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domenica 28 maggio 2017

Nella vecchia porcilaia


"
Nell’ex stalla dei maiali 

tre uomini gioviali
han legato sulla tola
la bella ragazola
con la benda nera agli occhi.

“Che fai e non la tocchi?” 

– somaro di un sandrone -
mosì che la strapazzo,
la scaldo e poi ci sguazzo
finendo senza meno
a ficcarle dentro il cazzo.
"

Che poesia, alla luce della lampadina di design minimalista, quell’opera che tutti abbiamo avuto una volta nella vita, “Legata a un filo” è il suo nome, ve la ricordate?
Ma che bell’odore di maschi sudati e di fica, di cazzi e di ascelle, di umido, essenze sublimi che ravvivano il vecchio odore di porco di quella casettina di mattoni e lamiera.

La porta aperta dà sulla campagna pregna di tanfo di liquame, parente stretto dello stesso liquame che ci tinge l’anima di merda pervertita.
“Sbattila” grugnisce il giovane tormentando quelle tettine irte  e gonfie, ed il bell’edile arrapato, peloso sul petto come un tappetino del cesso a pelo corto, affonda il cazzo nelle carni tremule della nuda ed oscenamente gaudente giovinetta ginecologica, che mugola dimenandosi, ben legata alla tavola sulla quale anni addietro si era adusi a confezionare salami, svuotare interiora calde, sgambare prosciutti, arrotolare pancette, sguazzare nel sangue che “el mazador di ninin” aveva inevitabilmente sparso.

Ma stanotte no, niente sangue, no. Solo manzi sudati, alcolizzati e fumati che condividono le loro verghe erette con la ninfetta porno che si dimena dal piacere, succhiando due cazzi, mentre il terzo la trapana nella oramai indecentemente esperta fichetta rasata.
“Nel culo no!”, eh no!, nel culo no giovine, cosa credi, che siam qui a truccar le scimmie? nel culo no, ‘mo nononono, ci mancherebbe contessina, scusateli, son ragazzi.

E il giovine la sbatte con forza e passione, mentre l’edile mi affianca, fraterno, e io lo cingo nel sudore intenso e viscoso, ghignando con lui su quanto sia elegante, colto, culturale, amichevole e persino pedagogico, trombare la troietta tutti nudi nella stalla e il contatto col suo corpo mi fa tirare il cazzo come un argano kazako e allora, dai, vieni, che le mettiamo in bocca ‘sti due tronchi di sequoia e la giovinetta sugge, rantolando da suina, che bella benda nera che c’hai troietta, adesso la macchiamo di un bianco un po’ opaco, tanto lo so chi siete, froci porci puttanieri, ah sì lo sai puttana? sì lo so, uno è Max e l’altro l’ho visto al bar ma non so il nome, succhia puttana, sfregaci le cappelle, stupendo Max, godo come una porca, mi ti farei maschione, lui ride di traverso, ombroso e virile, che due froci che siete, tu sfrega e fatti chiavare, zoccola ansimante, daimo Zack sfondala, tanto lo sa chi sei, grugniti sordi, scricchiolii di legno marcio, mani, dita, capezzoli durissimi, pelle d’oca sulle cosce, son Max, eccomi qui troia, ti chiavo, sì chiavami! ti voglio porco!, e il suino affonda nella fossa mentre Zack le spruzza in faccia il suo carico di sborra.

Ingloriosi bastardi di merda, intortatori di fogna, adulti insani con pruriti da cinghiali al Viagra, stolti distorsori della virtù giovanile, ma che sesso Max nudo col cazzo duro, lo abbraccio da dietro mente pompa la pupa e gli piazzo la minchia dura sullo spacco sudato del culo peloso e con la mano gli strozzo la base dell’umida minchia, onesta, né grande, né piccola, ma dura di marmo e lo abbraccio sudato mentre gode e pompa chino e lo incito osceno, seguendo il suo corpo maschio incollandogli il mio e niente lo ferma mentre fotte ad aratro esavomere, che la pupa gli piace, si piacciono, si pigliano da prima, in segreto, e sortisce il suo orgasmo, un altro gran troia!, ma quanto sborri stasera!, dai Max, sfondala, ma lui si sfila di brutto, scacciando la mia mano, per segarsi veloce e irrorarle una gamba, vai Taz, puniscila tu!, spaccala in due! dai spaccami bastardo! e io fotto la troia alcolizzata, fumata e giuliva, dal sorriso febbricitante per il  gioco da adulti malati e dopo un po’ di colpi profondi le schizzo il mio seme nell’ombelico pirsingato, ma che pozza, ma che bello amisgi luridi, l’hai fatta rivenire Taz!, mo che sporcacciona che sei, ma ti chiediam dei soldi vè e ridono scemi e sereni, la campagna liquamata, i maschi di merda, slegatemi maiali, tanto lo so chi siete, che mi scappa una pisciata da scoppiare, se no vi piscio addosso! che eventualità golosa e arrapante, ma i verri urlano fuori!, fuori a pisciare!, il buio, il corpo nudo, sudato, accucciato animale, lurido di sborra e sego umano che sibila la piscia senza pudore, schizzandosi un po’ i piedi, dopo dormi da me, sì e mi bacia slinguandomi e sa di cazzo e sborra, odore d’erbetta accesa, passa animale, tò, la giovine che ride oscena e picchia i pugni sul petto dell’edile che la limona aprendole le chiappe rosse di sfregamento sulla tavola e si ride, lo sapevo busone che eri tu, la voce la conoscevo, ‘sta minchia pure, ma anche quella Taz, mi brucia la paperina sai?, dopo ti schizzo dell’altra cremina, e mi lecchi la bua? e se la strizza oscena e sguaiata, sozza lolita troia amorale, drogata, alcolizzata e molto ben integrata, si ride e si bestemmia, anche lei, che sesso, tutti nudi, sgrullandoci, luridi, deviati, demoni corrotti, ma com’è che cominciata?, ma che cazzo ne so, son fuori di legno da stamattina, anch’io!, ma tutti!, ride, ride, ridiamo, ridiamo idioti, la vita è bella così, sì dai e si ride.

Che domani è domenica.


domenica 17 maggio 2015

Chill out

E capisco cosa mancava alla ex casa Reguzzoni perchè diventasse totalmente Tazietti: mancava la figa, la figa fresca, la figa giovane, la figa nuda, la figa sfacciata, sregolata, senza limiti, perfetto elemento collante tra scampoli già perfetti dati dal Divindivano nuovamente in blasonata auge, dalla libreria ricercatamente librante, lo stereo suonante, un nuovo Sony da 50 pollici porneggiante senza audio, le luci studiate, il pavimento di legno antico e segnato, la bossa accarezzante che ben si accosta al mugolio di noi due cervi in accoppiamento che trombiamo assassini in un furor di stupende tette terremotanti e poi il whisky barricato, il bong rimesso in uso, l'erba deliziosa, l'MD della mia concubina, le righine timide che batte con la carta di credito e le nasatone forti, tirate da nudoni come ci piace stare.

Finalmente un po' di umanità vera, di sincerità, di sentimento, di profumo corporale, di ascelle carnose e bagnate, di sotto alluci intensamente odorosi, di ani polposi anch'essi dolciastramente odorosi, di carni lucidate da lubrificanti commestibili, di capelli arruffati, cappelle prossime all'esplosione violacea, di occhi gonfi e serissimi, quasi sinistri per il sensuale trucco crollato, di bocche ansimanti, di blasfemie, di azzeccate induzioni al turpiloquio che, liberatorio, diviene irrinunciabile componente della monta sguaiata, siglata a due firme in fondo alla pagina “Ho bisogno di chiavare vigliaccamente” e tutto ciò è, finalmente, reale.

“Dimmi che per te sono una chiavata e via, una delle tante” - le chiedo piantandole con foga la minchia nel buco fradicio marcio della fica - “ti eccita vero? Vorresti tanto che fossi una troia che la dà in giro a tutti vero?” - “Sì, da impazzire, ma dimmi che lo sei” - “Sì lo sono, sono una gran troia, ma tu figlio di puttana bastardo scopi così bene con questo cazzo mostruoso che dovrei essere pazza a farmi dare una sola botta e via” e si gode, si sguazza, si ficca, ci si gira, si sniffa, si beve, si beve, si beve, si fuma dal bong che “me lo infilerei tutto nella figa dalla voglia che mi metti” segando il tubo da cui sciama il fumo, sbracando, perdendo l'ormeggio, lo spazio, il tempo e la morale, gioendo di quelle ditina dei piedi scimmiescamente abbarbicate alla mia fava violacea mentre la sua ficona aperta, pelata e inscurita dal sangue mi guarda tenera e allora giù, dentro, sbattendo, di fianco, tenendole sollevata la gamba - “ti potrei inculare da messi così” - “perchè non lo fai?”, stretto forellino che cede e la fava inzaccherata di fica, saliva e KY entra nel budello della merda non certamente vergine, ma proprio per nulla vergine e pompo nei suoi rochi urli animali di piacevole dolore, ricamati di gutturali neoclassici “mi stai spaccando il culo pezzo di merda”, dispersi nel mare del vuoto ed è così che deve essere cazzo, troia che mi fai godere come un alce frocio, altro che notti emiliane e grilli e pigiami dimmerda foderati di finzione calcolata, altro che sussurri di 'sto cazzo e rotoballe di maria a lubrificare il nulla, ecco la figa assoluta, amorale, sguaiata, vogliosa di cazzo e orgasmo, disponibile, lurida, decorativa, imprescindibile, porca e, soprattutto, dannatamente giovane.

“Se vuoi ho un'amica arredatrice che ti può aiutare con la casa al capoluogo” - biascica spompata che è ormai l'alba - “ma è troia quanto te? Si fa chiavare subito come te?” - chiedo succhiandole le dita dei piedi puzzolenti di guerriglia - “Sì, anche se sono più porca io, ma lei ci sa fare bene” - “e allora presentamela subito che ci  facciamo una porcata a tre” - e si ride, perchè è sveglia, furba, falsa, senza sentimenti, un numero, una sera, un niente, un nulla fatto di carne da sesso stupenda ed è questa la mia donna obiettivo, altro che amicizie deludenti e offensive mascherate da Dame di San Vincenzo, this is my church and this is my religion, mi ripeto mentre lei appunta che - “appena torna da Roma usciamo tutti e tre” - “ma allora ti piace anche la figa” chiedo bavoso e un sorriso con sospiro bovino chiude con un sussurrato “a me piace tutto quello che mi fa venire” e a me viene un po' in mente anche la vecchia fattoria dove c'è il cane, il maiale e il cavallo e questo è verismo, onestismo, obbietivismo, sincerismo e vaffanculismo  degli scalini e vaffanculo soprattutto me che ho doti sublimi che mi consentono di convincerla a sussurrare sozza un artistico - “chiavami ancora porcoddio” - che è estetica di rarissima fattura oscena, apprezzabile visceralmente solo da una ridotta minoranza di minorati sessodipendenti sbandanti come me di cui lei, se mi frequenterà, diverrà parte integrante con meriti ed on(d)ori, anche se io so già che non la cercherò MAI più perchè, cari amisgi, dovete sapere che una sola era, è e resterà l'imbattuta originale e le altre sono tutte copie cinesi e io mi sono rotto i coglioni di aver capito COSA dovrei fare, cioè affrontare con fatica immane mille e mille e mille volte la strada modenese al termine della quale mi verranno sbattute in faccia porte, portoni e portali senza nessuna garanzia di rianimare il passato così com'era anche nella più rosea delle eventualità, e così chiavo la Sara come una bestia, porcoddio, perchè voglio che venga da svenimento e voglio diventare, domani, l'argomento della piazza del capoluogo, nella buffa e infantile convizione di costruire una fama che mi possa precedere, dimenticando lucciole, grilli, erbe, cazzate, prese per il culo e strumentalizzazioni dimmerda.

Più figa ci vuole in questa casa, più figa, tanta più figa no pay e tutta giovane.
Più troianesimo estremo, estetico, arredante e lenente, impreziosente e soddisfacente, disimpegnante e, soprattutto, non illudente.
Con le illusioni ho dato abbastanza, direi.
Sì mi sento di dire di sì.

martedì 7 aprile 2015

Aggiornamenti di sistema

Ho finito adesso di prepararmi la valigia e ora mi dedico a voi, dato che devo riposare per bene che domani ho un lungo viaggio verso l’ospitale Bucarest (manco dovessi andarci in bici).
E vi scrivo per microparagrafi numerati, che è una cosa che mi diverte da matti.

