quando trovano subito la pelle del cazzo, essendo io senza mutande in tuo onore, vai in solluchero e mi incalzi di domande, sorridente e laida, mi chiedi di descriverti che progetti avrei con te alle Canarie e io non indugio e ti dico, ti dipingo, ti prefiguro, ti colloco, mentre cominci a strozzarmi la minchia sotto il tavolino, accoccolata come fossi la mia fidanzatina del cuore e mi confessi che il sole nuda lo prendi, che una volta con un fidanzato hai scopato all'aperto e c'era un guardone, ma che quelle cose un po' estreme delle Canarie no, mai fatte, ma io ri-incalzo, leggermente ansimante causa sega magistrale sotto il cappotto, ri-incalzo e chiedo se la cosa potrebbe interessarti e tu mi dici chissà, così su due piedi non saprei, mi ci dovrei trovare, ma mi confessi che le pitture, le prefigurazioni, le collocazioni che ti ho dianzi descritto ti hanno fatta bagnare, per cui vi è un ragionevolissimo abbondante margine di gradimento ex ante, fatto salvo che non intervengano fattori ex post che lo rendano sgradevole e mentre argomenti con una ragionevolezza encomiabile, scorri l'unghia dell'indice sul frenulo ed io godo come un porco, sia perchè hai preso una lodevolissima iniziativa in un luogo pubblico, seppur celata da tavolini, borse e cappotti, sia perchè potresti scrivere un trattato su come far tirare la minchia ad un maschio.
Canarie con la Fanny.
Mica mi suona male, sapete?
Canarie con la Fanny.
Mica mi suona male, sapete?
lunedì 18 marzo 2013
Fanny e le altre. Il ritorno del Granporco
Eccomi rientrato nella mia cameretta del mio alberghetto, dopo una gioiosa giornata di felicità travolgente con i giovani spensierati dai caratteri frizzanti che mi a-do-ra-no. Spero che 'sta menata si componga in tempi rapidi, perchè comincio a rompermi il coglione.
Seccature a parte, vi aggiorno su ciò che è successo durante la latitanza weekendiana, che è da venerdì sera che non scrivo.
Quella sera, abitudinario patologico, sono andato a cena al Solito Bistrot, raffinata versione della Solita che ho lasciato al paesello. E lì, a una cert'ora, è arrivata la Fanny, la mia bella MILF francese dallo sguardo laido e dal capello biondo cenere.
Dovete sapere, così per una classificazione sommaria e generale che spero non infastidisca nessuno, che le donne parigine si dividono in diverse categorie.
La prima categoria è quella delle donne impegnate e su questa non ci spendiamo molto tempo.
La seconda sono le donne disponibili, che sono rilassanti all'approccio, poco cervellotiche e per nulla "strateghe" all'italiana. Sono donne che se hanno voglia ci stanno e non importa se è la prima uscita o il primo quarto d'ora che ci si è visti, ma ci stanno, perchè (cosa molto importante) partono dal concetto che non devono giustificare nulla a nessuno. E questa è l'emancipazione che io amo.
La terza categoria sono le predatrici. Le predatrici come hobby hanno il cazzo. Vi sono moltissimi locali in cui i maschi vanno a farsi preda e loro a predare. L'età della categoria è eterogenea: vi sono predatrici di 20 anni come di 60 e altrettanto dicasi per le prede.
La quarta categoria sono le prostitute. Parigi è una città meravigliosa sul fronte della prostituzione e, per uno come me che ne è morbosamente attratto, è un autentico paradiso.
La mia bella MILF parigina non è una predatrice, pur avendomi abbordato lei, ma è certamente una disponibile. E posso dirvi con assoluta certezza che a letto sa quello che fa, oh sì che lo sa, oh sì. Per cui è stato un venerdì sera di sanissima attività fisica grazie alla quale abbiamo espulso sudore, tossine, liquidi, peti e saliva. Mi fa arrapare come un caribù neozelandese, vuoi per la parlata, vuoi per quella casa dai soffitti alti sedici metri, vuoi che ha dei bei piedi ossuti, vuoi che le rughe mi impalano come una trivella, vuoi che non le basta mai, vuoi che eravamo sbronzi, vuoi tutto quello che vuoi, ma è stato un venerdì sera da cerchiare sull'agenda col pennarello rosso, anche se l'agenda è quella dell'iPhone.
Ho dormito lì, che se una donna parigina non ti caccia a calci nei coglioni alla fine, vuol proprio dire che, o tu, o il tuo cazzo, o l'insieme, hanno fatto il punto. Poi, sabato mattina, mi ha congedato perchè partiva per andare in un posto impronunciabile e non memorizzabile, a trovare sua sorella.
