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mercoledì 20 maggio 2015

Carriere sfolgoranti

La Sonjasugna si prostituisce, me lo ha detto la Susy prima che sono andato a salutarla.
A salutarla.
Diciamo che sono andato a capire se stasera si faceva chiavare come al solito.
Vedi la Sonjasugna, eh.
Bravissima, ottima decisione, la stimo come non avrei mai sospettato di poterla stimare.
Forse ci andrò anche, adesso che so che fa la puttana e so dove batte.
Una bella notizia, oggi, finalmente.
Ci voleva.

giovedì 27 settembre 2012

Perfidio

Ieri pomeriggio, verso le cinque, entrano nel mio ufficio il Loca e il Costa con i caffè. Bravi guaglioni.
Lo scopo, però, non era portarmi il caffè, ma rendermi edotto della straordinaria serata, di finissima classe, trascorsa con la Sognasugna superstar.
La scrofa ha fronteggiato, ponendoli anche in difficoltà, la bellezza di cinque cazzi di diverse dimensioni, in una gangbang di periferia degna dei film dell'indimenticabile Joe D'Amato, padre del pecoreccioporn all'italiana. Assatanata come una ninfomane che è stata in cella di isolamento per un anno e si ritrova all'improvviso in una cella di senegalesi a loro volta reduci da sei mesi di isolamento, la bella maialeradimerdolera a un certo punto ha addirittura esordito dicendo "Chiamate dei vostri amici che voglio più cazzi" e questo è davvero commovente e tenero e induce a pensare che stupenda moglie e mamma sarà.

Insomma, il Loca a un certo punto mi dice, con occhio da killer: "Ti sei perso un numero da paura Taz" al che io, anche un po' infastidito dal dovermi sentir dire dalla Banda Bassezze cosa fosse ottimo per me, lo colpisco con un dardo al curaro dicendogli "Mi sa invece che il numero da paura te lo sei perso tu, per tua fortuna, perché dopo due minuti che avete transumato verso la stalla del Costa, al wine bar è entrata la Emy, che se entrava due minuti prima e vi vedeva tutti a sbavare su quella merda di donna, te compreso, forse non avrebbe pensato che sì, che sei veramente l'uomo della sua vita" e sorseggio il caffè con un sorriso interiore, perché ho fatto scacco matto in una mossa.

"La Emy?". E la domanda è la più idiota del mondo. Cosa si può rispondere a una domanda così?
"E cosa ci faceva la Emy là?" incalza con una maschera di grigio sale foggiata a piega amara della tragedia.
"Tu non ci crederai, sono rimasto di sasso e incredulo anche io" incalzo perfido "ma era entrata a prendersi le sigarette. Pazzesco no?" e sorseggio guardandoli con l'occhio di Belzebù.
Ma ecco che arriva in aiuto quel fine pensatore, quell'esteta, quel filologo del Costa.
"Minghiaoh svegliati bello" esordisce spingendo la spalla dell'amico "quella è venuta là a fare la cosa delle cose per avere la scusa che ti incontrava minghia ma dove ciai il cervell?"
Ci metto un pochettino a realizzare, ma quando realizzo capisco che il Costa sta aprendo gli occhi al Loca e gli sta dicendo che la Emy gli va dietro. Mi si attorciglia la milza, ma lascio fare. Anzi coadiuvo satanicamente.
"Beh Loca" dico con aria serena "in fin dei conti può avere ragione il Costa, i rapporti non si stanno addolcendo? E poi pensa anche a un'altra cosa: a lei il wine bar non è mai piaciuto, ma sa che tu fai parte dell'arredamento, vorrà dire qualcosa, no?"

"Minghiaaaaaaaaaaa sentiatTà eddai goglione" schiamazza il Costa precipitandosi a pizzicargli il pacco all'urlo di "lo vogliamo oliare 'stu sventrapapere, lo vogliamo oliare eh? Eh?" e ride come il testicolo adorabile che è, mentre l'altro lo serra al collo mandandolo affanculo e dicendo di mollare la presa e poi si alzano ed il Loca dice con malcelata soddisfazione "Mah… forse…" e il Costa che mima la monta alla pecora urlando "Ecchiamala minghia che quella è cotta guagliò" e si allontanano ghignando, che bel team di professionisti, che gran persone, che orgoglio.

Eh già, la Emy è cotta a puntino, basta che il Loca alzi un dito e tac.
E tac che glielo recide.
Quando torno da Londra la chiamo, la Emy.
Perchè una cosa è certa: non si dà il numero di cellulare a uno se non si vuol essere chiamate.
Con la emme.
Ma forse anche con la vù.

mercoledì 26 settembre 2012

Le stategiche manovre di riavvicinamento di quel mago del Loca

Pomeriggio proficuo, quello di ieri. Prenotato tutto, domani sono a Londra, albergo e volo, ritorno boh.
Poi cena alla Solita, la Marghe Marghera culata come sempre, culata oversize, culata paradise, che mi si intosta il pistone martello pensandola nuda e alla pecora. I soliti pensieri che mi vengono alla Solita, mangiando il solito.
Poi raggiungo il wine bar dove trovo quel manipolo di ominidi a cui passo lo stipendio mensile che si sollazzano con la Sognasugna, poiché se è pur vero che i rapporti con la Siusy si sono congelati, quelli con la Sognasugna rimangono belli vivaci. E così mi unisco al tavolo spermatozoicovulazionale e offro un giro.
Attori: Costa, Loca, Zack, Max, il Sa-arti e la regina della samba canarina. Livello della conversazione a meno sette, drammatico, la porca fa la porca ad ogni occasione e i montoni scalpitano e insufflano ormoni e sudore inguinale, grugnendo parole senza senso.