.1 Venka e la carne

Ecco, l’argomento potrebbe essere bello che definito e finito così, pezzo completo. Serata piacevolissima, abbiamo mangiato molto bene (carne davvero ottima), bevuto del vino che parliamone, discusso e condiviso mille idee, ma poi io non ce l’ho fatta raga, scusatemi, ma non è colpa mia. E’ che non si è svegliato il Taziosaurus Fucks, niente urlo dalla caverna, niente femore di dinosauro, ma non perché lei non sia sozzamente attraente, ma perché io ero distratto. Bucarest, il Ruggi, il disastro che succederà giovedì sera, i pensieri sulla Milly, le folgorazioni su come ritrovarla, i uazzappi, casino insomma.
Signorile bacio guanciale della buona notte dopo il riaccompagno a casa in taxi e morta lì.
Artemisia, se in ogni caso tu volessi procedere a prescindere, io un bel pompino letterario da te lo gradirei eccome.

.2 Ruggi e Bucarest

Un messaggino mi avvisa di alcune cose: cosa a) il Ruggi ha prenotato la suite più suite delle suite dell’albergone lussuosissimo in centro pieno: piano base più soppalcato, due matrimoniali, salotto, tre bagni. Cosa b) il Ruggi ha già organizzato gli elementi della festicciola: io e lui e sei letamaie pronte a tutto, farina doppio zero, origano, digestivi Antonetto e numerosissime bottiglie di soluzioni medicinali a base alcolica annessi e connessi. Colgo l’occasione per salutarvi ora dicendovi che vi ho sempre amati, perché il rischio di non tornare più dalla festina c’è eccome.

.3 Rintracciare la Cattiva

Ieri, con l’occasione delle feste pasquali a cui io sono tanto devoto, mi è scappato da telefonare a Renè e alla Silvana (la Coppia Bestia, per chi se lo fosse dimenticato). Ma dai, ma sì, ma giù, ma che bello, ma come stai, ma come state, la madonna sin lì a Praga! e poi, dopo una mezz’ora buona di eiaculazioni involontarie di Renè dal piacere di sentirmi, riesco a circondare l’argomento La Casa, cogliendo l’occasione di dire che ho comperato la mia, di casa, a poche centinaia di metri dal Tempio dell’Ossessione. Ma tu pensa, ma sì, ma che bella la piazza, ahbehbeh, fatto bene Tazio, grazie Renè, ma senti Arrenè (Arrenais), della Milly hai notizie?
No, non le ha le notizie (merda), sa che per un periodo faceva la prostituta a Piacenza (lo so lo so) e poi zaff telefono irraggiungibile, utente inesistente. (Rimerda). Poi però il mio bel Renè chiappedichiffon riflette e dice che, in ogni caso, essendo rimasto in contatto con alcuni del giro, poteva provare a sondare il terreno e, nel caso, ad avvisarmi. Baci, se salgo a Praga ti chiama, sìsì certo, chiama chiama che vedrai che bene che ti troverai se ci incontriamo.
Vedremo.

.4 Costato in stato avariato

Ieri pomeriggio, dalla ridente e rilassata Calabria mi chiama il Costa, che si stava fumando una cannetta nudo sul letto, mentre la Cuccina era in doccia a “lavassi la spurra che c’ho shkizzato” e io sono ghiotto di questi dettagli, sia per l’immagine raffinatissima che mi si materializza nella mente, sia per il godimento intimo che provo nel pensare che il dì di Pasquetta la Cuccina TP (Troia Parossistica) ha piantato a casa il Gornudazzo per andare a farsi montare dal verro di razza CostaBrave.
“Zend Tà, io ci ho penzat na cosa per il noshtro bisness.” – e sento pfffffff del fumo - “Dimmi”
“Lovvuoi sape cos ci mang annoi lacciù?” - che a dire il vero sarebbe “lassù” ma tirem innanz – “Dimmi”
“Ah nnoi ci mancano le necre, cazzomerda Tà”.
Eh beh.
Visto con occhio manageriale attento ed esperto è esattamente l’UNICO microdettaglio che ci manca, quello delle necre, ma per non fare la figura del provincialotto sfigato, ci do dentro del mio.
“E delle nane? Cosa ne dici?” – “Delle nane necre dici Tà?” – “Ma anche bianche Cos, ma soprattutto che ce ne siano alcune di mutilate” – “Che gi mang le camp o le pracc dici? Minghia Tà ma ti zei fumato il lucittotashcapp?” - “Sì, nero testa di necro, ottimo. Ma ne parliamo meglio quando torni, che ho delle idee anche su delle albine paralitiche. A proposito, CostanteMente, quando cazzo torni?”  - “Difficile a diss gumbà, che qua finghè ‘sta zoccola che c’ho guà sul lett bell e pulita ti toccia condinua a farmi gotere come uno stronz chi se ne sale chiù, è vvero mignottazza bottana sucaminghie di papà tuo, è vero?” e una risata grondante incesto fa da controcanto e io chiudo lì la conversazione, ma con una considerazione una.
Trascuro il “godere come uno stronzo” che è un concetto più grande della mia testa.
Vorrei concentrarmi solo su questa stuppendarrelazione.
Fosse amore, non avrei niente da dire, quello è cieco e vabbè. Ma è solo luridume e lordura e qui mi imbarazzo: a Costaaaaaaaa! c’hai un bordello pieno zeppo di mignotte fighe ultraterrene da Attacco degli UltracorpidelleUltrafighe che te ne farebbero della ogni gratis, sole od in gruppo o anche tutte quante assieme (visto che tu sei il Pappamanager) e ti incarognisci con la cugina irsuta, cessa, stronza e sposata? Costantinellobello, guarda che tu non sai leggere, ma i giornali sono pieni di episodi di morte violenta per cose di molto minor conto lì a casetta tua, perché tue te lo sei dimenticato, ma al calabrone cornuto ci viene un carattere dimmerda (e non è che gli do tutti ‘sti torti, in ogni caso)
Boh.

.5 Uozzappi live mentre diariavo

“Dormi?” – “No, ma fra poco sì che domani vado a Bucarest”
“A Bucarest?”
. Chissà che parte di “Bucarest” l’aveva posta nel dubbio di non aver capito.
“Io sono tornata ieri sera da Roma” e finalmente delle notizie interessanti, cazzo!, che non se ne può più delle solite guerre, crisi, pianeta morente e la CuccinaTP.
“Da Roma?” chiedo io dopo pausa interminabile, perché picchiettavo il post.
“Sì, non te l’avevo detto che ero a Roma?” – “Sì sì” – “E lo stupore da dove viene allora?” – “No è che magari venivi da Firenze” – “Da Firenze??” – “Vabbè, ci sei passata no?” – “Sì, ma di che cazzo stiamo parlando?” al che di dentro mi è venuto un “porella” e ho emoticato uno che fa le linguacce ridendo.
“Non ti chiedo nemmeno cosa vai a fare a Bucarest” – “Solito import delle troie, è il mio lavoro, che amo” – “Vabbè buonanotte, fatti vivo quando hai cazzi di parlarmi” – “Ok buonanotte”

.6 Perle di confusione

“Romilda, vado al tuo paese mercoledì” - “Al mio paese?”
“Sì vado a Bucarest”
– lei ride – “Bucarest è in Romania, io sono Moldava”
Sintesi finale: Gema la rumena è in realtà Romilda la moldava. Considerazione a margine della sintesi: il Costa è un vero coglione, non un attore.
Quando torno me la ingroppo, chissà che a furia di dai e dai non impari a chiavare.
Noi Bordel(r)manager lo chiamiamo training-on-the-(blow)job.

A prestissimo gente adorata, a prestissimo.

domenica 5 aprile 2015

Matuppensa che bello

Notizione improvviso: auguri pasquali e tra le chiacchiere salta fuori che mercoledì il Ruggi è a Bucarest per affari. Non sapeva fossi a Praga, così propone un meeting, anzi lo impone. Mercoledì sera gli faccio da fidanzata a una cena "d’alto livello", giovedì lui se ne va per affari di giorno e alla sera sfasciante devastazione no limits full sex and drugs in suite micidiale. Mi piace.
Sto cercando aereo per Bucarest, ho voglia di vederlo.

venerdì 17 gennaio 2014

Back home

Certo che mi sento proprio milanese ormai eh. Non riesco a resistere dal dirvi che sono partito da Piazza Gae Aulenti alle undici punto zerosette e sono uscito al casello di Reggio a mezzogiorno e diciannove, cioè, dico, michelin e maps mi dicono che sono ancora per strada e invece il Tazietti c'ha già le gambe sotto la tavola ed è li che ghigna, mai mollato il pedale, sempre a tappeto, quattro colpi di freno in tutto, m'avran fatto il book fotografico secondo voi? ma chissenefrega, dico io, la macchina non è mia e c'ha la targa crucca, ma allora vai, vai, vai.

Fine del delirio.
Ritorno all'umanità.

Ho dato una veste molto minimal al blog. Spero vi piaccia. Se non vi piace ditemelo. Certamente questo non produrrà alcun cambiamento, ma è giusto poterle dire le cose.
Siamo in democrazia, no? No? Mi sa anche a me.

Comunque sono contento, molto contento.
Sono finalmente realizzato al zentparzent, faccio da galoppino-vigilante-tuttofare per della gente che mi paga molto bene, lavoro (finalmente!!!, finalmente!!!!) a Milano, la MIA Milano, ho inforcato una zoccolona meravigliosa, la Valentina (ma tu guarda che le troiazze si chiamano tutte Valentina eh?) con la quale mi sono cacciato una gran ficcata anche ieri sera, poi nel uichend me ne torno al paesello della salamella, dove il maschissimo Max ha organizzato una seratona ruspante di quelle che nella telefonata cominciano con "stasera si ammazza il maiale a casa mia".

Grande Max.
Ho un brivido di terrore pensando a quel che succederà stasera. Non chiedo info, dico solo sì, qualsiasi cosa mi va bene.

Ho telefonato alla Aledellapale, ci facciamo un americano o nove assieme, stasera alle otto e poi ciascuno al suo destino, anche se le ho chiesto un po' di quel Vicks Sinex che usa lei che stasera vorrei essere al top e lei ha riso, dicendomi sì amore, che chissà che cazzo s'era già presa.

Comunque sono contento, molto contento.
La Lola mi chiede cosa vuole la Squinzy e io non ne ho idea, ma il fatto è che ho proprio un'idiosincrasia al pensiero di approfondire le sue motivazioni, ma nel contempo, avrei una voglia matta di incularla. Ma sono un uomo maturo, pieno di buonsenso e così mi limito a infarinarmi e a smaialare con Max, l'amico di sempre.

Comunque una precisazione doverosa va fatta.
Non tutte quelle che si chiamano Valentina sono troie. Ma un sacco di troie si chiamano Valentina.
Ecco.

Baci, miei tauri e mie taure.

mercoledì 13 febbraio 2013

Ma che bella festicciola

Ma che bella festicciola, mi sa che non ce la perdiamo... :D
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PisSoir - On Friday, February 22nd 2013

* FREE DRINKS !!!
* MALES, FEMALES, TV/TS
* STRAIGHT, GAY, BISEXUAL
* FULL-ON PLAY ORGY
* WET ROOM
* RESIDENT DOMINATRIX
* FEMALE STEWARDS
* GREAT MUSIC
* OPEN-MINDED, INTELLIGENT CROWD

This adult sex party is for PISS and WATERSPORTS fetishists. You may be 'giving' or 'receiving' (or both). You may be Male or Female, Single or a Couple, TV/TG/TS or Gender-Fluid, Straight, Bi or Gay... Everybody is welcome!

If you are looking for respectful, free-spirited, open-minded, sexually intelligent piss & watersports play-mates then this is the party for you!This adult sex party is for bi-sexual or bi-curious kinky fetishists another bizarre event with the same open-minded and creative approach to sex as a base line.

PisSoir is explicitly for bi-sexual males and females as well as TV/TG/TS or gender-fluid people and those of any other gender-identity. We welcome single males and single females as well as couples and poly-groups of any configuration.

This party is a full-on sex orgy. M/M, F/F, M/M/F, F/F/M etc. activity is explicitly welcome!

We welcome experienced players as well as newbies and those of you who are bi-curious and like to experience your fantasies in real life, in a safe, sane and sexy environment.

If you are looking for respectful, free-spirited, open-minded, sexually intelligent bi-sexual play-mates then this is the party for you!

