Bonjour e che bello dirlo a) alle undici del mattino b) dal luogo in cui buongiorno lo si dice veramente così.
Holga è uscita e ha lasciato un biglietto sul tavolo, dove in inglese mi chiede se si pranza assieme verso le tredici in un bistrot qui vicino e poi in flinlandese aggiunge una frase che manco mi metto a tradurla, ma non credo sia un offesa perchè finisce col faccino sorridente.
Gliene chiederò conto più tardi.
Mi sento riposato, sollevato, arioso, energetico, positivo, immotivatamente ottimista, probabilmente creativo, sessualmente soddisfatto e quest'ultimo aspetto mi preoccupa e destabilizza, mi spiazza e mi incuriosisce.
Mi piace sedere a casa di chissà chi, nudo, a scrivere un post attraverso il suo wifi. Mi piace considerare che, a questo punto della novella, mi trovo dinnanzi ad una rosa di possibilità relative ai futuri giorni, nessuna delle quali contiene la parola "obbligo" e nessuna delle quali è spiacevole.
Vado elencandole.
Ipotesi uno
Rimango qui a Parigi bello sciallo e non faccio un cazzo sino al giorno della settimana prossima in cui la Holga si sposterà in Belgio per un servizio fotografico di due giorni. Al suo ritorno, si vedrà
Ipotesi due
Rimango qui a Parigi bello sciallo e non faccio un cazzo sino al giorno della settimana prossima in cui la Holga si sposterà in Belgio per un servizio fotografico di due giorni e la seguirò là, che non sono mai stato in Belgio. Al ritorno, si vedrà.
Ipotesi tre
Rimango qui a Parigi bello sciallo blah blah e quando la Holga va in Belgio io prendo l'aereo e vado a Bordeaux e poi affitto una macchina e vado a trovare il Ruggi nel suo bel B&B.
Ipotesi quattro
Parigi sciallo, poi aereo e casa, valigia estiva, biglietto e partenza per una solitaria canarina a Maspalomas.
Ipotesi cinque
Parigi sciallo, Holga Belgio, Holga torna, aereo, casa, valigia leggera, Canarie together.
E poi mi distraggo e penso ad altro, perchè non è così importante la programmazione, ma è importante la chance.
Riguardo le foto che le ho fatto stanotte e mi scappello e incappello, eccitato.
E' davvero bellissima.
Me la merito tutta, sì.
Sì?
Pagine
mercoledì 20 febbraio 2013
martedì 19 febbraio 2013
Au jardìn d'Edgar
La Finny è desaparecida stamattina presto, che c'aveva un casting. Non so per cosa, nè lei me l'ha detto, nè io gliel'ho chiesto. Mi sono limitato a cazzeggiare da turista e poi sono rientrato, poi ho dormito, poi ho navigato, poi ho risposto al telefono, dopo giorni.
E ho risposto a quel che m'è stato chiesto, con la sincerità che mi contraddistingue e che tanti sperano che, invece, non mi contraddistinguesse affatto.
"Quando torni?"
"Non lo so"
"Ma torni?"
"Non lo so"
"Almeno non è un 'no'"
"Mi faccio vivo io, non ti preoccupare"
Poi, verso le diciassette, la Finny è rientrata.
Mi ha regalato un mazzetto di gerberine bianche, molto grazioso.
"Te l'ho comperato in quella serra che mi dicevi che ti piace tanto, quella in Rue de la Cité, prima di entrare nell'Île".
Oh, certo! Au jardìn d'Edgar! Sì!
L'ho abbracciata e baciata, un pensiero davvero fresco e commovente.
"Com'è andato il casting?"
Spallucce.
"Stasera andiamo a mangiare schifezze da Lionel" e lei sorride.
Va matta per la quiche di Lionel.
La quiche lionelle de la FunnyFinny, con gli accenti sulle 'i'.
Riesco a farla ridere. Sono orgoglioso.
Poi mi faccio la doccia con lei e la insapono lentamente.
"Perchè sei così buono con me?"
Non rispondo, lei non chiede più.
E si lascia insaponare piano.
Che belle gerberine.
Le adoro.
E ho risposto a quel che m'è stato chiesto, con la sincerità che mi contraddistingue e che tanti sperano che, invece, non mi contraddistinguesse affatto.
"Quando torni?"
"Non lo so"
"Ma torni?"
"Non lo so"
"Almeno non è un 'no'"
"Mi faccio vivo io, non ti preoccupare"
Poi, verso le diciassette, la Finny è rientrata.
Mi ha regalato un mazzetto di gerberine bianche, molto grazioso.
"Te l'ho comperato in quella serra che mi dicevi che ti piace tanto, quella in Rue de la Cité, prima di entrare nell'Île".
Oh, certo! Au jardìn d'Edgar! Sì!
L'ho abbracciata e baciata, un pensiero davvero fresco e commovente.
"Com'è andato il casting?"
Spallucce.
"Stasera andiamo a mangiare schifezze da Lionel" e lei sorride.
Va matta per la quiche di Lionel.
La quiche lionelle de la FunnyFinny, con gli accenti sulle 'i'.
Riesco a farla ridere. Sono orgoglioso.
Poi mi faccio la doccia con lei e la insapono lentamente.
"Perchè sei così buono con me?"
Non rispondo, lei non chiede più.
E si lascia insaponare piano.