Alle undici, dopo abbondante bevigione interrotta da sporadica spinellagione, scatta la fase operativa del piano X21-Mount e come un sol uomo tutti si alzano, direzione casa del Costa, regola di ingaggio fottere in gruppo la bella maialera.
Oh Taz, dai cazzo, ci sta, che la facciamo, cazzo Taz dai, dai cazzo Taz, dai Tazzo caz, daz Cai Taz e mi avete rotto i coglioni, non ci vengo per una somma estesa di ragioni, prima tra tutte perché la bisteccona mi sta sul cazzo in maniera insopportabile e poi voi nudi coi vostri insulsi cazzetti mi deprimete, fanculo Taz, fanculo voi, chiavatevela e non infastiditemi la genitalia.

E così il set porno di quarta categoria parte e va, con la bella letamaiera che schiamazza risate attorniata dai verri in calore e io rimango a leggermi Repubblica sorseggiando in pace sublime un bel bicchiere di Chardo. Che meraviglia.
La Malika mi fa gli occhi e i sorrisi da dietro al banco e io rispondo facendole gli occhi e i sorrisi e mi sa che va a finire che una botta gliela dò perché é tanto carina e bellina e chissà come saranno i suoi piedini e mentre sento Mastro Rampazzo che sostiene entusiasta i miei progetti, entra dentro una stanga di bionda alta tre metri, capelli corti, vestito champagne al ginocchio, coprispalla di makramè color corda e due sandali fottimifottimi da prima pagina sul Carlino di oggi. Compra le sigarette, poi si gira e mi guarda con un sorriso Colgate anni settanta e mi alzo e ci baciamo sulle guance, ma guardati sei splendida, anche tu, ha-ha-ha, come stai?, bene e tu?, sto benone, dai siediti che ci facciamo un bicchiere, sì ma sto pochissimo che domattina devo essere in piedi all'alba, va benissimo, prego.

La Emy. Sì la Emy ex morosa del Loca, in ex odore di matrimonio, la Emy che faceva i festini, ma rimanendo sul suo, cioè chiavandosi solo il Loca, la Emy che pare che il terremoto abbia contribuito ad un riavvicinamento col Loca, la Emy che quando viene citata tutti giungono le mani e alzano, devoti, gli occhi al cielo come se si parlasse di Bernadetta Soubirous o direttamente dell'Immacolata Beata Vergine Maria Santissima Dal Ciel Mandata. Perchè la Emy è una figona cosmica, va detto, sottoscritto, ribadito e inciso nella roccia.
E' veramente un tronco di gnocca mai visto.

E chiacchieriamo. Di tutto. Persino del Loca affair e mi sorprende l'apprendere che la Mistica Emy manco per la capocchia di cazzo del formichino pensa di rimettersi con lui e, anzi, è pure parecchio contenta della sua singletudine e allora io, mentre lei parla, penso a quel branco di dissociati che, invece, favoleggiano riavvicinamenti che sulle medie distanze porteranno a un rinsaldamento e mi dico che l'uomo maschio è davvero un coglione miope, ipermetrope, diplopico, strabico e presbite.
Poi parliamo di lavoro, di famiglia, anche di politica e poi lei mi dice "Taz non sai quanto mi dispiace, ma devo andare che domattina alle nove devo essere a Bologna" e io mi alzo con lei e poi lei si ferma e mi dice "Ce l'hai il mio numero di cellulare?" e io rispondo di  no, che non sta bene avere i numeri di cellulare delle morose degli altri, lei mi dice scemo ridendo e comincia a dettarmelo e io scrivo diligente e poi lei mi dice telefonami subito che così c'ho il tuo e io eseguo, ma che bel quadretto di amici carissimi, che figa da ischemia, anche una sua narice è sensuale.

Poi lei va, io pago, flirto con gli occhi con la Malika e esco, esco pensando se solo solo la Emy fosse entrata un dieci minuti prima quanto sarebbe stata orgogliosa di quel tavolinetto di amici e come si sarebbe precipitata a salutare la Sognasugna, così vicina come stile e classe e bellezza a lei e se fosse solo entrata quel dieci minuti prima, la manovra di riavvicinamento col Loca, seppur in palese dirittura d'arrivo, avrebbe subito un'accelerazione decisa, credo, no?
Ma che rincoglioniti.

venerdì 21 settembre 2012

Samba du Vomitao Paraiso

Bonjour!!! Bonjour!!! Bonjour!!!!
Che delizioso venerdì luminoso e fresco, dai colori sgargianti dell'autunno incipiente, che meravigliosa giornata stupenda ed incredibile, non trovate anche voi che sia uno dei giorni più assolutamente stupendi della storia dell'umanità?
Pensate, amisgi che numerosi mi seguite da cassa, che questa sera alle venti salirò a bordo della mia automobile e mi andrò a fare un giro fino all'aeroporto di Bergamo, così, in un impulso di turismo sessuale che male non fa eh.
E no e no e no.