READ REVIEWS & FEEDBACK HERE: http://www.bizarre-events.com/#!reviews/c2xz


TICKETS

Tickets and memberships will be sold on the DOOR ONLY for this event. Membership IS REQUIRED because these are exclusively PRIVATE events. We have tried to make the prices as fair as possible for everyone, no matter whether you are male, female or 'anything' else.

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PLEASE RSVP HERE : http://www.bizarre-events.com/#!pissoir/c5tz
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THE VENUE

The Flying Dutchman, 156 Wells Way, SE5 7SY London. Our 110 sqm venue consists of an immaculately clean, exquisitely well appointed (heated & airconditioned) BDSM themed play-space. We set the mood with dimmed lights and exciting, creative music.

Rooms & Facilities

* Large BDSM / Play Room / Social Space, 2 sofas
* Boudoir / Dark Room with a large bed and 2 sofas
* Wet Room / Shower for piss play (and to clean up afterwards)
* Cloakroom area (secure, staffed)
* Changing area (unisex)
* Fridge (if you want to bring your own drinks)
* Fresh Towels & Toiletries
* Free condoms and lube

Features & Furniture

* Slings
* Swing
* Fisting Chair
* St Andrews Cross
* Whipping Bench
* Steel Cage
* Medical Bed
* Suspension Points

There are photographs of our venue on our website: http://www.bizarre-events.com/#!pissoir/c5tz


WHO SHOULD GO

All of our adult parties are explicitly Pan-Sexual. Everyone is welcome! That means that literally anyone is genuinely welcome, whether you are straight, bi, gay, male, fermale, transgender, transsexual, a crossdresser or a voyeur.

Single males, single females, couples (MM, MF, FF) are all welcome. Anything goes... The only thing that matters is that you are open-minded, respectful and very, very sexual.


FREE DRINKS

There will be a limited amount of drinks available (soft drinks, beer & wine). But please do bring your own favourite drinks as well if you like. Glasses will be provided and there is a fridge.


FREE CLOAKROOM

We have a staffed, secure cloakroom where you can check in your clothes and belongings. Our cloakroom is free of charge.


FEMALE STEWARDS

Our events are always supervised by female Stewards / DMs who are available to answer any questions you might have, and to make sure everyone has a good time. They are also responsible to enforce our Event & Club Rules.


RESIDENT DOMINATRIX

Angel Pain is an exceptionally beautiful, demanding, controlling and intimidating Domme. Her celestial appearance pays tribute to Her name, but make no mistake, She is one of the cruelest sadists when called upon (or crossed).

She may, at her discretion and solely for her own personal pleasure, decide to dispense Her purifying corporal punishment and humiliation to those yet uninitiated. Or perhaps you are already experienced but yet uncorrected..?


SIA LICENCED SECURITY

All of our events are protected by SIA licenced door & security staff.


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PLEASE RSVP HERE : http://www.bizarre-events.com/#!pissoir/c5tz
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Lots of Love,

Nina & Aidan xXx
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BiZarre Events - London's Most Extreme Fetish Sex Parties!
Web: http://www.bizarre-events.com/
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Eccessi infernali

Tutto ci dice "Benvenuti all'inferno", a partire dalla musica altissima, rappaccio suburbano, martellante, distorto, poi la bolgia, il carnaio, la gente che urla, sudata, pressata, odore di canna, duemila pusher che strattonano, caldo, umido, caldissimo, le luci, i gruppi dalle facce indemoniate che si uniscono in grida bestiali che non riesco a capire, trascino la Skizza, voglio andare al banco a bere, mani, braccia, corpi, sudati, umidi, due vodke, pago cash, in tasca c'ho solo i soldi e nient'altro, niente anelli, catenine, niente, dò la vodka alla Skiz, tracanniamo, ti piace?, figata!, mi urla a bocca aperta e poi si mette a ballare nei suoi venti centimetri quadrati di spazio e io ordino altre due vodke, cheers, tracannate, poi le tipe strafatte si inerpicano sul bancone, scalze, che qui tutto è viscido e cominciano a ballare tra le urla bestiali degli amici della parrocchia del Sacro Cuore di sicuro, comincia la gara a inzupparle di birra e queste si spogliano e in cinque minuti ce ne sono altre due nude sul banco che ballano, oddio ballano, traballano sarebbe più corretto e sudiamo come maiali e tracanniamo vodka a cannone, poi ci spostiamo, c'è un'altra saletta di là, dove c'è un capannello urlante e capiamo che in mezzo al capannello sta succedendo qualcosa e allora ci accapanelliamo anche noi e tra le fessure del capannello vediamo che un pezzo di manzo di colore lo sta allungando di brutto a una tizia bruttina che gode come una bestia, prendendolo a ritmo di musica, col capannello che incita, che è quasi meglio di andare allo stadio, peccato non avere una prima fila, ma pazienza, poi giriamo un pochino, strusciandoci addosso a quell'umanità bestiale di cui noi facciamo parte in piena regola e con pieni requisiti, la Skizza mi urla ridendo che la palpano a cannone e poi vediamo che là c'è una scala che porta di sotto, scendiamo, mica facile, che ci son due fiumane che transumano una verso il basso e una verso l'alto e di sotto non c'è un cazzo, è l'anticesso, dal puzzo di piscia intenso e un caldo infernale che ricorda una stalla, c'è una tizia appoggiata al muro che si spara una spada nel braccio, chiavandosene di tutto, mentre dentro alle cabine dei cessi qualcuno si fa e qualcuno si incula o si sbocchina, c'è chi sniffa sui bordi dei lavandini, sull'orlo della tazza del cesso, c'è un nero enorme che vende a mulino e a noi viene una voglia bastarda di farci e chiedo alla Skiz cosa vuole provare e lei mi dice la coca e io compro dal nero, poi ci troviamo un lurido millimetro tutto nostro e compiamo la liturgia e ci infariniamo ed è un bel botto, il nerone ce l'ha buona, la Skiz si esalta e torniamo di sopra a ballare, impallati come fanali, balliamo e ci slinguiamo e lei mi dice che ha voglia di chiavare, qui, ora, trova un posto Taz, la tiro, la porto, contro il muro, sbottono la masturbo mi tira fuori l'uccello e la gente è ovunque e tutto si amplifica e la giro e la premo sul muro, sudati come se ci fossimo fatti i gavettoni, le abbasso i jeans quel tanto e glielo infilo nella fica e di fianco c'è un tizia così piena che manco capisce che me la sto chiavando, oppure capisce e non le fa sega e credo per la prima volta in vita mia di averle schizzato di dentro appena ho sentito il caldo del suo buco bagnato, ma nonostante lo schizzo ho continuato a chiavarla finchè non ho sentito che veniva anche lei.  

Che serata meravigliosa.

sabato 9 febbraio 2013

Seconda fase della serata in due tempi

Il concetto è assai semplice ed assai comodo, poichè sdogana piccole perversioni deliziose da infliggere e da subire, attraverso l'uso di uno starter kit di strumenti semplici, quali una sedia, una corda di cotone, un Magic Wand e uno scantinato non molto caldo, ai quali potranno aggiungersene altri, a mia discrezione, poichè io adesso devo sostenere la parte del cornuto inferocito che punisce la compagna puttana, abusando di lei.
E la copro di insulti masturbandola col Wand, nuda, legata alla sedia, infliggendole la pena degli orgasmi multipli e la faccio venire dieci, quindici volte, arrossandole e gonfiandole la fica, sputandole in faccia, dicendole che è una troia di merda e lei sostiene gli insulti, narrandomi quanto sia stupendo per lei mettermi le corna, quanto le piacciano i cazzi di perfetti sconosciuti e sbava, godendo, sputandomi addosso, insultandomi e io tra le gambe c'ho il cazzo duro letteralmente viola dalla voglia di incularla e lei sa che tanto più mi farà infuriare tanto più la violenterò con foga e questa parte è sublime, quando si decide il gioco in due tempi, davvero speciale, davvero autoalimentate, una spirale infinita, dosabile, interrompibile e le frusto le cosce con la cintura e lei ringhia dicendomi che a quel parco a prendere i cazzi di Brian e dei suoi amici ci và senza di me e io premo il Wand e lei scoppia nell'ennesimo orgasmo tremando e io la insignisco di onorifici titoli torcendole i capezzoli, mentre scoppia in una pisciata inondante, gonfia in faccia, coi capellini appiccicati e poi grugnisce un "Sfondami il culo, frocio… saprai farlo quello o no?".

Si chiama intesa. Così come nel canto, quando a due voci si improvvisa una canzone nota che narra di cose che non ci riguardano direttamente, anche qui si lecca il sublime recitando parti che non sono esattamente nostre, ma che ci donano un grandissimo piacere. Le entro nel culo in un unico viaggio a secco dalla cappella ai coglioni e lei grida, perchè è doloroso, ma poi diviene piacevole lo sfondamento insensibile, forte, animale, piegata sulla fredda lavatrice, tenendole la testa all'indietro per i capelli, ficcando in quel culo oramai rotto da troia albanese, sbattendo, pompandole fuori dal buco sfondato dei rivoletti di liquido giallo che le macchiano le natiche prima di correre giù per le cosce. E mentre io la inculo come fossi un galeotto che ha perso ogni forma di umanità, lei si vibra la fica col Wand schizzando e prendendo la minchia sino in gola e si va avanti così un bel po', godendo da porci assatanati, compiendo con diligente applicazione la fase due della serata in due tempi.

***

Solo più tardi, molto più tardi, nel cuore della notte, s'è fatto l'amore.
Chiudendo l'armadio degli orrori deliziosi, dandoci tregua e lasciando parlare il cuore.
E, a questo riguardo, lascerò cadere un velo di timida riservatezza.
Londra è ispiratrice, mi piace.

Prima fase della serata in due tempi

Che casetta di merda, noi siamo veramente fortunati a stare dove stiamo, ma d'altra parte costa anche una fortuna e poi qui c'è quest'odore di cibo indescrivibile, di pomodoro bruciato, strinato, come si dice da noi e quella lampada lì fa così poca luce che non riuscirò a riprendere niente col telefonino.
Questo Brian è un fascio di muscoli, rasato, tatuato, con un culetto che glielo mangerei, ma Brian è straight, etero, a lui piace la fica e in questo momento gli piace tantissimo la fica della Skizza, che si fa montare come una cagna da Brian che la strafotte, col suo discreto cazzo storto a sinistra, avvolto nel guanto rosa shocking che è quel dettaglio squallido che mi fa impazzire.

Brian fa domande su di me a lei, guardandomi con un sorriso cattivo. "Gli piace guardare eh? Gli piace vedere che ti fai scopare eh?" ansimando, sbattendo nella fica della Skizza che gode come una porca, perchè le piace Brian, muscoloso, giovane, tatuato, depilato, con i piercing ai capezzoli, ruvido nei modi, violento, bulletto suburbano che frequenta certi bar giusto per questo e stasera gli è andata bene, perchè anzichè fottersi la solita tardona col marito impotente che si viene nelle mutande a cazzo mollo, si fotte la mia cagnetta, sua coetanea e mortalmente figa.

Guardo. Cazzo sì, mi piace guardare, mi piace vedere come la Skiz perde il controllo, come a tratti si dimentica che sto lì seduto a guardare e si fa divorare da Brian, godendo infinitamente di questa anomalia dei nostri cervelli che accetta e ricerca e gode di una situazione che terrorizza tutte le coppie e che invece a noi ci manda a mille, perchè a noi piace scopare con altri e guardarci e seminare piccole crudeltà che accendono i sensi, come quando Brian le chiede quanto bisogno avesse di un giovane stallone come lui e lei risponde che aveva tanta voglia di lui che si sarebbe fatta chiavare anche sul bancone del bar e poi mi guardano entrambi luridi e poi lei, sempre guardandomi, gli infila tutta la lingua in bocca e lui accelera e questa crudeltà inflitta è eccitante, questa assenza di confini porta alla vertigine ed è meraviglioso non capire dove finisce il gioco e comincia la realtà, dove questa sorta di role play diventa verità, perchè Brian è uno strumento, ma a tratti diventa proprio una scopata da corna e passione ed è lì che arriva quello spillone nel cervello che dà quel dolore così piacevole, così intenso, così distorto e sublime.