Che belle gerberine.
Le adoro.
lunedì 18 febbraio 2013
Funny Finny
Che bel pomeriggio di sole. Non fa neanche freddo. Siamo stati a pranzare al quartiere latino qui di dietro e abbiamo mangiato all'aperto, che si stava bene.Poi abbiamo fatto due passi, le ho comperato un maglioncino che le piaceva tanto e che costava poco e poi siamo rientrati.
L'appartamento è proprio bello, dà direttamente su Boulevard Saint-Germain e si vede di sotto il brulichio di classe della Parigi bene. Mica siamo alle Banlieau, eh.
Mi chiedo che cazzo farà nella vita il tizio che possiede questa casa e allora interrogo Finny, che in mutandine verdi a vita bassa sta stesa di pancia sul letto a leggere un libro in finlandese.
E, ovviamente, Finny non ne ha la più pallida idea e questo mi strappa una risata alla quale lei risponde con un candido sorriso.
Mi informo se siamo certi che non arrivi da un momento all'altro e lei mi risponde che costui l'ha lasciata dicendo che si sarebbero rivisti a metà marzo.
Merci.
"Ma quanti anni ha?" le chiedo.
Fa spallucce e dice "Sessanta, credo, non so." e a me torna da ridere e lei sorride delicata, di nuovo.
Che fortuna fare fatica a condurre una conversazione estesa, che fortuna.
Finny ha delle tette monumentali, sia per il marmo in cui sono ricavate, sia per la bellezza scultorea della loro forma generosa. E' una ragazza spettacolare, davvero, una delle più belle ragazze che io abbia mai visto in vita mia. La bellezza in termini assoluti, che sì ti fa tirare la minchia, ma soprattutto ti fa rimanere a bocca aperta, come davanti a un'opera d'arte.
Ha una passerina piatta, dalle labbra appena pronunciate, sottili e sul pube lascia crescere una spruzzatina di peli biondi che sono davvero deliziosi.
Si trucca nulla, non usa smalti, com'è è e devo dire che è proprio un bell'essere, il suo.
Vent'anni, santa madre Russia.
Non ho idea da quanto sia a Parigi, non gliel'ho chiesto e credo che mai glielo chiederò. D'altra parte lei a me ha chiesto qualcosa? No. E allora par condicio sia.
Guardo fuori dalla finestra il sole che scende ed è tutto così chic, così di classe, così caldo e confortevole.
Mi rendo conto dell'anomalia che si è materializzata, intendiamoci, mica sono scemo. Solo che adesso non ho cazzi di fare analisi forensiche sull'anomalia, adesso voglio solo essere condotto dall'istinto e godere dell'impagabile compagnia di questa figliola fatata, rassicurante e per nulla ingombrante.
Mi stendo sul letto di fianco a lei e lei chiude il libro e mi bacia. Mi bacia e mi guarda e mi dice che sono bellissimo e le piaccio tantissimo.
Ricambio dicendole la stessa cosa, cioè la verità: è bellissima e mi piace tantissimo.
Poi ci appallottoliamo e cominciamo a scopare e la bella fatina diviene cattiva, istintiva, vuole sentire male, si trasfigura e io la sbatto, la inculo, la violento, la torco e la schieno, le schiaffeggio i seni fino a farli diventare rossi e sbatto come un violentatore e lei gode, rossa in viso, ansimando, ringhiando e poi viene.
E restiamo così, odorosi l'uno dell'altra, per quanto Finny anche se lurida non puzza, è inodore, sa di pelle, di fica, ma nulla più.
Scivoliamo sotto il piumone e andiamo verso la sera e io non so dove ceneremo, quando, cosa, non so niente.
E nemmeno lei, ma mi bacia i capezzoli e mi accarezza lieve come una farfallina bianca e bionda.
L'anomalia c'è, si capisce, lo so. Non rispondo al telefono da giorni, limitandomi a mandare text rassicuranti sul fatto che non sono morto, ma semplicemente molto impegnato, che è vero. Sono impegnatissimo a scomparire non so dove con non so chi, ma capisco che la cosa è imprescindibile ed inarrestabile.
Le annuso i capelli che sanno di buono.
"Sei mai stata alle Canarie?" le chiedo, spiegandole bene che sono isole e poi lei dice "ahhhh" e mi risponde di no.
E io mi vedo con Finny dietro a dei muretti di pietre a prendere il sole nudi sotto il vento sferzante, senza dire nulla per ore, per giorni.
E il pensiero mi tenta.
Ma al momento non ho tempo per affrontare l'anomalia.
C'è un momento, un preciso momento apparentemente imbarazzante tra un uomo e una donna che scopano con assiduità, ma in realtà è un momento importante, fondamentale sotto un profilo umano, personale.
E' il momento in cui si fa la cacca nel bagno e l'altro entra dopo di te. Si è imbarazzati come se l'altro non avesse mai sentito l'odore della cacca, o non la facesse.
Quando due persone conoscono l'odore ciascuno della cacca di quell'altro, sono a un livello di intimità molto avanzato, molto importante.
Io conosco l'odore della sua cacca e lei quello della mia.
Siamo immotivatamente intimi.
Ma lo siamo molto.
E ora vestiamoci, andiamo a far due passi e a bere un Pinot de Charente da Flore.
E poi si vedrà.