Stamattina ho fatto colazione al Vomit Paradise dove era in atto una festa brasiliana selvaggia, con samba di capodanno a palla, che la Sonjasugna è ritornata dalle vacanze, bella abbronzata come una cacca ed euforica come una tossica di chetamina e mi sono permesso di chiedere cosa cazzo c'entrasse la samba, visto che è stata alle Canarie e la scienziata mi ha risposto piccata "Cazzo vuol dire? Là mettevano su sempre la samba".

Ed è giusto, stupido me che chiedo cose sciocchine.
Però l'offesa è durata un secondo e la bella baiadera di razza Duroc ha ricominciato le danze, scuotendo le mammelle assieme all'altra Large White mammellata, entrambe vestite di top sopramammellari che, birichini, (ma che seccatura!) necessitavano di continui richiami a salire e non a scendere come (ma che seccatura!) pareva fosse il loro istinto.

Poi sono salito al ritmo di Mi amigu Charlie Brown, Charlie Brown e ho incrociato la Betta, bella, seSuale, irraggiungibile e le ho chiesto se avesse dormito bene, con un sorriso sornione da gagà di periferia e la cosmica Betta mi ha freddato rispondendomi che aveva dormito "come una putta" e la cosa mi ha fatto sgorgare una risata dal cuore, brava, bella e bellebbrava e bravebbella e bravebbellaebellebbrava, che io oggi voglio vivere così, col sole in fronte e felice canto beatamente, che questo incanto non costa niente. 

Boooooonjoooourrrrrr!!!!!
Oggi è il venerdì della sgioia, amisgi, e sonu felisge, che vedo tutu belu e tutu è sgioia.
E' venerdì e oggi arriva la mia Skizoide adorata.
Skizu vola areoportu, ma fae vilosge ammmoreeee.
Bonsgiur.

martedì 3 aprile 2012

Macelleria analgesica


Dieci minuti di macchina e il mondo cambia, oltre il ponte.
Due gheisce slabbrate e dai buchi sfibrati armeggiano in cucina tra afrori di soffritto emiliano e oscene carni umane tremule, ostentate come richiamo per gli stormi di uccelli che mai le sazieranno. Un giovane calabrese, che porta nel suo animo la saudade della terra natia, si sgrulla l’uccello assestandomi amorevoli pacche sulle spalle per la felicità di avermi al sozzo desco immorale.
E le mie dita puzzano di fica privata della Giogia.

Cos’è meglio?
La Giogia disperata appartiene a quel mondo a cui aspiro, tendo e bramo. Il mondo umano, il mondo degli esseri che pensano, soffrono, che si mettono in discussione, che si auto accusano e sviscerano impietosi, che si tormentano e rendono le cose sofferte ma di valore. Qualsiasi valore. Ma un valore vissuto consapevolmente ed attribuito coscienziosamente.
Le geisce ed il calabrese buonissimo appartengono al mondo che ha messo in stand by la coscienza, oppure non l’ha mai accesa. Che ha spento ogni recettore in nome di soluzioni prêt-à-porter, consumabili, ripetibili, ricaricabili. Mangiare, cagare, ridere, ridere molto, sempre, a prescindere, per qualsiasi cosa, stonarsi, chiavare, venire, arraparsi e arrapare, sbroccare e trasgredire.

Dov’è che si vive meglio?
Tra le cosce bollenti della scultorea Giorgia disperata o tra le mammelle tsunami di queste due macellaie?
Aveva ragione mia nonna a dire che meno si sa, meno si capisce e meno si soffre, oppure è giusto onorare l’intelletto che dio ci ha donato per profilare un abbozzo di senso all’esistenza senza senso?

La Sugna ha dei brutti piedi. Per fortuna posso leccare quelli della Susy mentre la Sugna mi succhia il cazzo. Al Costa stanno ricrescendo i peli sui coglioni. La Susy deve soffrire di emorroidi, credo. Componiamo una palla di serpi sul letto matrimoniale, affogati nel tanfo di soffritto emiliano, o di ascelle, o di entrambi.
La Sugna è una virtuosa del pompino: vedo scomparire senza alcuna difficoltà tutta la lunghezza della mia minchia nel suo esofago carnivoro. Il Costa mentre viene molla una piccola scorreggia che fa destare le due gheisce che ridono sguaiate.

Non so cos’è meglio.
Ficco le dita nei buchi delle due mantidi e del fuco, perché devo cancellare l’odore di fica privata della Giogia. Questa è fica pubblica, innocua, gratuita, abbondante.
Niente emozioni, per favore.
Qua si vuole solo godere, non c’è spazio per le emozioni.
Le emozioni sono roba da stronzi.