C'ho il cazzo che scoppia nei jeans, ma non voglio segarmi, no, voglio essere il marito che gode a farsi mettere le corna dalla giovanissima moglie troia e la Skiz rivela a Brian di avere sempre voglia di cazzo al punto che certe volte si fa fottere da sconosciuti e mi guarda e Brian diventa un bufalo, pora stella, richiede dettagli di dove la può nuovamente incontrare, che la vuol far chiavare anche dai suoi amici e mi guarda e lei mi guarda e gli sussurra il nome di un piccolo parco e gli dice che spesso lei va lì a cercar maschi e Brian sbatte come un maglio e io adoro questo lurido fraseggio e quell'occhiata demoniaca che la Skiz mi lancia, rossa e sudata, giusto un secondo prima di venire con un urlo che trascina Brian nell'esplosione e poi crollano.

Sudati, abbracciati, odore di ascelle, soffritto, pomodoro bruciato, la Skiz che si alza e dice di andare a pisciare e va a pisciare con la porta aperta e Brian si sfila il goldone pieno di sborra e armeggia con improbabili salviettine imbevute e la cosa incredibile, la cosa buffa e curiosa è che lui è in imbarazzo, non mi guarda, non mi parla, getta solo delle occhiate impazienti verso il cesso in attesa che la sua concubina ritorni, traendolo fuori dall'imbarazzo e dall'impaccio e io non dico una parola e non contraggo un muscolo e lo fisso, pensando cosa potrei fare di veramente cattivo al suo bel culo bianco, ma non incrocio mai, dico mai, i suoi occhi e poi finalmente la Skiz ritorna ed ora è lei a non guardarlo più in faccia, perchè viene diretta da me e mi sale in grembo sussurrando, chiedendomi in italiano se mi sono eccitato e se voglio scoparla davanti a Brian o assieme a lui e io dico di no, che è perfetto così, che non voglio aggiungere nulla, che possiamo andare e le dico che uscirò lasciandola salutare Brian come vuole e lei dice che non gliene frega un cazzo di Brian e comincia a vestirsi e poi usciamo e andiamo, distanti, da Brian, il soffritto, la serata iniziata con quel progetto da casa, ma non ancora finita.

Perchè ora, dopo questa prima fase, c'è la seconda: la punizione.

sabato 26 gennaio 2013

In onor di Viaggiatore...

Sdoganata

Bonjour.
E allora usciamo da messer lo notaro che s'era fatta tantissimo quell'ora e ci siamo lanciati in un rombo di tuono meccanico per appropinquarci all'unione con le due puttanazze semistagionate messe giù da guerra nucleare che il Ruggi aveva convocato per i festeggiamenti ufficiali.
Già la cena ci diceva bene, con le mani che sotto il tavolo apprezzavano cosce e anche un qualcosina di più, ma il dopocena c'ha detto meglio, che eravamo tutti e quattro nudi e aggrovigliati sul lettone imperiale del Ruggi, già lettone imperiale della Ade. Un vero grumo di sesso sbavante e mugolante, roba da pornazzo anni novanta, tra sensuali tremolii di cellulite verniciata d'abbronzatura al paradosso, ficone carnose glabre, improbabili segni di perizomini balneari evidentemente indossati sul lettino solare dell'estetista, piedi più che dignitosi e bocche voraci. I culi delle madame non potevano definirsi esattamente vergini e ciò è sempre cosa gradita. Due oneste bestie da monta, due dignitose romagnole a duplice attitudine (questa è finissima, ma solo per chi sa qualcosa di zootecnia) due belle puttanazze che, seppur non perfette statuine come le immeritatamente costose ninfe dell'est, battono queste ultime di sedici lunghezze per porcaggine sbavante.

Poi, a un tratto, mentre le due vaccone in asciutta decidono di mimare la chiavata alla missionaria sfregando le rispettive ficone sbavanti una sull'altra, col Ruggi che sugge l'ano a quella che sta sopra, io osservo il culo del Ruggi, con il cazzo duro che pende e mi dico: io sdogano. E mi pongo in ginocchio alle terga del Ruggi infoiato, gli maneggio il pene indurito sino a piegarlo all'indietro e lo suggo. Lo spompino, lo sbocchino, caldo e odoroso di fica e lubrificante, spompino come una troia ed il Ruggi si volta stupito, mi guarda, poi solleva il capo, emette un grugnito e ritorna a leccare la biondona che fotte per finta la mora.
E io lecco, succhio, cazzo, coglioni, perineo, premo la lingua nel suo buco del culo e avverto, lo sento, che l'amico (quasi) di sempre si tende, mi agevola, gradisce, peloso, eccitato, sfrontato e insolente.

La frociaggine amicale è sdoganata.
E il grumo di sesso entra in virata e nemmeno poi tanto lentamente poichè, le due vacche, appena colto che il bisessualismo non era solo pagato dettaglio rientrante nella loro performàns, ma era anche vizio busone di noi Tauri, hanno traslato il concetto di orgetta casalinga in un tutti-contro-tutti e così, mentre io lecco la fregna alla mora, la bionda ed il Ruggi mi slinguano il cazzo frugandomi il culo con le loro dita rapaci e mentre io chiavo la bionda alla pecora, che lecca la fica alla mora distesa innanzi a lei, il Ruggi se lo mena e sta pronto ed ogni volta che, volutamente, sguscio dalla fica egli sugge e sugge anche piuttosto bene, così come lecca bene i miei coglioni mentre inculo la mora con la bionda che le lecca la fica, così come gradisce assai che, mentre le due puttanazze si succhiano in un sessantanove pregevole, io lo schiacci sul materasso sfregando la mia minchia di titanio tra le sue chiappe considerando con calma che glielo vorrei piantare nel culo e lui inspira a fondo, che a casa mia è un "Dio volesse che me lo piantassi" e la mora galeotta, che sente, dichiara sospeso il sessantanove e assieme alla sua amica mantide avvolgono il Ruggi, iniettandolgli a parole l'irresistibile necessità di farsi scopare il culo, marcando sapienti sul tasto che la cosa sarebbe, per loro, estremamente eccitante e ben oltre il profilo professionale ed il Ruggi cede, nemmeno con molta fatica.

Le vestali gli preparano il culo sacrificando quasi un barattolo di quel gel del cazzo della Durex, poi mi suggono, mi lubrificano, mi guidano ed io senza nulla fare mi ritrovo a godere del caldo del culo peloso del Ruggi, accarezzandogli il sensuale corpo di maschio sotto gli occhi assatanati delle due puttanazze che leccano e palpano e si strusciano come bisce demoniache addosso ai nostri corpi di froci invasati.
Che bella ficcagione, che bella frociagione, che bel festeggiamento gioioso della ritrovata amicizia e della vita tutta.

***

Accompagnamo le baldracche che è quasi mattina e poi facciamo ritorno all'ovile.
E' quello il momento più complesso da gestire, ma io sono esperto e mentre il Ruggi esausto mi fa guidare la bestia, attacco il discorso sul bed and breakfast in Francia e sulla tizia che glielo gestisce, perchè per chi è agli inizi è essenziale ricordare che noi si è maschi, noi si è tauri, noi si è dei pervertiti a cui piace godere, mica dei culattoni e lui abbocca come un cefalo e mi racconta di quant'è porca a letto e io gli chiedo se è figa e lui mi dice che me la farà vedere che c'ha delle fotoe io gli dico che me la dovrebbe anche fare chiavare e lui mi dice che è certo che alla madama l'ipotesi di un triangolo non le spiacerebbe e ridiam di troie sino a casa.

Sdoganata.
E per me è questo che conta.

sabato 29 dicembre 2012

Cosa facciamo

Cosa facciamo, cosa facciamo, cosa facciamo, è inutile che continuiamo a chiedercelo e, mentre ci applichiamo, appicciamo l'ennesima pipetta, mezzi nudi, scalzi, che poi ci diamo due tironi, ci arrapiamo e cominciamo a chiavare.
Non abbiamo fatto altro che chiavare e drogarci e chiavare e drogarci e non ci basta ancora, che quando quell'altro va a pisciare, quall'altra se la spalpugna e quell'altro torna scappellato e si arrapa e la chiava e poi arriva la Raffa e giù che ci si ingruma in tre e ci si droga e ci si alcolizza e si chiava e si lecca e si incula. Che Natale strepitoso, zent.
All'insegna della ricerca intimistica dell'io spirituale.

Morale della fiabola, siamo ancora qui, al 29 di dicembre, mezzi nudi a chiederci cosa facciamo. E cosa facciamo? E te lo dico io cosa facciamo, i freakettoni facciamo.
Che è cosa buona e giusta, ma non è un moto a luogo, non conduce, non finalizza, ma staticizza in mezzo al puzzo di erba, di piedi e di culo.
Che poi mi appoggi quel piede e quell'arco plantare si inarca, com'è nella natura degli archi plantari e la cappella mi sguscia e la Raffa soffia il fumo e abbocca come una trota e succhia e mi tira e tu cambi la musica, perchè adesso la musica cambia quantevveroiddio e lei spompina e tu la lecchi e lei gode strafatta e, ore dopo, abbiamo ancora la faccia di cazzo di chiederci cosa facciamo?

Certo che lo smaltino nero le sta una favola alla Raffa. Ora siamo fidanzati in tre, congratulatevi col Tazio. Tre fidanzati alcaloidicoalcolici in un rapporto molti a molti che sa di Woodstock e pullmino Volkswagen, mentre invece siamo nella bassa e viaggiamo in Mercedes da ricchi, pur non essendolo manco per il cazzo.
Discrasie della società dell'apparire, si sa.
Quel che non si sa, invece, è cosa facciamo.

Cosa facciamo, cosa facciamo, con aria preoccupata e spruzzatine di "Dai, no, cioè, cazzo, seriamente" e nessuno che metta le mani sulla tastiera per verificare un volo, che so, un treno merci, un cargo turco, una tradotta cadorina, un sampan cantonese, cantonese come il riso che a me mi viene una favola, un risciò pechinese, un taxi malese, un bucintoro veneziano, una gondola vongolese, una cozza impepatese, una minchia di qualsiasi cosa che elida, evapori o sublimi questo ansiogeno quesito del "cosa facciamo".

"Merda il due è praticamente oggi" mi dice aruffata la chiavaiola transgalattica e io la prego di non somministrare limone alla mia gastrite e lei dice che ho ragione, ma poi si incupisce e si morde le unghiette e io attacco la pipetta e lei la fumicchia e mentre lei fumicchia io le apro le gambine e le lecco la fichetta e dopo che abbiamo goduto come caribù nilensi ricompare il quesito di cosa facciamo.

"Torniamo a Londra" propongo salomonico.
"Ma io non c'ho cazzi"
replica molle.
"Rimaniamo qui" alternativizzo menandomi il cazzo.
"Sì ma il due devo essere su" mi rintuzza come un infinito anello di Moebius.
"Allora andiamo su" ripeto ai limiti dell'alienazione di Pavlov.
"Mi piace l'odore del tuo cazzo e della mia fica sporchi"
considera off topic annusandomi la cappella.
E si chiava come gremlins, senza posa, senza pausa, con macchia, ma senza paura.

Intanto abbiamo la certezza di cosa facciamo stasera, che non è poco.
Una cosa assolutamente nuova: la Raffa arriva, si ordinano le pizze, si fuma un sette etti di erba e si chiava come i mufloni di Pachino e poi si va a dormire, che domattina dobbiamo alzarci presto per poterci chiedere cosa facciamo.

Siamo gente con le idee chiare, noi.
Siamo il futuro della nazione, noi.
Oyeah.

  

mercoledì 26 dicembre 2012

Natale in casa Tazietti

Che bella atmosfera natalizia in casa Tazietti, rilassata e pigra, così come ho sempre immaginato dovesse essere il giorno di Natale in famiglia, perchè la Skiz è la mia famiglia e glielo dico mentre mi sta tirando un pompino mattutino sul divano, mentre nella TV gira Biancaneve e i Sette Nani, che le chiedo se si farebbe scopare da sette nani e lei interrompe solo per rispondermi cortesemente, dicendomi che non è la questione dei sette o dei nani, la questione è che si farebbe scopare solo se avessero dei cazzi grossissimi e durissimi e poi riprende a spompinarmi e tutto questo è Natale allo stato puro, che peccato che fuori non scenda anche la neve, magari colombiana, che un tirettino ce lo daremmo anche.