"Kiss me, Finny" le dico e lei ride e dice "Stop with that, my name is Holga, not that funny Finny!" e ride da sola del gioco di parole.
Funny Skinny Finny, aka Holga.
Il Pinot chiama, Holga, dobbiamo rispondere.
"Yeah" mi dice scivolando fuori dal letto nella sua immacolata nudità assoluta.
E naufragar m'è dolce in questo guaio.
Limbo
E guardo Finny la straultrafiga finlandese di vent'anni che dorme nuda nel suo letto e c'ha un culo che merita la sega che, lento, mi sto facendo. Che poi "suo letto" è tutto un dire, perchè Finny vive qui che è la casa del soggetto che la chiava in cambio di ospitalità e che, al momento, è in giro per il mondo. D'altra parte, per permettersi un appartamento a Saint Germain Des Pres ci vuole un'entrata leggermente superiore a quella da modella saltuaria che Finny si porta, saltuariamente, a casa.
Ma che cazzo ci fai tu, Tazio, a Parigi a letto con una finlandese straultrafiga di vent'anni che fa la modella? Dai chiedetemelo.
Ci faccio che qualche giorno fa il mio amico torinese, già Mentore della Skiz, mi chiama per chiedermi se gli faccio l'one-man-band per la produzione di uno spot a basso costo qui a Parigi ed io ho detto di sì. Tempo di girato un giorno e Finny è la modella/attrice che doveva uscire da un barcone sulla Senna con addosso solo una camicia, che era l'oggetto dello spot. Poi le ho offerto la cena, ci siamo scolati una bottiglia di Chablis e ci siamo messi a chiavare e devo dire che è stato proprio un bell'investimento, perchè Finny è molto molto figa e anche molto molto porca.
E poi ha un pregio incredibile: non parla francese e parla poco e male l'inglese. Parla bene il finlandese, che fortunatamente è una lingua che io ignoro.
Per cui, per fare serata, ma anche mattinata o pomeriggiata, l'unica è chiavare e Finny pare essere sempre pronta a farselo infilare in un buco qualsiasi.
E così venerdì abbiamo girato, fine dell'avventura, ma io sono rimasto qui e non sono tornato a Londra e lei mi ospita nella cosa in cui, a sua volta, è ospitata in cambio della figa.
Motivo del mio permanere? Sicuramente il corpo perfetto di Finny gioca un ruolo essenziale, sicuramente la coppia di fatto che siamo diventati, senza alcun razionale motivo ha pure il suo ruolo, sicuramente il fatto che basti ordinare perchè lei esegua la qualunque ha il suo fascino, sicuramente ha dei bellissimi piedi che usa magistralmente e di sua spontanea volontà, ma sopra ognuna di queste delizie del corpo, la ragione forse più determinante è che avevo (ed ho) bisogno di vacanza cerebrale.
Per cui mi godo Parigi, che amo da sempre, portandomi dietro una sleppa di figa di vent'anni alta un metro e ottantasei che parla poco, che si accontenta di essere sfamata e chiavata brutalmente (perchè le piace il sesso violento) in attesa che salti fuori il prossimo lavoretto che le metta in tasca qualche soldino.
Commerciali, servizi fotografici, porno, marchette, qualsiasi cosa.
Perchè Finny non pare mettersi di traverso nei confronti della vita e ciò è molto rilassante.
Sabato pomeriggio, durante una passeggiata senza meta, siamo entrati in un piccolissima chiesetta che non saprei nemmeno ritrovare. Vuota, sacrale, silenziosa, fredda gelata. Le ho confessato, non senza fatica linguistica, che una delle mie fantasie sessuali è vedere una donna nuda che cammina lungo la navata principale di una chiesa. Mi ha guardato coi suoi laghi finnici e poi si è tolta tutti i vestiti e si è fatta la passeggiata dei miei sogni. Rapida, preoccupata, bellissima. L'ho infinitamente fotografata col telefonino e serberò questo regalo con una gelosia sacra.
Poi siamo andati da Flore a prendere un caffè e dopo un lungo silenzio mi ha detto, alla buona, che le era piaciuto camminare nuda nella chiesa e che se voglio, lo rifarà.
"Ti faresti anche scopare?" chiedo.
"Se tu vuoi scoparmi sì".
Siamo un'immotivata coppia di fatto, irrazionale, sconclusionata, perduta nel limbo di chissà cosa.
Oggi è lunedì.
Non ho la più pallida idea di cosa faremo, io e Finny.
E questo mi entusiasma moltissimo.
Ora scivolo a letto e glielo metto nel culo che c'ho una voglia bestiale.
Alla prossima, amici.
Ma che cazzo ci fai tu, Tazio, a Parigi a letto con una finlandese straultrafiga di vent'anni che fa la modella? Dai chiedetemelo.
Ci faccio che qualche giorno fa il mio amico torinese, già Mentore della Skiz, mi chiama per chiedermi se gli faccio l'one-man-band per la produzione di uno spot a basso costo qui a Parigi ed io ho detto di sì. Tempo di girato un giorno e Finny è la modella/attrice che doveva uscire da un barcone sulla Senna con addosso solo una camicia, che era l'oggetto dello spot. Poi le ho offerto la cena, ci siamo scolati una bottiglia di Chablis e ci siamo messi a chiavare e devo dire che è stato proprio un bell'investimento, perchè Finny è molto molto figa e anche molto molto porca.
