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lunedì 26 settembre 2016

Tenera è Praga

Praha 1, piazzettina, facciata dell’albergo asburgico dal sapore dorato di Sissi e cavalli bianchi, manca solo Cecco Beppe, bevo il secondo Macallan, dei quattro previsti come prima colazione delle undiciezerozero dal dietologo, respiro a fondo l’aria fresca e considero che qui sono un sovrano e a casa una merda.
Mi voleva uno stacco regale, non vi è che dire.
Mi voleva un risveglio, nel letto presidenziale, con una giovane mora da infarto che dormiva adamitica accanto a me.
Poesia, magia, elevazione dei valori, erba di ottima coltivazione, liquori costosi, locali costosi, albergo costoso, mignotte costose.
Terapia dell'anima e del corpoporco.

Mi tratterrò alcuni giorni, devo.
Le due gemelline incestuose, biondo platino, mostratemi dalla mia mora concubina, non avranno posto per due prima di mercoledì e io ci voglio andare con chi mi ci ha indirizzato, la mora concubina, in un lesbo-orgy-quartet che nemmeno Buddy De Franco con Art Tatum ne hanno fatto di meglio.

Ma bisogna stare attenti.
Bisogna bere con giudizio e farsi con altrettanto giudizio.
Si deve mantenere quello stato ebbro-fatto sempre presente, ma mai preponderante.
Altrimenti si gode a metà.

E’ un sozzo mestiere, ma qualcuno deve pur farlo.

Ha!

venerdì 23 settembre 2016

Le dolci note dell'addio

Bonsuar, hello, Привет, todo bien? gudivening.
E quando l’aria della sera di settembre si fa profumata di week end, il Tazio prenota un signor volo per domani, destinazione Praga. Lo prenota sola andata, che se ci pensate costa ben meno di un’andata e ritorno. Lo prenota fremente come una scolaretta con le mutandine bianche bagnate, cullato dalle note dell’addio, sul sogno di quell’aeroporto da leccarsi i baffi con la testa nel water della tualèt pubica oltre che pubblica, che prende il nome di Ruzyně, che se ha fatto la Ruzyně basterebbe una scartozzatina e due mani di minio, invece di fare le vittime e intitolare l’aeroporto al fenomeno, ma son zingari, cechi, si sa.
Chi sa fare fa, chi non sa fare intitola. E’ così.

Ma, mi chiederete frementi come prepuzi imbizzarriti al getto dell’aria compressa, ma da dove lo hai prenotato questo economico volo per Praga o Sublime?
Ma da casa, amisgi, che speru numerossi angora mi seguite da cassa.
Eccome mai ero a cassa?

Perché prima di pranzo, esattamente alle ore undici e trentanove, in preda ad un guizzo di scaltrezza, sono entrato nell’ufficio del mio capo, che stava capando come un pazzo, rassegnando le mie dimissioni.
Una festa, guardate, che non vi dico.
Un discorso degno di un politico all’Altare della Patria, denso di rinfacciamenti, di preoccupazioni nel non saper dire come dirlo a chi colà mi ha avvitato, delusione, amarezza, ma pan e vin non ti mancava, l’insalata era nell’orto, Marziomao perché sei insorto?
DOVE TROVERAI UN ALTRO POSTO COME QUESTO OTTATZIO?
Ed è vero eh, oh come è vero. Difficile da trovarne un altro.

Beh ve la faccio corta, alle quattordici e ventisette ero a casa a gustare due etti e mezzo di spaghettini con pomodorini freschi, aglio, basilico e pecorao che Gesù è sceso e ha diviso in due il piatto con la sua SSL, Santa Spada Laser. Sapete com’è fatto, no?
E dopo il lauto pasto, mi sono colgato e appena desto ho detto: ma checcazzo ci sto a fare qua, è ora di cambiare aria, via, via, via.

E allora via, domani all’imbrunire, per ore due volare, poi in Cechia atterrare, taxi rapire e in albergo ultralussosfrenato dimorare, dopo cena signorile in ristorante francese consumare.
Troiagione non pervenuta, ma perverrà.

E se lei perverrà, anche io perverrò.


Bis bald somarelli erotici.