Che bella atmosfera natalizia al desco Tazietti, dove si degusta salame al coltello e la Skiz si chiede, coadiuvata nella fine considerazione anche dall'ennesima porra mattutina girata con abilità professionale, se cibarci di carne di maiale non ci renda, in qualche misura, cannibali e  io la stimo quando produce simili considerazioni e quindi mi impegno a non liquidarla con una risposta non ponderata e aggiungo al suo quesito il mio chiedendole se, lungo quell'asse di profonda riflessione, possa essere considerato incesto se il  salame non ancora affettato se lo infilasse nella fica o nel culo e questo sposta l'obiettivo, poichè l'acuta figliola realizza lucidamente di non essersi mai infilata nella fica un salame ed io la esorto a farlo ora, che è Natale e tutti dobbiamo essere più buoni.

Che bella atmosfera natalizia al termine del pranzone di Natale a base di salame scopaiolo, con la Skiz con la fica all'aglio e io che mi addresso a prepararle il pandoro taziale, mentre lei con le manine unte si tormenta la passerina salamata osservandomi mentre infilo il cazzo nel culo del pandoro e lo fotto sino a sborrarvi di dentro e la piccola animaletta non esita a dilaniarlo, alla ricerca del cuore cremato che trova ed ingoia, considerando sapientemente che la sborra sui dolci è un esaltatore di libidine ed io ne convengo osservandola mentre sbrana il cuore del pandoro ficcandomene manatine alla sborra in bocca, mentre attendo la diminuzione dell'erezione necessaria ad urinare nella caraffa al fine di servirle il bicchiere del brindisi, nella consapevolezza che anche lei, appena comincerò ad urinare, farà lo stesso per servirmi il bicchiere del brindisi e tutto ciò avviene nell'arco di meno di un minuto e quel brindisi è stato così natalizio, così intimo che ci voleva proprio e poi la piscia della Skiz è davvero buona e sexy.

Che bella atmosfera natalizia ricca d'amore e calore umano, incastrati sul DivinDivano a fottere come animali assatanati mentre fuori la luce diminuisce e la stanza si illumina dei caldi colori di un porno di discreta fattura al quale però, debbo dirlo, non ho prestato un'attenzione particolare, poichè mi coinvolgeva di più il buco del culo della Skiz che mi succhiava la minchia meglio della  bocca di una Troia Ufficiale e di questo mi sono complimentato con lei esattamente in questi termini, sortendo un lusingato sorriso ed una precisazione doverosa che mi ha trovato concorde, poichè la mia Polpetta di Culo ha rilevato saggiamente che lei E' una Troia Ufficiale e che il fatto di non percepire (al momento) danaro per le sue performance non diminuisce la sua professionalità zoccoliera e io l'amo.

Che bella atmosfera natalizia con la casa satura dei fumi dell'augurale erba spinellina pazzesca pazzeschissima che ci ha indotto ad indugiare ignudi di sotto e vestiti di una sola felpa di sopra, unendoci nello spirito natalizio ogni qual volta la mia minchia si drizzava e, vi confesso amici, che si drizzava parecchio spessamente, poichè a me il Natale degradato e lurido mi mette un'allegria peniana che non riesco a descrivervela.

Ma se il giorno di Natale è da trascorrere in famiglia, la sera di Natale è da trascorrere con gli amici e così, quando la Raffa l'ha chiamata per sentire dove fosse che voleva farle gli auguri, è stata l'occasione gradita per dirle di passare da noi, che c'avevamo tutti gli ingredienti necessari per farci gli auguroni carissimi e la Raffa, che è una ragazza dal cuore d'oro, ha accettato l'invito ed è passata da noi, ma che cara, ma che dolce.

Che bella atmosfera natalizia che si crea la sera di Natale rollando la superporra di Babbo Natale carica come la sua slittona brichinona, fumandola a tironi profondi, intrisi d'amore natalizio e famigliare, che facevamo fatica a vedere la porta della cucina da quanto abbiamo fumato, che credo di essere stonato anche stamattina. Ma l'erba di Babbo Natale sveglia le cosine che c'abbiamo in mezzo alle gambine e così gli auguri abbiamo cominciato a farceli tutti e tre in maniera dannatamente seria e l'unica cosa, che gliel'ho detto con garbo alla Raffa, è che lo smalto giallo sulle unghiette sensuali dei piedini sensuali a me mi fa cagare, ma lei m'ha promesso che oggi lo toglie e si mette quello nero, ma credo che oggi la Raffa c'abbia da fare a ripigliarsi, ma io apprezzo lo stesso il pensiero.

Che bella atmosfera natalizia, giocando coi giocattoli della Skiz, prediligendo la pompetta sbarazzina che alla Raffa la fica si gonfia sì ma non come quella divina della Skiz e che strippo di follia ha preso alle due mantidine cannibaline che si sono addressate a forbice sfregandosi l'un l'altra la fica ipertrofica con sensuali movimenti di bacino scomposti ed io ho guardato rilassato e pregno d'amore, ma con la fava dritta che puntava al pianeta Olkranz e che commozione quando, dopo il lungo tempo necessario ad entrambe per venire, la piccola Raffa, con il viso trasfigurato dalla botta subita dalla superporra di Babbo Natale, mi ha farfugliato "Settembre" lasciandomi perplesso a chiederle chiarimenti, giunti con la frase successiva "E' da Settembre che non scopo" e la Skiz ha fatto "Oh!", perchè le porche fanno oh, che quel testicolo di Povia dovrebbe farci un pezzo, ma lì per lì io me sono chiavato di Povia, perchè ho rotto l'incantesimo malvagio subito dalla povera Raffa, aprendole delicatamente le belle gambine per allungarle dentro dentro al buco dilatato della fica il Pistone d'Acciaio Randazzo, stantuffandola come la povera brava ragazza meritava.

Che calda atmosfera natalizia sul DiviDivano, con il Grande Tazio che dava la fava alla tenera Raffa e la Skiz seduta all'indiana che rollava una sigarettona speziata dialogando con la Raffa in estasi genitale, consigliandole di non lasciar passare più così tanto tempo, suggerendole di chiamarmi in caso di emergenza, perchè io sono la soluzione alle sue esigenze ficali e la Raffa ne ha convenuto ansimando e la Skiz, una volta accesa la sigarettona speziata, si è stesa a fianco dell'amica facendole fare delle boccate, perchè non c'è nulla di meglio che chiavare fumando, facendosi succhiare i capezzoli dall'amica del cuore.

Che bella giornata, amici, che bella.
Non passavo un Natale d'amore da anni, da moltissimi anni.
A letto, nella notte, ci siamo detti che ci amiamo.
Perchè, nonostante le difficoltà, noi ci amiamo davvero.
Ed in qualche maniera si farà.
Oh yeah, si farà.

martedì 27 novembre 2012

Pensierini umidi della serata da lupi

Vero tempo dimmerda. Era già buio alle tre, anzi, non è mai arrivata la luce, in questa cazzo di giornata.
Piove. Piove. Piove.
D'altra parte è novembre, c'è poco da fare.
Non ho ancora ricevuto notizie dalla Skizza, voglia dio che stia andando tutto bene, ma sì, va tutto bene di sicuro.
Ok, non pensiamoci.

Pensiamo piuttosto che stasera, con 'sto tempo dimmerda che chiamerebbe copertina, sega e cognac davanti alla televisione turca dai bei colori, mi agghindo come un coglione per uscire con la Donnaenigma, la Miettabocca, la Gipsyqueen della bassa, per andare a mangiare, ma che strano, una pizza ignorante condita da quattro bestemmie stoppate sul più bello della loro genuina conclusione, che le stimerei assai di più di tanti cantante e canta  e po' e poi.
Come si metterà giù, la nostra bella Bocca della bassa, stasera? Da guerriglia urbanputtanale di sicuro, tirata come uno scorreggione al fagiolo nostrano, tanto per schiaffeggiarmi e pormi attonito nel limbo degli archetipi, preda delle arpie psicosomatiche. Che cazzo frulla nella zucca a quella, solo domineddio lo sa. E vaben, assecondiamo, con ben stampata nella memoria RAM la massima da sempre vincente: perchè rimanere fermi, quando si può stare immobili?
E immobile sarò.

Che tempo dimmerda.
Ho attuato ogni sotterfugio, anche il più puerile, per non alzare il culo dalla sedia, oggi. E ci sono riuscito alla grande. Io odio uscire quando piove, d'inverno. In primavera ancora ancora, ma d'inverno zero, cassazione, kaputt. E così ho mandato in giro il mio fido scudiero, o forse sarebbe meglio chiamarlo il mio fido sculero, il Grande Costash, che è come una sorella, per me.
Bella lì Costa, che da qui a giovedì faremmo bene a ricavarci una seratina maschia per ripassare le gesta della Cuginatroia che a momenti scende e noi non vogliamo farci cogliere impreparati, eh no, eh no, eh no.
Oh, ma vi immaginate che razza di maialaio mettiamo in piedi appena la pelosetta odorosa varca un uscio a caso tra quello mio e quello del Costa che è come un fratello per me? Non mi sta la cappella nella pelle del cazzo.

Piove, che tempodimmerda e che seratadimmerda.
Meledetta Mietta, cazzo, almeno mi rendessi facile la vita e mi tirassi 'sto pompino, facendomi così dimenticare il meteo e invece no.
Potrei sempre tirarle il fat pack con una telefonata dell'ultimo minuto.
Ma se lo facessi violerei la regola, mi sarei mosso.
E invece io devo stare immobile.

Vabbè dai, prosciutteffunk, birrazza, ha-ha-ha, he-he-he, madò che tardi, ci sentiamo nei prossimi, grazie per la bellissima serata.
E, finalmente, sega sotto la copertina guardando i bei colori della TV turca.
Passerà, sì. Passerà.
La faremo passare, cazzomerda.

sabato 10 novembre 2012

D-Chubby and S-Slim

E allora decidiamo che andiamo a quel club swinger, su a Kentish Town, di cui sono diventato socio assieme ad altri quattromilaseicentosedici club non open door, come dicono qui e la Skiz approva e si tira da guerra come l'altra sera, calze, reggicalze, zeppone di camoscio nero, vestitino di lurex, culo, fica, tette e basta e io mi vesto da becchino, tutto in nero e chiamiamo un taxi e andiamo, prestissimo, come si usa qui.
Serata smorza, molto buio, molto casino, molto volume e poi, a un tratto, veniamo raggiunti da una coppia, lei rossa e pienotta, alta, che forse non arriva a trenta, lui smilzo e bruno, alto, che sicuramente arriva a quaranta e si chiacchiera e lei, che chiamiamo Chubby, ha modi autoritari-sorridenti, che sono molto sexy, mentre lui, che chiamiamo Slim, è evidentemente il sottomesso e la cosa mi attrae, mi piace la situazione, che è evidentissimo che Chubby è attratta dalla Skiz, che smignotta con lei che è un piacere e Slim osserva, sorridente ed elegante, parlando poco.

"Qui fa schifo, stasera. E' pieno di gentaglia che viene a Londra il venerdì per sballarsi e cercare sesso gratis. Vi andrebbe di venire a una festa privata?" ci chiede la Dom Chubby e io e la Skiz ci guardiamo e diciamo di sì, annotando che siamo a piedi, ma D-Chubby and S-Slim c'hanno la macchina, quindi nessun problema. E partiamo, maschi davanti e femmine dietro, che per me è la prima volta che salgo in una macchina a fianco del guidante che mi guida a destra, fa impressione, ma lo saprete di sicuro. Di dietro si consuma il flirt spinto, la D-Chubby intervista la Skiz e mentre lo fa, che l'ho saputo a casa, la palpa e le accarezza le cosce, scoprendo che è senza mutande e la cosa l'ha mandata in sollucchero.

Viaggiamo, viaggiamo, viaggiamo, viaggiamo, viaggiamo, viaggiamo, viaggiamo, viaggiamo, viaggiamo, verso nord, nella notte, Slim chiacchiera poco, ma si informa cortese su di me, su di noi, faccio lo stesso con lui, mentre dietro le due pitonesse si spalpazzano e si fanno nel buio della BMW odorosa di pelle nuova che impedisce a me, cane da fiuto, di apprezzare il fetore delle fiche cannibali che si scaldano a dovere.
Poi si giunge alla casa, borghese, signorile, molte auto, si entra, una fiumana umana, musica, arredamento in stile, lampadari in stile, qualcuno sta fumando una canna, incrocio un paio di tettine bellissime, al vento, appuntite, mascherina carina che mi sorride, ma che bello, mi dico, mi piglia, mi dico, beviamo, brindiamo, arrivano amici, si baciano, che bello, mi dico, ma quanta carne esposta, mi dico, che clima vagamente fetish, mi dico, che inteso profumo di ormoni femminili, che odore di fica, ma che bello conoscere Londra (saremo ancora a Londra?) dalla parte dei londinesi, mi dico.