E poi ha un pregio incredibile: non parla francese e parla poco e male l'inglese. Parla bene il finlandese, che fortunatamente è una lingua che io ignoro.
Per cui, per fare serata, ma anche mattinata o pomeriggiata, l'unica è chiavare e Finny pare essere sempre pronta a farselo infilare in un buco qualsiasi.
E così venerdì abbiamo girato, fine dell'avventura, ma io sono rimasto qui e non sono tornato a Londra e lei mi ospita nella cosa in cui, a sua volta, è ospitata in cambio della figa.
Motivo del mio permanere? Sicuramente il corpo perfetto di Finny gioca un ruolo essenziale, sicuramente la coppia di fatto che siamo diventati, senza alcun razionale motivo ha pure il suo ruolo, sicuramente il fatto che basti ordinare perchè lei esegua la qualunque ha il suo fascino, sicuramente ha dei bellissimi piedi che usa magistralmente e di sua spontanea volontà, ma sopra ognuna di queste delizie del corpo, la ragione forse più determinante è che avevo (ed ho) bisogno di vacanza cerebrale.
Per cui mi godo Parigi, che amo da sempre, portandomi dietro una sleppa di figa di vent'anni alta un metro e ottantasei che parla poco, che si accontenta di essere sfamata e chiavata brutalmente (perchè le piace il sesso violento) in attesa che salti fuori il prossimo lavoretto che le metta in tasca qualche soldino.
Commerciali, servizi fotografici, porno, marchette, qualsiasi cosa.
Perchè Finny non pare mettersi di traverso nei confronti della vita e ciò è molto rilassante.
Sabato pomeriggio, durante una passeggiata senza meta, siamo entrati in un piccolissima chiesetta che non saprei nemmeno ritrovare. Vuota, sacrale, silenziosa, fredda gelata. Le ho confessato, non senza fatica linguistica, che una delle mie fantasie sessuali è vedere una donna nuda che cammina lungo la navata principale di una chiesa. Mi ha guardato coi suoi laghi finnici e poi si è tolta tutti i vestiti e si è fatta la passeggiata dei miei sogni. Rapida, preoccupata, bellissima. L'ho infinitamente fotografata col telefonino e serberò questo regalo con una gelosia sacra.
Poi siamo andati da Flore a prendere un caffè e dopo un lungo silenzio mi ha detto, alla buona, che le era piaciuto camminare nuda nella chiesa e che se voglio, lo rifarà.
"Ti faresti anche scopare?" chiedo.
"Se tu vuoi scoparmi sì".
Siamo un'immotivata coppia di fatto, irrazionale, sconclusionata, perduta nel limbo di chissà cosa.
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Ora scivolo a letto e glielo metto nel culo che c'ho una voglia bestiale.
Alla prossima, amici.
mercoledì 13 febbraio 2013
Ma che bella festicciola
Ma che bella festicciola, mi sa che non ce la perdiamo... :D
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PisSoir - On Friday, February 22nd 2013
* FREE DRINKS !!!
* MALES, FEMALES, TV/TS
* STRAIGHT, GAY, BISEXUAL
* FULL-ON PLAY ORGY
* WET ROOM
* RESIDENT DOMINATRIX
* FEMALE STEWARDS
* GREAT MUSIC
* OPEN-MINDED, INTELLIGENT CROWD
This adult sex party is for PISS and WATERSPORTS fetishists. You may be 'giving' or 'receiving' (or both). You may be Male or Female, Single or a Couple, TV/TG/TS or Gender-Fluid, Straight, Bi or Gay... Everybody is welcome!
If you are looking for respectful, free-spirited, open-minded, sexually intelligent piss & watersports play-mates then this is the party for you!This adult sex party is for bi-sexual or bi-curious kinky fetishists another bizarre event with the same open-minded and creative approach to sex as a base line.
PisSoir is explicitly for bi-sexual males and females as well as TV/TG/TS or gender-fluid people and those of any other gender-identity. We welcome single males and single females as well as couples and poly-groups of any configuration.
This party is a full-on sex orgy. M/M, F/F, M/M/F, F/F/M etc. activity is explicitly welcome!
We welcome experienced players as well as newbies and those of you who are bi-curious and like to experience your fantasies in real life, in a safe, sane and sexy environment.
If you are looking for respectful, free-spirited, open-minded, sexually intelligent bi-sexual play-mates then this is the party for you!
READ REVIEWS & FEEDBACK HERE: http:// www.bizarre-events.com/ #!reviews/c2xz
TICKETS
Tickets and memberships will be sold on the DOOR ONLY for this event. Membership IS REQUIRED because these are exclusively PRIVATE events. We have tried to make the prices as fair as possible for everyone, no matter whether you are male, female or 'anything' else.
========================== ========================
PLEASE RSVP HERE : http:// www.bizarre-events.com/ #!pissoir/c5tz
========================== ========================
THE VENUE
The Flying Dutchman, 156 Wells Way, SE5 7SY London. Our 110 sqm venue consists of an immaculately clean, exquisitely well appointed (heated & airconditioned) BDSM themed play-space. We set the mood with dimmed lights and exciting, creative music.