E io sabato mattina stavo proprio bene, ma bene bene.
Sono andato a vedere un'appartamento che da fuori era superbo e dentro una topaia di merda che il Miramonti è l'Excelsior in confronto.
Poi ho fatto shopping, qualche telefonata seduto da Flor tirando lentamente sera, per poi andare a cena al Solito Bistrot.
E mentre mangiavo le solite cose al Solito Bistrot, ho formulato dei ragionamenti di squisita sagacia e raffinata arguzia.
Mi sono detto che, in una metropoli, la differenza tra il turista e lo straniero è che lo straniero sa andare a troie pay nella metropoli, mentre il turista è un semplice gonzo abbindolabile. Ho poi cesellato il già prezioso concetto con una considerazione: manco da Parigi da moltissimo e le cose potrebbero essere cambiate.
Per cui, l'uomo pragmatico, l'uomo che sa vivere il suo tempo e la performàns, quando è nel dubbio approfondisce.
Per cui conto silvuplè e fammi un bene: chiamami un taxi.
Dall'autiere dell'automezzo pubblico mi sono fatto condurre a Pigalle, ovviamente. Era il primo luogo da testare. Salto a pié pari tutte quelle cazzate fasulle destinati ai turisti e poco oltre il Moulin Rouge infilo una certa stradina interessante, nei miei ricordi, zeppa di carinissimi bar luridi nei quali sostavano decinaia e decinaia di zoccole parecchissimamente semisvestite ed in attesa di contrattare col puttaniere doc, col puttaniere che sa quello che vuole e quello che vuole pagarlo e quando si raggiunge l'elegante accordo le dee ti conducono in piccoli camerini nel retro o nel superiore o nell'inferiore del lurido baretto medesimo.
E c'è poco da fare, la grandezza di un popolo la si misura anche dalla capacità di tenere vive le tradizioni, modernizzandole.
Funziona tutto come un tempo, oui oui e anche un po' oink oink. Pelle nera a cannone, asiatiche a cannone, ma dei pezzi di figa da cader per terra, poi il baretto dei trans, con una brasiliana che era estasiante come la Madonna del Parabrezza, che come aperitivo di benvenuto ti prende la mano portandola sotto la mini di vernice rossa affinchè tu possa apprezzare la dimensione della salsiccia che le penzola tra le gambe, affrettandosi a precisare che le diventa non duro, ma di più. Sono stato molto tentato, vi dirò. Ma mica me ne vado domani da Parigi.
Poi entro nell'ennesimo baruzzo, poco distante, un tantino defilato e appena varco la soglia vengo intercettato da uno stacco di coscia di ebano che si chiude con un piede dalle unghie importanti e cresciute mezzo centimetro oltre il dito, smalto nero perlato metalizzato, sandalo assassino e poi salgo e che figa da conversione cazzomerda, capelli rasati alla cantante dei Morcheeba, viso dolcissimo e due occhioni da cerbiatta che mi sono seduto in un secondo secco, presentandomi, offrendole da bere, chiacchierando, inondandola di complimenti, facendo finta che non fosse una puttana. Che delirio dei sensi, che statua, che creatura di Dio superba.
Poi lei mi prende la mano e mi dice il suo rate, che manco contratto, dico sì, da, ok, oui, vaben, nden.
E usciamo e attraversiamo la strada e ci perdiamo nella torva notte del peccato sino a un portoncino rovinato che mi faceva drizzare la minchia anche quello.
Che femmina ragazzi.
Che figa assoluta.
Che dea.
Ho pagato un piccolo sovrapprezzo (piccolo, dio, parliamone) e l'ho tenuta quasi quattro ore.
Quattro ore in cui gliel'ho messo anche nel naso e nelle orecchie e, con un impegno che non so per quanto tempo ancora il mio fisico potrà permettere, sono riuscito a farla venire. Che sorrisone mentre veniva, che bella, che pantera, che pelle, che profumo (vero, purtroppo).
E poi lei è tornata al baretto, io a Pigalle, dove ho preso un taxi e me ne sono tornato nella mia cameretta del mio alberghetto.
Lo so, siete arrivati sin qui continuando a chiedervi come mai non sono andato a Londra, che in un'ora e venti si è là.
Non ci sono andato perchè mi sono accorto, casualmente e per una circostanza improvvisa, che anche da Londra in un'ora e venti si è qua.
Ingredibbile, amisgi, anche io all'inizio sono rimasto di sasso.
Per cui mi sono detto, fuor d'ogni polemica, stante che il tempo Parigi Londra è lo stesso Londra Parigi e stante anche che il Tazietti viaggia in Primalussosfrenato, ma che un'ora e venti la si affronta agevolmente anche nell'ottima seconda con prezzi a partire da 40 euri, se nessuno da Londra ha raggiunto Parigi, vuol dire che qualcuno c'aveva daffà a Londra. O era ancora sazio del Ramsay della settimana precedente.