P.S.
Errorazzo.
Si dice brzy se uvidime.
Pena controllato

venerdì 15 maggio 2015

Arrivano i mostri

E’ arrivato.
E’ arrivato col lacchè Vosco, con cui si alterna alla guida. E domani alle sedici parte per tornare nei paesi bassi. Me lo dice tra il rotto il cazzo e quello che ha i coglioni rotti con me. Poi comanda il pranzo, io, lui e il Vosco, ma non alla Solita. A una trattoria di Fecazzone che così si parla di “biznes”.
Mi sento male, ho orridi presagi.
Parto.

giovedì 16 aprile 2015

Brevi, ma intense, notizie strutturate

Prima notizia strutturata – La Riga
A chi piace la figa faccia una riga e così lunedì prossimo partenza per Riga, Lettonia. Non esclusivamente per ribadire il mio amore per la sorca, c’è anche del business di contorno.
Parto con la Romi, business class, albergo da sogno in pieno centro, figata.
Ci tratterremo sino a giovedì, come minimo. Lassù fa un freddo animale, me le devo scordare le ditina dei piedi che qui sono sempre più frequenti, frequenti al pari delle mie furiose seghe piallate nei cessi dei bar. Che bello segarsi nei cessi dei bar col via vai fuori dalla porticina lasciata apposta senza chiusura a chiave. Poi adesso che col primo caldino provo a non mettere le mutande, una goduria. Mi sento così troia senza mutande. Mi autoeccito. Vi dovevo dei dettagli, lo sentivo.

Seconda notizia strutturata – L’ufficio
Affittato l’ufficio attrezzato di tutto, stile virtual/temporary office, prezzo elevatissimo, posto fighissimo, palazzo inizio ‘900 ristrutturato di fresco, vale la pena, ha tutto, persino la carta igienica e quella da fotocopiatore, computer incluso. Brava Romi, domani si va a firmare il contratto e siamo a posto.

Terza notizia strutturata – Anatomia
Ieri sera. No, Romi, tu non ce l’hai “quella cosa” nel culo che mi fa tanto godere, però c’hai un bel culetto tenero come il burro e molto abusato che fa godere tutti e due, ok non è così tanto abusato, ma almeno dimmi se ti fa godere, ok ti fa godere che io goda a incularti, ma tu il “cazo” lo preferisci nella fica, ma adesso vieni qui e fammi vedere come sai trovare “quel punto” se mi metto a novanta gradi che così hai tutto per te, cazzo, coglioni e buco del culo, cristiddio Romi sei un portento, hai stile, classe e talento, quasi quasi una sera giochiamo coi clisteri caldi e tu ridi piano mordendoti un labbro e mi sussurri che sono un maiale e benvenuta nella Tana del Lurido Porco di Merda, che dopo te la cerco io una bella cosa nella fica e lo farò con tutta la mano finché non la trovo. Schizzagione di pisciagione durante l’inserzione manuale che genera il godone pazzescone. Bella la mia assistente, una vera manager assistant professionale.

Quarta notizia strutturata – Il backdesk dell’amore
Ore quindici e zerodue, tiro la Venka dentro al backdesk senza una parola, sbottono il cinz e fuoriesco l’anaconda mormorandole di inginocchiarsi e lei attacca un appassionatissimo pompino degno di nota di merito. “Culo nudo” le dico con tono fermo. La mia bella coetanea dai pruritini inguinali si addressa, abbassando mutande e collant in un sol fiato e io armeggio e entro in quella ficona stupenda incorniciata da quel capolavoro di culone stupendamente cellulitico e morbido, spingendo forte senza riguardi. E la monto fottendola come un maiale. Forte, stringendole le poppe, tirandole i capelli finché veniamo assieme grugnendo, palpandoci.
“Vieni a cena da me?” mi chiede sistemandosi.
“Sì ci vengo volentieri, grazie” e sorridiamo felici come due sozze anatrelle porcone.

 Quinta notizia strutturata – Bisessualità
Romi sei mai stata con una ragazza?” – “No” - “E non ti piacerebbe provare una volta?” – “Boh, non so, boh, forse, boh”.
Venka sei mai stata con una donna?” – “Beh, stata del tutto no, ma tanto tempo fa a una festa, ai tempi della scuola, una tipa mi ha baciata e abbiamo fatto le sceme davanti a tutti masturbandoci a vicenda con le mani nei jeans e ride divertita.
“Ti piacerebbe rifarlo, ma seriamente fino in fondo?” – sorride lurida e mi guarda di traverso – “Non saprei non ci ho mai pensato… ma che idee hai?”.
La saggezza dell’età, eh? Ne sì ne no, ma tanto teasing.
Bella la Venkona.
Stasera cena a base di ficcagione che è stagione.

Vualà.
Parto per la Venkatana.
Besitos.