Rooms & Facilities
* Large BDSM / Play Room / Social Space, 2 sofas
* Boudoir / Dark Room with a large bed and 2 sofas
* Wet Room / Shower for piss play (and to clean up afterwards)
* Cloakroom area (secure, staffed)
* Changing area (unisex)
* Fridge (if you want to bring your own drinks)
* Fresh Towels & Toiletries
* Free condoms and lube
Features & Furniture
* Slings
* Swing
* Fisting Chair
* St Andrews Cross
* Whipping Bench
* Steel Cage
* Medical Bed
* Suspension Points
There are photographs of our venue on our website: http:// www.bizarre-events.com/ #!pissoir/c5tz
WHO SHOULD GO
All of our adult parties are explicitly Pan-Sexual. Everyone is welcome! That means that literally anyone is genuinely welcome, whether you are straight, bi, gay, male, fermale, transgender, transsexual, a crossdresser or a voyeur.
Single males, single females, couples (MM, MF, FF) are all welcome. Anything goes... The only thing that matters is that you are open-minded, respectful and very, very sexual.
FREE DRINKS
There will be a limited amount of drinks available (soft drinks, beer & wine). But please do bring your own favourite drinks as well if you like. Glasses will be provided and there is a fridge.
FREE CLOAKROOM
We have a staffed, secure cloakroom where you can check in your clothes and belongings. Our cloakroom is free of charge.
FEMALE STEWARDS
Our events are always supervised by female Stewards / DMs who are available to answer any questions you might have, and to make sure everyone has a good time. They are also responsible to enforce our Event & Club Rules.
RESIDENT DOMINATRIX
Angel Pain is an exceptionally beautiful, demanding, controlling and intimidating Domme. Her celestial appearance pays tribute to Her name, but make no mistake, She is one of the cruelest sadists when called upon (or crossed).
She may, at her discretion and solely for her own personal pleasure, decide to dispense Her purifying corporal punishment and humiliation to those yet uninitiated. Or perhaps you are already experienced but yet uncorrected..?
SIA LICENCED SECURITY
All of our events are protected by SIA licenced door & security staff.
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PLEASE RSVP HERE : http:// www.bizarre-events.com/ #!pissoir/c5tz
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Lots of Love,
Nina & Aidan xXx
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BiZarre Events - London's Most Extreme Fetish Sex Parties!
Web: http:// www.bizarre-events.com/
Email: http:// bizarreeventslondon@gmail.c om
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PisSoir - On Friday, February 22nd 2013
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THE VENUE
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Features & Furniture
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Piccole considerazioni reloaded
Non per essere il bastardo che so essere alla perfezione, ma agevolato da questa giornata di solitudine casalinga dovuta ad un turno della Skiz e al lavoro vero della Sheera, ho provato a prendere tutti gli elementi che stanno sul tavolo e a mischiarli, con la tecnica del mix and match tanto cara ai pubblicitari.
Calendario alla mano, ripercorro il breve periodo, notando che il 2 e 3 febbraio ero a Manchester a dare la lieta novella del mutato asset societario.
Poi scorro ancora il medesimo e mi rendo conto che il 5 febbraio la Skiz viene "licenziata" e che appena il 6 rientra a Londra, intridendosi di disoccupazione appena attutita da quest'impieghetto studentesco facile da ottenere per chiunque.
Ecco, questo pomeriggio mi sento di ritoccare le considerazioni mattutine.
Non è una deadline, una linea temporale, quella che intendo pormi, no.
E' un budget in danaro.
Un budget oltre il quale nessuna deroga è ammessa.
Un budget oltre il quale, se il Tazio e la Skiz non avranno un lavoro e un autonomo sostentamento, si chiude.
Anzi, io chiudo. Chiudo i cordoni della borsa.
Seguitemi un momento.
Se la Skiz fosse rimasta a Manchester, impegnandosi e facendosi sistemare da qualche parte come account in quella agenzia di prestigio interplanetario, che scenario si sarebbe configurato? Innanzitutto uno stipendio coi controcazzi, che non mi pare dettaglio da sottovalutare. Secondariamente un approfondimento nel tessuto d'alto livello di questo mestiere merdoso. Insomma, dei bei passoni in avanti.
Il Tazietti, di suo, a quel punto, avrebbe anche potuto accettare (è un esempio) un bel lavoro termporaneo a Milano, Parigi, Madrid, Dresda, Berlino e persino a Brisighella. Tazio lavora, Chiara lavora, tutto si paga, si è in binario. Ma così?
Così il Tazietti, qualsiasi cosa gli capiti, la può prendere, ma deve continuare a cacciare le ghinee per mantenere la costosissima Londra, a prescindere se egli vi alberghi o meno.
Per cui, ecco che parliamo di budget.
Mica un budget da fame, intendiamoci. Ho deciso una somma importante. Molto importante, ma che se non si fa nulla per contenerla, potrebbe finire diciamo in due mesi? Uno e mezzo? Ma anche meno se ci mettiamo una vacanzina che mi meriterei, eccome se me la meriterei.
Sì, perchè io il budget lo fisso, ma mica lo risparmio eh. Assolutamente no.
Per cui portiamo a livello di tensione di rottura un eventuale ragionamento, magari fatto con ottima fede, non mi permetterei di dubitarne MAI, ma pur sempre un ragionamento errato che contiene una distorta concezione di rete di protezione usabile non per la protezione, ma come materasso.
E io non sono una rete di protezione da usarsi come materasso.
Per cui, budget.
Lei non è mica una cinciallegra che si svaga, intendiamoci. Fa, briga, telefona, spedisce. Sì, sì.
