Pagine

sabato 23 marzo 2013

Servizietto in camera che agevola riflessioni adolescenziali

Mi sveglio alle dieci, non c'ho voglia di correre per andar giù a prendere un caffè prima che termini l'orario della colazione e allora telefono sotto e chiedo a Hammed se me lo fa portar su e lui fa una pausa e mi chiede "Bertille?" e io sento un brivido tra le natiche e una voglia oscura di farmi un regalo e dico di sì.
"Fra dieci minuti arriva" mi dice frettoloso e io ne approfitto per farmi una doccia e svegliarmi  e son lì che mi sfrego i capelli bagnati che la porta fa toc toc.

Sono a Parigi da un po'e mi sono chiavato una finlandese, una nera, una magrebina, una corsa (Fanny) una pakistana ed ora mi faccio succhiare il cazzo da una puttana che Hammed ha definito "beurette", che vuol dire che è nata in Francia, ma da genitori magrebini. Ma a Parigi ci sono delle parigine?
Che succhiacazzi strepitosa, aveva ragione Hammed. E poi che sturbo che sia nuda sotto il camice.
"Vuoi scopare?" mi chiede con la bocca bagnata, tenendo saldamente la minchia con la mano.
"No voglio che mi fai venire così" e lei ricomincia a spompinare a occhi chiusi.
Sono steso con la schiena appoggiata al cuscino e lei è stesa da odalisca sul fianco, col camice aperto, che scena postribolare magnifica.
Ha le tette piccole, i capezzoli scuri, la fica pelosissima ed è piena di rotolini. Non si taglia le unghie dei piedi e questa sciatteria mi infoia come una bestia carnivora. Età indefinibile, ma sopra i 35 di sicuro.
Ispidi capelli corti, occhi con borse scure da viziosa e una bocca da premio Nobel.
 
Sto lì che godo questo pompino lento, salivoso e bollente e penso che questa volta sono afflitto dal pensiero che, con Sadi, potrei passare dall'altra parte della barricata, potrei correre il rischio di essere io la sua scopata, il suo one night affair e il pensiero non mi rende felice.
Io ieri l'ho chiamata per sentire come stava, per rimarcare che per me NON è stato un one night affair e l'ho sentita sbrigativa. Le ho chiesto se fosse occupata e mi ha risposto che era un brutto momento, scusandosi. E non l'ho sentita più. Forse si apre per me la stagione del contrappasso.

Mi alzo e tolgo il camice a Bertille e le succhio i capezzoli, annusandole le ascelle, mentre lei mi sega con la mano calda e ruvida. Questa beurette è selvatica, sa di sudore acre, è poco pulita, mi piace. Le dico di mettermi il preservativo, porgendoglielo. E lei me lo mette. Le alzo le gambe e le lecco la fica puzzolente per assaggiarla, poi ci sputo sopra per lubrificarla e poi glielo sbatto dentro senza tanto riguardo e la chiavo.

Sadi ha qualcosa di magnetico che mi strega e mi apre orizzonti e scenari e scene che mi emozionano, ma devo essere pragmatico e ricordarmi di essere Tazio a Parigi, per cui, osservando la situazione come se riguardasse un altro, la probabilità che si sia trattato di un one night affair è elevata. Però vi sono dei dettagli che mi rincuorano. Non si dà mai il cellulare a un one night affair. Mai. Per cui, se anche sono stato un one night affair, Sadi non è avvezza a trattarli e la cosa, inspiegabilmente, mi rende felice.

Bertille ansima, strizzandosi le poco graziose tette.
"Godi?" le chiedo fottendola duro. "Oui" e si morde il labbro inferiore chiudendo gli occhi.

Io sono un animale molto strano, che probabilmente si è pure rovinato da solo nel corso del tempo. E adesso avrei bisogno di avere quel minimo di esperienza che, invece, pur essendomi scopato seimila donne, non ho. Forse perchè questa volta mi sento in una sorta di stato di inferiorità, rispetto a Sadi. Devo lavorare su questo pensiero, devo approfondirlo.

Annuso sotto le dita dei piedi della zoccola e godo come un porco. Fetidi ed eccitanti. Sporchi, neri, deliziosi. Sguscio fuori dalla sua fica inzaccherata e mi tolgo il preservativo. Lei si siede e mi spompina furiosa. La incito animalescamente e lei esegue. Quando sente che sto per venire mi tira una sega velocissima, sputandomi sul cazzo e io le sparo una gran sborrata sulle tette. Fine.
Com'è semplice, cazzomerda. Non le ho praticamente mai parlato ed ora abbiamo raggiunto il massimo livello di intimità. La guardo mentre, nel bagno, si sciacqua il petto e penso che è deliziosamente semplice, così.

Prendo il portafogli e lei mi dice di no. Mi dice che devo parlare con Hammed.
Prende il vassoio e se ne va. Magnifico.

Voglio rivedere Sadi, ma qualcosa mi dice che sono solo io a desiderare un altro incontro. E questa sensazione mi blocca, mi impedisce di telefonarle, ma il non telefonarle mi rende idiota.

Credevo di aver superato questo stadio alla fine del liceo e invece no.
Dicono che pioverà, oggi.
Speriamo di no.

4 commenti:

  1. Ciao Tazio, tu sei particolare, perchè sparigli sempre le carte e quindi non ti si può mai definire in un modo, credo sia questo il bello di te, da quello che si legge qua sopra.
    Insomma mi piaci pur non essendo di certo facili le cose che scrivi, ma forse proprio per questo, da una persona che è il tuo opposto devono essere sviscerate, tenute in considerazione, non possono essere viste e passarci sopra come se scorressero via.
    NOn so il perchè di questa sviolinata, ma visto che leggo sempre sempre il tuo blog, ma non scrivo quasi mai, mi pareva giusto palesare di nuovo la mia presenza.

    RispondiElimina
  2. Torna al liceo e chiamala. Con la m ;)

    B

    RispondiElimina