Per cui ho trascorso la domenica nel cazzeggio, chicchierando a lungo con Hammed (uno dei proprietari dell'alberghetto) un algerino di un metro e novanta piuttosto manzo e, secondo il mio sesto senso di donna, piuttosto appassionato di luganeghe crude. Abbiam favellato di politica, femmine e puttane.
E alla fine mi ha sussurrato, complice, che se mi va il servizio in camera, potrebbe mandarmi su Bertille che con cento fa tutto e ha un gran talento.
E stamattina, colazionando prima di partire per raggiungere l'emozionante groove, ho guardato Bertille che serviva il caffè e mi sono detto ebbrava Bertille.
Perchè Bertille non è esattamente una figa, ma ha l'irresistibile magnetismo della puttana.
L'amoralità rende belli.
Seccature a parte, vi aggiorno su ciò che è successo durante la latitanza weekendiana, che è da venerdì sera che non scrivo.
Quella sera, abitudinario patologico, sono andato a cena al Solito Bistrot, raffinata versione della Solita che ho lasciato al paesello. E lì, a una cert'ora, è arrivata la Fanny, la mia bella MILF francese dallo sguardo laido e dal capello biondo cenere.
Dovete sapere, così per una classificazione sommaria e generale che spero non infastidisca nessuno, che le donne parigine si dividono in diverse categorie.
La prima categoria è quella delle donne impegnate e su questa non ci spendiamo molto tempo.
La seconda sono le donne disponibili, che sono rilassanti all'approccio, poco cervellotiche e per nulla "strateghe" all'italiana. Sono donne che se hanno voglia ci stanno e non importa se è la prima uscita o il primo quarto d'ora che ci si è visti, ma ci stanno, perchè (cosa molto importante) partono dal concetto che non devono giustificare nulla a nessuno. E questa è l'emancipazione che io amo.
La terza categoria sono le predatrici. Le predatrici come hobby hanno il cazzo. Vi sono moltissimi locali in cui i maschi vanno a farsi preda e loro a predare. L'età della categoria è eterogenea: vi sono predatrici di 20 anni come di 60 e altrettanto dicasi per le prede.
La quarta categoria sono le prostitute. Parigi è una città meravigliosa sul fronte della prostituzione e, per uno come me che ne è morbosamente attratto, è un autentico paradiso.
La mia bella MILF parigina non è una predatrice, pur avendomi abbordato lei, ma è certamente una disponibile. E posso dirvi con assoluta certezza che a letto sa quello che fa, oh sì che lo sa, oh sì. Per cui è stato un venerdì sera di sanissima attività fisica grazie alla quale abbiamo espulso sudore, tossine, liquidi, peti e saliva. Mi fa arrapare come un caribù neozelandese, vuoi per la parlata, vuoi per quella casa dai soffitti alti sedici metri, vuoi che ha dei bei piedi ossuti, vuoi che le rughe mi impalano come una trivella, vuoi che non le basta mai, vuoi che eravamo sbronzi, vuoi tutto quello che vuoi, ma è stato un venerdì sera da cerchiare sull'agenda col pennarello rosso, anche se l'agenda è quella dell'iPhone.
Ho dormito lì, che se una donna parigina non ti caccia a calci nei coglioni alla fine, vuol proprio dire che, o tu, o il tuo cazzo, o l'insieme, hanno fatto il punto. Poi, sabato mattina, mi ha congedato perchè partiva per andare in un posto impronunciabile e non memorizzabile, a trovare sua sorella.
E io sabato mattina stavo proprio bene, ma bene bene.
Sono andato a vedere un'appartamento che da fuori era superbo e dentro una topaia di merda che il Miramonti è l'Excelsior in confronto.
Poi ho fatto shopping, qualche telefonata seduto da Flor tirando lentamente sera, per poi andare a cena al Solito Bistrot.
E mentre mangiavo le solite cose al Solito Bistrot, ho formulato dei ragionamenti di squisita sagacia e raffinata arguzia.
Mi sono detto che, in una metropoli, la differenza tra il turista e lo straniero è che lo straniero sa andare a troie pay nella metropoli, mentre il turista è un semplice gonzo abbindolabile. Ho poi cesellato il già prezioso concetto con una considerazione: manco da Parigi da moltissimo e le cose potrebbero essere cambiate.
Per cui, l'uomo pragmatico, l'uomo che sa vivere il suo tempo e la performàns, quando è nel dubbio approfondisce.
Per cui conto silvuplè e fammi un bene: chiamami un taxi.