Ma alla fine, nella vita, quel che conta è il risultato.
Vuoi fare l'art? Benissimo, trovati da fare l'art e fatti pagare come un vero art.
Non trovi? Non chiedermi deroghe, dilazioni, comprensione o altro. Il lavoro ce l'avevi e te lo sei bruciato. Per cui, risolvi.
E adesso un bel caffettino di moka.
Calendario alla mano, ripercorro il breve periodo, notando che il 2 e 3 febbraio ero a Manchester a dare la lieta novella del mutato asset societario.
Poi scorro ancora il medesimo e mi rendo conto che il 5 febbraio la Skiz viene "licenziata" e che appena il 6 rientra a Londra, intridendosi di disoccupazione appena attutita da quest'impieghetto studentesco facile da ottenere per chiunque.
Ecco, questo pomeriggio mi sento di ritoccare le considerazioni mattutine.
Non è una deadline, una linea temporale, quella che intendo pormi, no.
E' un budget in danaro.
Un budget oltre il quale nessuna deroga è ammessa.
Un budget oltre il quale, se il Tazio e la Skiz non avranno un lavoro e un autonomo sostentamento, si chiude.
Anzi, io chiudo. Chiudo i cordoni della borsa.
Seguitemi un momento.
Se la Skiz fosse rimasta a Manchester, impegnandosi e facendosi sistemare da qualche parte come account in quella agenzia di prestigio interplanetario, che scenario si sarebbe configurato? Innanzitutto uno stipendio coi controcazzi, che non mi pare dettaglio da sottovalutare. Secondariamente un approfondimento nel tessuto d'alto livello di questo mestiere merdoso. Insomma, dei bei passoni in avanti.
Il Tazietti, di suo, a quel punto, avrebbe anche potuto accettare (è un esempio) un bel lavoro termporaneo a Milano, Parigi, Madrid, Dresda, Berlino e persino a Brisighella. Tazio lavora, Chiara lavora, tutto si paga, si è in binario. Ma così?
Così il Tazietti, qualsiasi cosa gli capiti, la può prendere, ma deve continuare a cacciare le ghinee per mantenere la costosissima Londra, a prescindere se egli vi alberghi o meno.
Per cui, ecco che parliamo di budget.
Mica un budget da fame, intendiamoci. Ho deciso una somma importante. Molto importante, ma che se non si fa nulla per contenerla, potrebbe finire diciamo in due mesi? Uno e mezzo? Ma anche meno se ci mettiamo una vacanzina che mi meriterei, eccome se me la meriterei.
Sì, perchè io il budget lo fisso, ma mica lo risparmio eh. Assolutamente no.
Per cui portiamo a livello di tensione di rottura un eventuale ragionamento, magari fatto con ottima fede, non mi permetterei di dubitarne MAI, ma pur sempre un ragionamento errato che contiene una distorta concezione di rete di protezione usabile non per la protezione, ma come materasso.
E io non sono una rete di protezione da usarsi come materasso.
Per cui, budget.
Lei non è mica una cinciallegra che si svaga, intendiamoci. Fa, briga, telefona, spedisce. Sì, sì.
Ma alla fine, nella vita, quel che conta è il risultato.
Vuoi fare l'art? Benissimo, trovati da fare l'art e fatti pagare come un vero art.
Non trovi? Non chiedermi deroghe, dilazioni, comprensione o altro. Il lavoro ce l'avevi e te lo sei bruciato. Per cui, risolvi.
E adesso un bel caffettino di moka.
Scorci di perfezione
Esce dal bagno, nuda, barcolla piegata in avanti, tenendosi sulla porta, sull'armadio, le gambe che si piegano e si intrecciano, gli occhi sbarrati, mi guarda invasata, il capo che oscilla, poi gonfia le guance in un conato di vomito e dalla bocca le esce un fiotto di sangue, rosso, che le cola lungo il mento, il collo, sino al petto, mentre con voce da posseduta dal demonio, la voce di Smeagol, mi dice "Voglio mangiarti il cuore".
Colluttorio rosso, che acquisto.
Colluttorio rosso, che acquisto.
Piccole considerazioni
Noi rappresentiamo la contro tendenza della Londra del business, noi siamo i gamberi che in retromarcia si faranno presto fagocitare da qualche pescione che sputerà le loro ossa da qualche parte.
La Chià è qui da luglio, ha fatto una cosa importante, poi è passata ad un'altra cosa meno importante e, ad oggi, è al prestigioso livello di barista on demand in una nota catena di caffetteria italiana. Non male come rapida discesa, non male. Io, di mio, da proprietario assoluto della mia stimabile agenzia di produzione, sono passato ad essere socio di minoranza con qualche benefit garantito ed ora sono assolutamente un disoccupato come miliardi di altri disoccupati e anche questo non è niente male, no.
D'altronde, ci si deve distinguere in qualche modo, credo.
Diciamo che, al momento, bere i liquami gocciolanti della Londra suburbana, tra droga, alcool e sesso occasionale, ha quel fresco sapore di vacanza che non guasta.
Diciamo anche, però, che non posso commettere l'errore di prosciugarmi il conto, perchè a quel punto non rimarrebbe che il suicidio ed io avrei qualche progettino ancora, prima di morire.
