Mi ha chiamato la Signorina Sfittinzia De Squinzis. Tutto bene, tutto
ok, domani è libera, il d.c. è impegnato, sale sul volo delle tredici e trenta
e poi arriva a Torino, contratta, briga e fa e venerdì mattina riparte per
tornare a casa.
Oh là. Ecco una bella notizia. Più d’una, in verità: torna a casa con
un lavoro. Non male.
Stasera, assieme all’altra cerbiatta, vanno non mi ricordo dove e si
ubriacano. Progetto stimabile, condivisibile, non privo delle consuete tinte
saffiche che non mi sottraggo dall’esporre, sortendo una risata e portandomi a
casa il titolo di porco. Che male non mi fa.
Mi sento ancora ammorbato dalla Casa e la Sfittinzia è il mio antidoto,
il mio siero antiofidico, la mia fiala di Narcan. Presto sarà venerdì e tutto
tornerà ad essere piacevolmente ibrido, a metà tra i brividi della
sperimentazione e la vita serena ed erbacea dell’Hippie Hollow emiliano.
Non male eh, non male.
Anzi.
Gran bene, direi.
Nessun commento:
Posta un commento