Poi si balla e si beve, si palpa random e si viene palpati, la tizia è di latex, il tizio peloso con le braghe di pelle, le mani che corrono, il ballo è questo, toccarsi e farsi toccare e poi D-Chubby ci prende e ci porta di sotto, "Non so se incontra i vostri gusti" ci dice e arriviamo di sotto che la tizia è legata alla croce di S.Andrea e l'altra le cola della cera nera bollente sui capezzoli e tutti in cerchio a guardare, morsetti, paletta, canna di bambù, segni rossi, urla, Yes Madam, com'è sexy la Mistress, con le calze con la riga e poi la figata è che lei comanda alla sua assistente i lavori più faticosi ed urla, urla, urla comandi e insulti e poi la tizia viene tappata nel culo con un butt plug generoso, viene legata ad una specie di cavallina e masturbata a sangue con un Magic Wand nero e devo dire che il tutto è mostruosamente eccitante, compresa la manina della Skiz che saggia il livello di vetrificazione, di tanto in tanto, tra le mie gambe.

Poi la sessione finisce, applausi a scena aperta, la Miss è sorridente, ma che bella, la Sub anche, seppur stravolta di quattordici orgasmi consecutivi, si inchina, così come l'assistente, mentre Chubby ci spiega che quelle tre sono assieme, nel senso di coppia di tre e sono realmente nel life style, sono molto famose e fanno spettacoli D/S alle feste, perchè qui il D/S è molto diffuso e poi prende per mano la Skiz e la porta di sopra e io chiedo a Slim se possiamo seguire e lui mi dice sì certo e saliamo di sopra.

Chubby ci porta in una camera da letto e ci dice che vuole mostrarci una cosa e fa un cenno col capo a Slim che senza indugi comincia a spogliarsi e ci rivela la più straordinaria e stupefacente delle sorprese. Bianco come latte, ricoperto da una mappa di nei, staziona al centro della stanza con il cazzo ingabbiato in una gabbietta di metallo scintillante, chiusa da un lucchetto, che ben si accompagna con le autoreggenti nere che gli fanno le gambe molto sexy, ma la cosa straordinaria è che Slim indossa i due capi intimi, gabbietta e autoreggenti, sotto l'abito grigio da business man in libera uscita, superbo.

"Vogliamo giocare, cherie?" Chubby chiede alla Skiz, che ha una faccia di troia infoiata che sarebbe da ritrarre e la mia piccola depravata per risposta si sfila l'abito da sopra alla testa e Chubby ha una scintilla sinistra nello sguardo e comincia ad accarezzarla, mentre la Skiz reclina il capo all'indietro stroppicciandole i capelli ed io decido che è il momento di una Marlboro e mi siedo sul divano, godendo della situazione e delle chiappette sode di Slim che sosta al centro con le mani dietro alla schiena, mentre le due bisce nude si attorcigliano sul letto.

Bello qui, mi dico, tutto è più semplice ed estremo, mi piace e osservo la fessurona luccicante di Chubby, carne bianca con falde e capezzoli rosati che si staglia sulla carnagione più scura della Skiz, la mia proporzionatissima bambolina erotica latineggiante, con quei ricci indomabili e quei piedini di fata. Si sbranano le fiche, si torturano con la lingua, mugolando come due leopardesse in calore, mentre Slim soffre cane un'erezione impedita dalla gabbietta e la cosa mi eccita porco e sento la minchia che preme, ma aspetto, aspetto un invito, perchè mica siamo lungo la motorway a raccattar camionisti turchi, ci vuole stile. E si dedicano ad una forbice deliziosa, fica su fica, sfregando invasate, che la sborrata della Skizza è vicina e mi immagino che sorpresa deliziosa per Chubby ed infatti, di lì a poco, così è, con la Skizza che bramisce l'orgasmo da cerva troia sublime ed inonda la ficona carnosa della bianchissima rossa puttana che dopo poco viene anche lei, quasi in un pianto, ma poi scivola tra le gambe della Chiarella a leccare la sborra di femmina e si infoia come una porno aragosta e si gira e mi guarda e mi sferza chiedendo alla Skiz "Tuo marito ce l'ha un cazzo tra le gambe od è un frocio come il mio?" e Slim osserva lobotomizzato, composto e io mi alzo minaccioso mentre la Skiz, accarezzandole una spalla con un sorrido lurido le sussurra "Ce l'ha eccome" e mi spoglio rapidamente, andandole davanti con il mio Cacciatorpediniere Ursus mezzo duro e scappellato, impugnandolo alla base per poterle schiaffeggiare una guancia e la Skiz vanta la sua potestà prendendolo in bocca per prima, ecco, ora puoi succhiarlo anche tu, Chubby.

Bello qui, mi dico, mentre sbatto a pistone la minchia gommata nella sorca anglosassone della pienotta più attraente che mai, godendo dell'urlo straziante di godimento rampante della Miss di Stocazzo, baldracca infoiata, minchiaiola invereconda, frociona imperiale, che gode e gode abbracciata alla Skizza che si masturba a mulinello e mi parla in inglese chiedendomi se godo a chiavarla e io sudo e pistono, gettando qui e lì un'occhiata pietosa alla statua di Slim che, in evidente esperienza extracorporea, cerca rifugio nella chiesa Anglicana ed anche in quella Battista. Chiavo a martello, chiavo sbregando, sbracando, sfondando e sbattendo e la porto all'orlo del precipizio e la spingo e lei vi finisce dentro tremando e urlando il suo orgasmo squassante, ennesima vittima dell'InterTazionale Ceppa Di Minchia.

La mollo. Mi sguanto, mi addresso, mi conficco violento nella sorca bollente della mia pornotroia, che mi abbraccia i fianchi con le gambe come sa che mi piace e la chiavo, serrato, atletico, aerobico, offrendole la qualità, l'eccellenza, la potenza nucleare del mio Sommergibile Tazius III e le snodo alcune miglia di lingua in gola, assaggiando i residui della sua cena sul vellutato fondo del suo erotico stomaco e chiavo, mentre Chubby libera il povero Slim che si appecorona sul letto e viene munto da quelle mani sapienti che si fanno strada nel buco del culo, che strizzano i coglioni, li tirano e mungono, mungono la povera capra di razza Culattona che gode a guardarci, che chiaviamo come due ornitorinchi sozzi e poi lui schizza in mano alla sua allevatrice preferita che, raggiante, lo insulta spalmandosi la sborra coniugale sulle tette e la pancia e io sento aprirsi lo squarcio, sento che il canale di Panama dà la clearance alla sborra e chiedo alla Skizza dove la vuole e lei mi dice di dentro, generico, indefinito e allora mi abbandono, Sultano d'Oriente, lascio che il ritmo contrasti la lentezza della salita e sento le sue unghiette e capisco che c'è quasi e vengo, vengo, vengo e non smetto, anzi, accelero e lei schizza calda sui miei coglioni e tutto questo è sublime.

***

Nella notte una signorle BMW sfreccia silenziosa lungo la motorway.
"Che lavoro fai, Slim?" chiedo, anche per mantenerlo sveglio.
"Mi occupo di finanza, Tazio. E tu?"  
"Io mi occupo di comunicazione, Slim"

"Interessante" replica con signorile cortesia ed eleganza.
Dietro una rossa pienotta diventata di una bellezza rassicurante, ora che il demone se n'è andato a dormire, regge la mia piccola porca che è caduta tra le braccia di Morfeo, accoccolandosi sulla tetta dell'amante perversa.
"Dorme" mi sussurra con un sorriso delizioso.
E scorriamo silenziosi nel profumo di pelle nuova, mentre gli elegantemente gentili Chubby e Slim ci accompagnano sin sulla porta di casa.
"Ci farebbe piacere rivedervi" dice la placida Chubby.
"Anche a noi" e ci scambiamo santini e strette di mano e baci.
Metto a letto la mia bambina.
Bello qui, mi dico.
Molto bello.

martedì 6 novembre 2012

Fabparties, ma quando mai?

Dunque.
Mentre eravamo a Parigi mi è arrivata la concessione di adesione a un club eroticoscambistanaturistahardfestaiolo di cui avevo completato l'application form nei giorni scorsi. Per cui è risultato doveroso, ieri sera, recarci in loco a dare un'occhiatina per capire di che si trattasse.
Il primo fastidioso inconveniente è che per raggiungerlo ci è andata via la sua bella oretta di taxi. E pazienza, siamo a Londra e non a Brisighella e lo si sa. 

Nel club sporcaccione non manca nulla: sala da ballo, bar, lounge area, drink area, Jacuzzi, piscina coperta di ragguardevoli dimensioni, sotterraneo dungeon, camere da letto con lettoni giganteschi, c'è proprio tutto. Dress code molto rilassato, c'era un tizio con una camicia a righe marroni, beige e bianche che gridava vendetta. Età distribuita: dai ragazzi under 30 sino alle coppie over 50. Penombra diffusa ovunque, forse anche un po' per nascondere l'arraffazzonatura della location, perchè non mi puoi fare il figo se poi sopra l'armadio mi metti una lampada da comodino con braccetto pieghevole da 2 euro per fare "atmosfera".
Molta gente, quello sì, anche troppa, forse.

Curioso il calendario: lunedì (ieri) serata bicurious, che hanno fatto bene a scriverlo perchè altrimenti non vi era segnale di tale caratteristica, martedì e mercoledì serate naturist erotica, tutti nudi in piscina, ma con la postilla che le serate naturist sono in realtà clothing optional, che fa cadere la baracca come per la serata bicurious, giovedì riposo, venerdì e sabato feste a tema, domenica chiuso.
Secondo mercoledì del mese serata swinger, patrocinata dall'SDC, lo Swinger Date Club.
Alcolici zero, anche qui vale la regola della crisi BYOB, bring your own bottle, se vuoi bere alcol, viceversa ciucciati i nostri squisiti soft drink che assomigliano come aroma e bouquet al Mucosolvan sciroppo, la salute innanzitutto.

La Skiz era giù da guerra. Vorrei fare un piccolo inciso: a me la Chiara mi fa impietrire la minchia quando è semplicemente nuda, con variante golosissima di nuda+infradito nere, possibilmente con piante sporche e lieve scia di sudore ascellare, lo sapete tutti. Ma ieri sera, con calze nere con la riga e reggicalze, zeppe peeptoe di camoscio nere e vestitino grigio antracite di lurex, collo a barchetta, maniche lunghe, metà coscia ed assolutamente nient'altro, mi faceva andare giù di testa.

Beh, siamo stati lì a vedere dove si dipanasse 'sta curiosità bisex, ma al di fuori di una coppia che si spupazzava una tizia bruttotta nella Jacuzzi, in una penombra prossima davvero alla totale oscurità, nulla è successo. Nulla.
Abbiamo ballato, la Skiz ha anche sollevato il vestito alle anche, girando con la fica in vista ed il culo pure, ma niente. E così, siccome anche qui l'orario è diciotto - mezzanotte, considerando l'altra ora di taxi e considerando che non avevamo cenato, alle ventuno e trenta abbiamo schiodato, ritornando a Camden per le ventidue e trenta.
Fish and chips al postazzo solito, due Guinness e chiedo alla Skiz una sintesi del locale e godo nell'essere perfettamente d'accordo su tutto con lei.

Skiz dixit.
E' inutile che farcisci di mille facilities mal strutturate e mal combinate il tuo club. Ognuna delle facility può indubbiamente originare situazioni gradevoli, ma il mood, lo spirito, la tensione, la devi imprimere tu. E' serata bisex? Metti due ragazze e due ragazzi che ti fanno lo spettacolo hard, invoglia, crea il trasporto, l'atmosfera. Perchè altrimenti, come è nell'evienza, la gente viene da te perchè si conosce, ride e scherza e balla e si beve la propria BYOB e tutto svacca in una situazione da dopo lavoro ferroviario, da patronato adulto, dove qualche signora c'ha la trasparenza, qualcuna più che la trasparenza, ma poi il tizio a righe marroni riporta tutto al Bar dalla Dina e l'erotismo va a farsi beatamente fottere.