Sicchè, da consumato planner, mi sono dato un orizzonte temporale, superato il quale deve esistere una qualsiasi realtà, british o italiota o di qualsiasi stato, che consenta di rimettere in pista il noioso concetto di: faccio, guadagno, vivo.
Certo, scrivervi da Camden conl cazzo scappellato alle 10:53 del mattino è un privilegio che pochi nella vita possono comprendere.
D'altronde di cose difficili da comprendere ve ne sono diverse.
La Daniela, ad esempio.
Ho totalizzato, con le due di stamattina, duecentosette telefonate a vuoto.
Ora, o la Daniela è il perno dell'economia britannica, cosa che non credo dato che è una fotografa, oppura è ora di dire, con garbo, con pragmatica fermezza, mavaffanculo Daniela. E quindi: mavaffanculo Daniela.
La seconda cosa difficile da comprendere è perchè ci ostiniamo ad abitare in questa costosissima casa. Tra le altre cose, la Sheera pare abbia un'opportunità di lavoro a Liverpool, cosa che credo renderebbe difficile farle fare su e giù, considerati i 460 Km di distanza, per cui in quell'eventualità ci riporteremmo sulle spalle tutto l'affittone pesante. Piccola parentesi: se non me la chiavo prima che parta per Liverpool, sono molto più coglione di quello che sembro. Chiusa parentesi.
La terza cosa difficile da comprendere è come posso trovarmi qualcosa da fare se non me lo cerco.
No, ma questa non è difficile da comprendere, no.
Anzi, è facilissima.
La Chià è qui da luglio, ha fatto una cosa importante, poi è passata ad un'altra cosa meno importante e, ad oggi, è al prestigioso livello di barista on demand in una nota catena di caffetteria italiana. Non male come rapida discesa, non male. Io, di mio, da proprietario assoluto della mia stimabile agenzia di produzione, sono passato ad essere socio di minoranza con qualche benefit garantito ed ora sono assolutamente un disoccupato come miliardi di altri disoccupati e anche questo non è niente male, no.
D'altronde, ci si deve distinguere in qualche modo, credo.
Diciamo che, al momento, bere i liquami gocciolanti della Londra suburbana, tra droga, alcool e sesso occasionale, ha quel fresco sapore di vacanza che non guasta.
Diciamo anche, però, che non posso commettere l'errore di prosciugarmi il conto, perchè a quel punto non rimarrebbe che il suicidio ed io avrei qualche progettino ancora, prima di morire.
Sicchè, da consumato planner, mi sono dato un orizzonte temporale, superato il quale deve esistere una qualsiasi realtà, british o italiota o di qualsiasi stato, che consenta di rimettere in pista il noioso concetto di: faccio, guadagno, vivo.
Certo, scrivervi da Camden conl cazzo scappellato alle 10:53 del mattino è un privilegio che pochi nella vita possono comprendere.
D'altronde di cose difficili da comprendere ve ne sono diverse.
La Daniela, ad esempio.
Ho totalizzato, con le due di stamattina, duecentosette telefonate a vuoto.
Ora, o la Daniela è il perno dell'economia britannica, cosa che non credo dato che è una fotografa, oppura è ora di dire, con garbo, con pragmatica fermezza, mavaffanculo Daniela. E quindi: mavaffanculo Daniela.
La seconda cosa difficile da comprendere è perchè ci ostiniamo ad abitare in questa costosissima casa. Tra le altre cose, la Sheera pare abbia un'opportunità di lavoro a Liverpool, cosa che credo renderebbe difficile farle fare su e giù, considerati i 460 Km di distanza, per cui in quell'eventualità ci riporteremmo sulle spalle tutto l'affittone pesante. Piccola parentesi: se non me la chiavo prima che parta per Liverpool, sono molto più coglione di quello che sembro. Chiusa parentesi.
La terza cosa difficile da comprendere è come posso trovarmi qualcosa da fare se non me lo cerco.
No, ma questa non è difficile da comprendere, no.
Anzi, è facilissima.