Dall'autiere dell'automezzo pubblico mi sono fatto condurre a Pigalle, ovviamente. Era il primo luogo da testare. Salto a pié pari tutte quelle cazzate fasulle destinati ai turisti e poco oltre il Moulin Rouge infilo una certa stradina interessante, nei miei ricordi, zeppa di carinissimi bar luridi nei quali sostavano decinaia e decinaia di zoccole parecchissimamente semisvestite ed in attesa di contrattare col puttaniere doc, col puttaniere che sa quello che vuole e quello che vuole pagarlo e quando si raggiunge l'elegante accordo le dee ti conducono in piccoli camerini nel retro o nel superiore o nell'inferiore del lurido baretto medesimo.
E c'è poco da fare, la grandezza di un popolo la si misura anche dalla capacità di tenere vive le tradizioni, modernizzandole.
Funziona tutto come un tempo, oui oui e anche un po' oink oink. Pelle nera a cannone, asiatiche a cannone, ma dei pezzi di figa da cader per terra, poi il baretto dei trans, con una brasiliana che era estasiante come la Madonna del Parabrezza, che come aperitivo di benvenuto ti prende la mano portandola sotto la mini di vernice rossa affinchè tu possa apprezzare la dimensione della salsiccia che le penzola tra le gambe, affrettandosi a precisare che le diventa non duro, ma di più. Sono stato molto tentato, vi dirò. Ma mica me ne vado domani da Parigi.
Poi entro nell'ennesimo baruzzo, poco distante, un tantino defilato e appena varco la soglia vengo intercettato da uno stacco di coscia di ebano che si chiude con un piede dalle unghie importanti e cresciute mezzo centimetro oltre il dito, smalto nero perlato metalizzato, sandalo assassino e poi salgo e che figa da conversione cazzomerda, capelli rasati alla cantante dei Morcheeba, viso dolcissimo e due occhioni da cerbiatta che mi sono seduto in un secondo secco, presentandomi, offrendole da bere, chiacchierando, inondandola di complimenti, facendo finta che non fosse una puttana. Che delirio dei sensi, che statua, che creatura di Dio superba.
Poi lei mi prende la mano e mi dice il suo rate, che manco contratto, dico sì, da, ok, oui, vaben, nden.
E usciamo e attraversiamo la strada e ci perdiamo nella torva notte del peccato sino a un portoncino rovinato che mi faceva drizzare la minchia anche quello.
Che femmina ragazzi.
Che figa assoluta.
Che dea.
Ho pagato un piccolo sovrapprezzo (piccolo, dio, parliamone) e l'ho tenuta quasi quattro ore.
Quattro ore in cui gliel'ho messo anche nel naso e nelle orecchie e, con un impegno che non so per quanto tempo ancora il mio fisico potrà permettere, sono riuscito a farla venire. Che sorrisone mentre veniva, che bella, che pantera, che pelle, che profumo (vero, purtroppo).
E poi lei è tornata al baretto, io a Pigalle, dove ho preso un taxi e me ne sono tornato nella mia cameretta del mio alberghetto.
Lo so, siete arrivati sin qui continuando a chiedervi come mai non sono andato a Londra, che in un'ora e venti si è là.
Non ci sono andato perchè mi sono accorto, casualmente e per una circostanza improvvisa, che anche da Londra in un'ora e venti si è qua.
Ingredibbile, amisgi, anche io all'inizio sono rimasto di sasso.
Per cui mi sono detto, fuor d'ogni polemica, stante che il tempo Parigi Londra è lo stesso Londra Parigi e stante anche che il Tazietti viaggia in Primalussosfrenato, ma che un'ora e venti la si affronta agevolmente anche nell'ottima seconda con prezzi a partire da 40 euri, se nessuno da Londra ha raggiunto Parigi, vuol dire che qualcuno c'aveva daffà a Londra. O era ancora sazio del Ramsay della settimana precedente.
Per cui ho trascorso la domenica nel cazzeggio, chicchierando a lungo con Hammed (uno dei proprietari dell'alberghetto) un algerino di un metro e novanta piuttosto manzo e, secondo il mio sesto senso di donna, piuttosto appassionato di luganeghe crude. Abbiam favellato di politica, femmine e puttane.
E alla fine mi ha sussurrato, complice, che se mi va il servizio in camera, potrebbe mandarmi su Bertille che con cento fa tutto e ha un gran talento.
E stamattina, colazionando prima di partire per raggiungere l'emozionante groove, ho guardato Bertille che serviva il caffè e mi sono detto ebbrava Bertille.
Perchè Bertille non è esattamente una figa, ma ha l'irresistibile magnetismo della puttana.
L'amoralità rende belli.
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