Grande Skiz.
As always.

martedì 30 ottobre 2012

Amore romantico e viaggi lungo le estremità

Fase uno: il regalo
Ed allora sediamo nell'elegante ristorante dell'elegante albergo e siamo eleganti, io total black, lei total black, vestitino al ginocchio, calze nere, che lo so che sono autoreggenti, scarpa tacco dodici, capelli raccolti, lo so che non c'ha niente sotto, sento l'odore della sua fica da qui.
Sediamo e brindiamo, la luce sul tavolo, calda, la musica bassa, l'ambiente raffinato, metto una mano in tasca ed estraggo un cubetto e lo metto sul tavolo, davanti al suo piatto, lei lo guarda e capisce, fa fare uno scatto, mezzo cubo si apre, due occhi si illuminano, un sorriso si arcua all'insù, poi la bocca si strizza, la luce oculare si bagna di umido, mi guarda e dice "è bellissimo" e scuote la testa, ti aiuto, aspetta e glielo infilo, l'anello, che mi rendo conto che se fosse stato appena più grande, il diamante, più grande di un qualsiasi grande più grande di quello che era, sarebbe stato meglio, ma lei si alza e mi balza in braccio baciandomi e stringendomi, affanculo il dress code e il ristorante elegante, non piangere Skiz che ti cola il mascara, è waterproof, Tazione, lo fanno per quelle come me che sono felici alle lacrime.
"Allora sono la tua fidanzata!!!" mi dice con un sorriso commosso che basta quello per aver avuto una ragione per essere stati al mondo e io rispondo di sì, sì, sì, sei la mia fidanzata e nemmeno ti dico cos'altro c'ho nella testa perchè per oggi è abbastanza così, beviamo, brindiamo, diamoci da fare, bisogna festeggiare, sono felice come non lo sono mai stato.

Fase due: ogni tuo desiderio è un ordine, specie se ho anche io lo stesso desiderio
Ceniamo, signorili, leggeri, eleganti, poi a un tratto un piedino si insinua tra le mie gambe e io provo una scossa tra ano e coglioni, la guardo, mi guarda e senza parole mi chiede se c'è un dopo cena, che lo so che me lo chiede ed allora io metto una mano nella tasca interna e tiro fuori una chiave magnetica, la appoggio sul tavolo, pronuncio il numero 308 e sorseggio un altro po' di vino e lei la guarda e mi guarda con un abbozzo di sorriso, spostando a destra la mascella ed attende istruzioni, gioca con la chiave e poi non riesce a resistere e mi chiede "e?…" ed io rispondo misterioso "e dopo cena saliamo alla trezerootto" e sorseggio e lei incalza, con l'occhio che si insudicia e torna a chiedere, quasi timorosa, chiede abbassando la voce, guardandosi intorno "… giura… " e io annuisco col capo e lei ha un'espressione che meriterebbe una foto e poi incalza di nuovo, vuol sapere, ma io taccio, evado, eludo, siglo e sigillo con un "Ho fatto ciò che mi hai chiesto" e sorseggio e sento il mastichio sordo della sua fica e comincio a provare una blanda erezione e lei appoggia il tovagliolo e dice "andiamo".
E saliamo, col lift che c'accompagna, senza parlare, composti ed eleganti e camminiamo sulla moquette damascata e infilo la chiave e la stanza si apre ed entriamo e prendiamo visione del letto sul quale si materializzerà il desiderio sudicio della mia fidanzata, che nelle sue masturbate sogna di essere a letto con me e un altro uomo e sogna pure di guardarmi mentre io e il montone occasionale ci facciamo di tutto, infilandosi tra noi per coadiuvare gli accessi, riposizionare le uscite, contribuire al piacere totale.
"Voglio vedere come lo succhi, voglio vedere che lo prendi nel culo e che lo metti nel culo a lui, voglio leccarvi mentre vi inculate" furono le parole esatte, che divennero ordine, ordine facile da evadere in questa sudicia meravigliosa città dove ci sono agenzie per tutto.

Fase tre: la sorpresa
Ore ventidue e ventiquattro, la Skizza va in bagno a preparasi, in sei minuti il nostro ospite sarà qui, le dico di rimanere nel bagno sino a quando lui non sarà nella stanza e lei dice di sì, rossa ed eccitata, poi bussano alla porta, lo saluto, ci eravamo parlati al telefono, nessuna sorpresa, è esattamente come nelle foto dell'agenzia, porta un mazzetto di fiori, perchè sa che oggi è il compleanno della mia troia, è un signore, mi piacciono i suoi modi delicati.
Non vedo l'ora di vedere la sua faccia quando esce dal bagno, Oscar sosta in mezzo alla stanza, composto ed elegante, in attesa di conoscere la scrofa da montare e io busso due volte e la Chiara esce, autoreggenti e scarpe e null'altro e strabuzza gli occhi e la capisco, perchè Oscar è un inatteso ed inimmaginato pezzo di manzo di colore di un metro e novanta, completamente bald, un bellissimo sorriso bianco, una fisicata da atleta e io so, lo so solo io al momento, perché io ho visto le foto, che sotto c'ha una manichetta antincendio che deve usare un rocchetto per farla su e metterla nelle braghe e chiedo alla Skiz se le piace e lei lo tocca e mi dice raggiante che le fa un sesso pauroso ed allora mi accomodo sulla poltroncina, accendo una Marlboro e mi metto a guardare quel che succede tra i due.
Sublime spettacolo impagabile.

Fase quattro: when you try it black you never come back
Parla. Parla ininterrottamente, coadiuvata dal cannone carico fatto nell'attesa di Oscar, parla, parla, parla a me, che sto seduto sulla poltroncina, vestito, nella penombra, fumando e sorseggiando un bourbon.
"Sono infoiata come una troia, non vedo l'ora di scopare davanti a te amore" e poi ancora "Voglio che mi guardi mentre prendo il cazzo nero, amore" e poi ancora, succhiando quel sublime pezzo di minchia di cioccolata "Guardami come ti faccio le corna, sei cornuto amore, ti eccitano le corna, vero amore?" e poi ancora, rivolta ad Oscar "Montami come una cagna, ho voglia di cazzo, ho bisogno del tuo grasso cazzo nero" e poi mi dimentica, facendosi fare di tutto da quella statua di ebano che suda ficcando senza pietà ed io sublimo nel guardarla, stravolta, che gode nell'anima a prendere il suo primo e, presumo per nulla ultimo, grosso cazzo nero. Gode, perduta negli umori e nella monta, puro fascio di sensazioni ed è bellissima, bianca, sotto il meraviglioso uomo nero che sbatte poderoso facendole sussultare le tettine, facendole gonfiare gli occhi e brillare di sudore il poco profondo Canale di Suez, la fica lucida e arrossata, gonfia di cazzo di cioccolato, fino a che viene, viene urlando, con Oscar che sbatte come l'onda sugli scogli, concentrandosi, perchè la mia troia è molto bella, è bellissima e fa venire voglia di sborrare. E la Chiara cade sul letto, gira la faccia gonfia e stravolta, mi guarda dalle fessurine e gorgoglia sozza "Spogliati, porco, e vieni qui che voglio anche il tuo cazzo, adesso".

Fase cinque: trattamento doppio per madame
Succhia, in ginocchio, impugnando salda le nostre minchie, la bianca e la nera, che se il mio è grosso, il suo non so cosa sia, succhia uno poi l'altro, se li sfrega sui capezzoli, sudata, spettinata, abbraccio Oscar, caldo, sudato, gli accarezzo il culo, lui fa lo stesso col mio, ma prima bisogna soddisfare la signora e la signora ha in mente solo una cosa, che è la doppia, uno nel culo e uno nella fica e così la lubrifichiamo, Oscar le scivola nella fica fino ai coglioni e io premo il mio cazzo nel buchino vorace, scivola, scappa, premo, entra e sento il pilone del mio amico Oscar e cominciamo a fottere la mia troia che grugnisce che ne vorrebbe altri due da succhiare, neri, duri, grossi e più blatera, in un ottimo inglese, più io e Oscar la sbattiamo senza pietà, godendo dello sfregamento delle reciproche minchie e del contatto di tanta pelle nuda e sudata ed è veramente difficile non scoppiare in una sborrata, che la Skizzolina è assatanata e dopo un po', un bel po', comincia a grugnire rabbiosa e schizza copiosa sui coglioni di Oscar, venendo in un tremito epilettico, mentre il dio nero le succhia i capezzoli, bordeaux dall'eccitazione animale.

Fase sei: stop and go
Calma, acqua, Oscar se vuoi farti la doccia nessun problema, grazie ne approfitto, sigaretta, baci convulsi, sorrisi, mi mostra l'anello, felice, raggiante, tiamotiamotiamotiamo, un'aberrazione sublime, poi ricomincia il calore "Voglio vederti  con lui, adesso" e Oscar ritorna, in una scia di bagnoschiuma caldo, mamma mia che pezzo di manzo stupendo, gli accenno con gli occhi e lui beve, appoggia il bicchiere e viene verso di me, ci abbracciamo, ci slinguiamo, ci palpiamo e in due secondi siam lì a menarcelo e ce l'abbiamo duro in un picosecondo e la Skizza sul letto si masturba sudicia e sorridente e mi inginocchio e gli tiro il pompino più appassionato dai tempi di Cromwell, gli succhio i coglioni, cerco il suo buco e spompino, ma non ce la faccio a prenderlo tutto in bocca, è enorme, gigantesco, poi saliamo sul letto e ci divoriamo e quel corpo è stupendo e la Skizza è un'oscena baldracca lercia che si tortura la fica guardando, dirige, chiede, eseguiamo, poi mi spinge a novante e mi lubrifica abbobdamente e guida Oscar ed è stata un'esperienza esaltante, quel ragazzo sa cosa vuole e ci sa fare da matti e mentre lui mi strapazza il culo come merito, la troia mi succhia la minchia, i coglioni, i coglioni di Oscar e il suo culo e ritorno ed è esaltante, sfrenato, osceno, amorale, magnifico.
Ci facciamo, ci inculiamo, per ore, cambiandoci, con la Skizza satanica che dispone e comanda e noi eseguiamo, al limite del sostenibile, con i cazzi che ci fanno male e poi io a un tratto, esasperato dalla voglia, mi tolgo la gomma e ordino secco alla Chiara di inginocchiarsi e lei capisce ed esegue, Oscar pure, che si sgomma rapido e giù, veloci, due seghe furiose e finale porno americano, schizzi violenti in faccia alla Chiara che mugola e geme, leccando, la lingua impastata di sborra, il mascara che cola, perchè è waterproof, ma non jizzproof e via sino all'ultima goccia e poi, finalmente, la tregua.

Fase sette: a letto a casa
"Taz, mi hai davvero spiazzata, è stato il più bel momento della mia vita quando ho aperto lo scatolino e ho visto questo"
"Non te l'aspettavi?"
"No Tazio, sinceramente era distante anni luce dai miei pensieri, ma è una cosa stupenda"
"Dio Chiretta, è un simbolo più che altro, perchè lui, poverino, è piccolo, ma fin lì arrivavo"
"No, no, zitto, zitto, taci non rompermi le balle. E' una cosa meravigliosa sapere che tu…"
"Che io?"
"Insomma che tu fai le cose serie con me…"
e ride guardandomi.
"Oh, bambén, rispetto eh, che se no mi riprendo l'anello e mi sfidanzo subito"
"Dovrai uccidermi"
"Era nei piani"

Silenzio.
Baci, buonanotte, spegnimento di luce.
"Taz?"
"Eh"
"Starai per sempre con me vero?"
"Ah, mi vuoi per sempre?"
"Sì"
"Vedrai come ti penti di questa frase, ah behbeh, vedrai" e mi giro.
"Cosa vuoi dire?"
"Niente. Siii-lenzio. Dooor-mire."
"Ti amo Tizio"
"Ti amo Caccola"


Tutto ciò è divino.
Tutto ciò è follia.
Tutto ciò è.

sabato 27 ottobre 2012

Ma che bella seratina

Come sculi, tutta nuda, bella scalza, nella spa dei porcelloni, ma che bella, puttanella, come sculi, che bel culo, lo fai apposta, gran troiona, io ti adoro, che bel culo, poi ti siedi a gambe aperte, col sorriso da maiala e ti chiedo se ti piace e mi dici che ti piace, con le gambe spalancate che chi vuole te la guarda ed il cazzo mi si intosta e ti appoggi un po' all'indietro per offrirla ai pervertiti, la tua fica, il sacro buco, ma che troia, sei una dea, poi arriva quella coppia, lui un bel manzo, lei un po' Meg Ryan, con la passera rapata, un po' sfiorita, mi fa sesso, le ditina dei piedini, piccolina, puttanina, chiacchieriamo, me mi tira, le accarezzo la schienina, lui ti tocca le tettine, tu mi guardi, cosa dici?, dico sì e tu che dici?, che c'ho voglia di ammucchiata ed allora ci spostiamo, ci muoviamo là di dietro, la dry area, i lettoni, ci stendiamo senza un fiato e la biondina mi si abbocca e il bel manzo te la tocca e tu mi guardi e io ti guardo, non resisto dalla voglia di vederti trapanata da quel pezzo di brasato, che bellezza, che sozzura, ci incastriamo come bisce con due facce sconosciute, c'abbiam voglia di maiale, pelle e carne, fica e cazzo, culo, tette e bei piedini, che trionfo di profumi, fiati, gemiti ed occhiate, poi le lecco la bernarda mentre tu gli succhi il cazzo, che sollazzo, che goduria, via in un bel sessantanove, la biondina mi fa sesso, c'ha la fica profumata e la bocca assatanata, succhia come una vitella, lui ti piace?, c'ha un bel cazzo, duro duro, me lo voglio proprio fare, sei una troia amore mio, sì lo so mio amato porco, la biondina mi preserva, tu preservi il gran bel manzo, poi lo schieni e lo cavalchi, sbatti il culo sulle palle, è sublime, è lussurioso, stai chiavando chissà chi e ci godi da maiala, io le pianto il mio Tarello nella piccola fichetta e lei sussulta, sbava e gode, si tortura le tettine, ficco e chiavo da maestro e ti guardo e tu mi guardi, ma che grande puttanona, sei stupenda, sbatti e salti, ma ad un tratto, che disdetta, il bel manzo viene in fretta, cazzo Skizza mi dispiace, non temere Tazio amore, sarò lei a pagare i danni e tosto molli il barbagianni e ti accomodi seduta sulla bocca di Meg Ryan che, frociona, te la lecca e io la sbatto e tu che godi, ci teniamo per le mani, che gran troia! come la lecca!, esordisci porca e soave, poi mi esorti a violentarla, a perforarla merciless ed io eseguo, mia padrona, poi si cambia, olè, oplà!, che ti allungo il salamone mentre Meg si fa leccare e il barbagianni, a bordo ring, si strapazza la minchietta rammolita che vuol esser, giustamente, anche lui della partita, dai sfigato, fallo tirare che la Skizza è un po' in calore e se ti diventa duro le facciamo il servizietto, tu la fica ed io il retto, dai sfigato, che tua moglie sta venendo sotto i colpi appassionati della lingua del mio amore e poi Meg giace sorridente, abbracciata al suo cornuto, ed il pubblico è assiepato, in piedi, attorno e pure stesi, mentre io rientro nei ranghi e chiudo i giochi societari, ficco a mille la mia troia e la annego di piacere riempendole il sedere, mentre Meg e il barbagianni ci accarezzano le pelli e poi il getto dolce e vischioso si sprigiona dalla fica e pur'io sborro felice e poi cadiamo, rossi e sudati, col fiatone, venti mani che ci toccano, curiose esploratrici, ma che bella 'sta Inghilterra, chi l'avrebbe detto mai? e torniamo verso casa, tenendoci per mano, ridendo e ripassando ogni singolo momento, dimmi Tazio, siam scambisti?, chiedi rossa e ridanciana, siam due bei porci ruspanti, due italiani maialoni in un'isola felice, ti amo Tazio, anch'io Chiarina.
Ma che bella seratina.

giovedì 27 settembre 2012

Perfidio

Ieri pomeriggio, verso le cinque, entrano nel mio ufficio il Loca e il Costa con i caffè. Bravi guaglioni.
Lo scopo, però, non era portarmi il caffè, ma rendermi edotto della straordinaria serata, di finissima classe, trascorsa con la Sognasugna superstar.
La scrofa ha fronteggiato, ponendoli anche in difficoltà, la bellezza di cinque cazzi di diverse dimensioni, in una gangbang di periferia degna dei film dell'indimenticabile Joe D'Amato, padre del pecoreccioporn all'italiana. Assatanata come una ninfomane che è stata in cella di isolamento per un anno e si ritrova all'improvviso in una cella di senegalesi a loro volta reduci da sei mesi di isolamento, la bella maialeradimerdolera a un certo punto ha addirittura esordito dicendo "Chiamate dei vostri amici che voglio più cazzi" e questo è davvero commovente e tenero e induce a pensare che stupenda moglie e mamma sarà.

Insomma, il Loca a un certo punto mi dice, con occhio da killer: "Ti sei perso un numero da paura Taz" al che io, anche un po' infastidito dal dovermi sentir dire dalla Banda Bassezze cosa fosse ottimo per me, lo colpisco con un dardo al curaro dicendogli "Mi sa invece che il numero da paura te lo sei perso tu, per tua fortuna, perché dopo due minuti che avete transumato verso la stalla del Costa, al wine bar è entrata la Emy, che se entrava due minuti prima e vi vedeva tutti a sbavare su quella merda di donna, te compreso, forse non avrebbe pensato che sì, che sei veramente l'uomo della sua vita" e sorseggio il caffè con un sorriso interiore, perché ho fatto scacco matto in una mossa.

"La Emy?". E la domanda è la più idiota del mondo. Cosa si può rispondere a una domanda così?
"E cosa ci faceva la Emy là?" incalza con una maschera di grigio sale foggiata a piega amara della tragedia.
"Tu non ci crederai, sono rimasto di sasso e incredulo anche io" incalzo perfido "ma era entrata a prendersi le sigarette. Pazzesco no?" e sorseggio guardandoli con l'occhio di Belzebù.
Ma ecco che arriva in aiuto quel fine pensatore, quell'esteta, quel filologo del Costa.
"Minghiaoh svegliati bello" esordisce spingendo la spalla dell'amico "quella è venuta là a fare la cosa delle cose per avere la scusa che ti incontrava minghia ma dove ciai il cervell?"
Ci metto un pochettino a realizzare, ma quando realizzo capisco che il Costa sta aprendo gli occhi al Loca e gli sta dicendo che la Emy gli va dietro. Mi si attorciglia la milza, ma lascio fare. Anzi coadiuvo satanicamente.
"Beh Loca" dico con aria serena "in fin dei conti può avere ragione il Costa, i rapporti non si stanno addolcendo? E poi pensa anche a un'altra cosa: a lei il wine bar non è mai piaciuto, ma sa che tu fai parte dell'arredamento, vorrà dire qualcosa, no?"

"Minghiaaaaaaaaaaa sentiatTà eddai goglione" schiamazza il Costa precipitandosi a pizzicargli il pacco all'urlo di "lo vogliamo oliare 'stu sventrapapere, lo vogliamo oliare eh? Eh?" e ride come il testicolo adorabile che è, mentre l'altro lo serra al collo mandandolo affanculo e dicendo di mollare la presa e poi si alzano ed il Loca dice con malcelata soddisfazione "Mah… forse…" e il Costa che mima la monta alla pecora urlando "Ecchiamala minghia che quella è cotta guagliò" e si allontanano ghignando, che bel team di professionisti, che gran persone, che orgoglio.

Eh già, la Emy è cotta a puntino, basta che il Loca alzi un dito e tac.
E tac che glielo recide.
Quando torno da Londra la chiamo, la Emy.
Perchè una cosa è certa: non si dà il numero di cellulare a uno se non si vuol essere chiamate.
Con la emme.
Ma forse anche con la vù.

mercoledì 26 settembre 2012

Le stategiche manovre di riavvicinamento di quel mago del Loca

Pomeriggio proficuo, quello di ieri. Prenotato tutto, domani sono a Londra, albergo e volo, ritorno boh.
Poi cena alla Solita, la Marghe Marghera culata come sempre, culata oversize, culata paradise, che mi si intosta il pistone martello pensandola nuda e alla pecora. I soliti pensieri che mi vengono alla Solita, mangiando il solito.
Poi raggiungo il wine bar dove trovo quel manipolo di ominidi a cui passo lo stipendio mensile che si sollazzano con la Sognasugna, poiché se è pur vero che i rapporti con la Siusy si sono congelati, quelli con la Sognasugna rimangono belli vivaci. E così mi unisco al tavolo spermatozoicovulazionale e offro un giro.
Attori: Costa, Loca, Zack, Max, il Sa-arti e la regina della samba canarina. Livello della conversazione a meno sette, drammatico, la porca fa la porca ad ogni occasione e i montoni scalpitano e insufflano ormoni e sudore inguinale, grugnendo parole senza senso.

Alle undici, dopo abbondante bevigione interrotta da sporadica spinellagione, scatta la fase operativa del piano X21-Mount e come un sol uomo tutti si alzano, direzione casa del Costa, regola di ingaggio fottere in gruppo la bella maialera.
Oh Taz, dai cazzo, ci sta, che la facciamo, cazzo Taz dai, dai cazzo Taz, dai Tazzo caz, daz Cai Taz e mi avete rotto i coglioni, non ci vengo per una somma estesa di ragioni, prima tra tutte perché la bisteccona mi sta sul cazzo in maniera insopportabile e poi voi nudi coi vostri insulsi cazzetti mi deprimete, fanculo Taz, fanculo voi, chiavatevela e non infastiditemi la genitalia.

E così il set porno di quarta categoria parte e va, con la bella letamaiera che schiamazza risate attorniata dai verri in calore e io rimango a leggermi Repubblica sorseggiando in pace sublime un bel bicchiere di Chardo. Che meraviglia.
La Malika mi fa gli occhi e i sorrisi da dietro al banco e io rispondo facendole gli occhi e i sorrisi e mi sa che va a finire che una botta gliela dò perché é tanto carina e bellina e chissà come saranno i suoi piedini e mentre sento Mastro Rampazzo che sostiene entusiasta i miei progetti, entra dentro una stanga di bionda alta tre metri, capelli corti, vestito champagne al ginocchio, coprispalla di makramè color corda e due sandali fottimifottimi da prima pagina sul Carlino di oggi. Compra le sigarette, poi si gira e mi guarda con un sorriso Colgate anni settanta e mi alzo e ci baciamo sulle guance, ma guardati sei splendida, anche tu, ha-ha-ha, come stai?, bene e tu?, sto benone, dai siediti che ci facciamo un bicchiere, sì ma sto pochissimo che domattina devo essere in piedi all'alba, va benissimo, prego.

La Emy. Sì la Emy ex morosa del Loca, in ex odore di matrimonio, la Emy che faceva i festini, ma rimanendo sul suo, cioè chiavandosi solo il Loca, la Emy che pare che il terremoto abbia contribuito ad un riavvicinamento col Loca, la Emy che quando viene citata tutti giungono le mani e alzano, devoti, gli occhi al cielo come se si parlasse di Bernadetta Soubirous o direttamente dell'Immacolata Beata Vergine Maria Santissima Dal Ciel Mandata. Perchè la Emy è una figona cosmica, va detto, sottoscritto, ribadito e inciso nella roccia.
E' veramente un tronco di gnocca mai visto.

E chiacchieriamo. Di tutto. Persino del Loca affair e mi sorprende l'apprendere che la Mistica Emy manco per la capocchia di cazzo del formichino pensa di rimettersi con lui e, anzi, è pure parecchio contenta della sua singletudine e allora io, mentre lei parla, penso a quel branco di dissociati che, invece, favoleggiano riavvicinamenti che sulle medie distanze porteranno a un rinsaldamento e mi dico che l'uomo maschio è davvero un coglione miope, ipermetrope, diplopico, strabico e presbite.
Poi parliamo di lavoro, di famiglia, anche di politica e poi lei mi dice "Taz non sai quanto mi dispiace, ma devo andare che domattina alle nove devo essere a Bologna" e io mi alzo con lei e poi lei si ferma e mi dice "Ce l'hai il mio numero di cellulare?" e io rispondo di  no, che non sta bene avere i numeri di cellulare delle morose degli altri, lei mi dice scemo ridendo e comincia a dettarmelo e io scrivo diligente e poi lei mi dice telefonami subito che così c'ho il tuo e io eseguo, ma che bel quadretto di amici carissimi, che figa da ischemia, anche una sua narice è sensuale.

Poi lei va, io pago, flirto con gli occhi con la Malika e esco, esco pensando se solo solo la Emy fosse entrata un dieci minuti prima quanto sarebbe stata orgogliosa di quel tavolinetto di amici e come si sarebbe precipitata a salutare la Sognasugna, così vicina come stile e classe e bellezza a lei e se fosse solo entrata quel dieci minuti prima, la manovra di riavvicinamento col Loca, seppur in palese dirittura d'arrivo, avrebbe subito un'accelerazione decisa, credo, no?
Ma che rincoglioniti.