Eccessi infernali
Tutto ci dice "Benvenuti all'inferno", a partire dalla musica altissima, rappaccio suburbano, martellante, distorto, poi la bolgia, il carnaio, la gente che urla, sudata, pressata, odore di canna, duemila pusher che strattonano, caldo, umido, caldissimo, le luci, i gruppi dalle facce indemoniate che si uniscono in grida bestiali che non riesco a capire, trascino la Skizza, voglio andare al banco a bere, mani, braccia, corpi, sudati, umidi, due vodke, pago cash, in tasca c'ho solo i soldi e nient'altro, niente anelli, catenine, niente, dò la vodka alla Skiz, tracanniamo, ti piace?, figata!, mi urla a bocca aperta e poi si mette a ballare nei suoi venti centimetri quadrati di spazio e io ordino altre due vodke, cheers, tracannate, poi le tipe strafatte si inerpicano sul bancone, scalze, che qui tutto è viscido e cominciano a ballare tra le urla bestiali degli amici della parrocchia del Sacro Cuore di sicuro, comincia la gara a inzupparle di birra e queste si spogliano e in cinque minuti ce ne sono altre due nude sul banco che ballano, oddio ballano, traballano sarebbe più corretto e sudiamo come maiali e tracanniamo vodka a cannone, poi ci spostiamo, c'è un'altra saletta di là, dove c'è un capannello urlante e capiamo che in mezzo al capannello sta succedendo qualcosa e allora ci accapanelliamo anche noi e tra le fessure del capannello vediamo che un pezzo di manzo di colore lo sta allungando di brutto a una tizia bruttina che gode come una bestia, prendendolo a ritmo di musica, col capannello che incita, che è quasi meglio di andare allo stadio, peccato non avere una prima fila, ma pazienza, poi giriamo un pochino, strusciandoci addosso a quell'umanità bestiale di cui noi facciamo parte in piena regola e con pieni requisiti, la Skizza mi urla ridendo che la palpano a cannone e poi vediamo che là c'è una scala che porta di sotto, scendiamo, mica facile, che ci son due fiumane che transumano una verso il basso e una verso l'alto e di sotto non c'è un cazzo, è l'anticesso, dal puzzo di piscia intenso e un caldo infernale che ricorda una stalla, c'è una tizia appoggiata al muro che si spara una spada nel braccio, chiavandosene di tutto, mentre dentro alle cabine dei cessi qualcuno si fa e qualcuno si incula o si sbocchina, c'è chi sniffa sui bordi dei lavandini, sull'orlo della tazza del cesso, c'è un nero enorme che vende a mulino e a noi viene una voglia bastarda di farci e chiedo alla Skiz cosa vuole provare e lei mi dice la coca e io compro dal nero, poi ci troviamo un lurido millimetro tutto nostro e compiamo la liturgia e ci infariniamo ed è un bel botto, il nerone ce l'ha buona, la Skiz si esalta e torniamo di sopra a ballare, impallati come fanali, balliamo e ci slinguiamo e lei mi dice che ha voglia di chiavare, qui, ora, trova un posto Taz, la tiro, la porto, contro il muro, sbottono la masturbo mi tira fuori l'uccello e la gente è ovunque e tutto si amplifica e la giro e la premo sul muro, sudati come se ci fossimo fatti i gavettoni, le abbasso i jeans quel tanto e glielo infilo nella fica e di fianco c'è un tizia così piena che manco capisce che me la sto chiavando, oppure capisce e non le fa sega e credo per la prima volta in vita mia di averle schizzato di dentro appena ho sentito il caldo del suo buco bagnato, ma nonostante lo schizzo ho continuato a chiavarla finchè non ho sentito che veniva anche lei.
Che serata meravigliosa.
Che serata meravigliosa.
lunedì 11 febbraio 2013
sabato 9 febbraio 2013
Seconda fase della serata in due tempi
Il concetto è assai semplice ed assai comodo, poichè sdogana piccole perversioni deliziose da infliggere e da subire, attraverso l'uso di uno starter kit di strumenti semplici, quali una sedia, una corda di cotone, un Magic Wand e uno scantinato non molto caldo, ai quali potranno aggiungersene altri, a mia discrezione, poichè io adesso devo sostenere la parte del cornuto inferocito che punisce la compagna puttana, abusando di lei.
E la copro di insulti masturbandola col Wand, nuda, legata alla sedia, infliggendole la pena degli orgasmi multipli e la faccio venire dieci, quindici volte, arrossandole e gonfiandole la fica, sputandole in faccia, dicendole che è una troia di merda e lei sostiene gli insulti, narrandomi quanto sia stupendo per lei mettermi le corna, quanto le piacciano i cazzi di perfetti sconosciuti e sbava, godendo, sputandomi addosso, insultandomi e io tra le gambe c'ho il cazzo duro letteralmente viola dalla voglia di incularla e lei sa che tanto più mi farà infuriare tanto più la violenterò con foga e questa parte è sublime, quando si decide il gioco in due tempi, davvero speciale, davvero autoalimentate, una spirale infinita, dosabile, interrompibile e le frusto le cosce con la cintura e lei ringhia dicendomi che a quel parco a prendere i cazzi di Brian e dei suoi amici ci và senza di me e io premo il Wand e lei scoppia nell'ennesimo orgasmo tremando e io la insignisco di onorifici titoli torcendole i capezzoli, mentre scoppia in una pisciata inondante, gonfia in faccia, coi capellini appiccicati e poi grugnisce un "Sfondami il culo, frocio… saprai farlo quello o no?".
Si chiama intesa. Così come nel canto, quando a due voci si improvvisa una canzone nota che narra di cose che non ci riguardano direttamente, anche qui si lecca il sublime recitando parti che non sono esattamente nostre, ma che ci donano un grandissimo piacere. Le entro nel culo in un unico viaggio a secco dalla cappella ai coglioni e lei grida, perchè è doloroso, ma poi diviene piacevole lo sfondamento insensibile, forte, animale, piegata sulla fredda lavatrice, tenendole la testa all'indietro per i capelli, ficcando in quel culo oramai rotto da troia albanese, sbattendo, pompandole fuori dal buco sfondato dei rivoletti di liquido giallo che le macchiano le natiche prima di correre giù per le cosce. E mentre io la inculo come fossi un galeotto che ha perso ogni forma di umanità, lei si vibra la fica col Wand schizzando e prendendo la minchia sino in gola e si va avanti così un bel po', godendo da porci assatanati, compiendo con diligente applicazione la fase due della serata in due tempi.
***
Solo più tardi, molto più tardi, nel cuore della notte, s'è fatto l'amore.
Chiudendo l'armadio degli orrori deliziosi, dandoci tregua e lasciando parlare il cuore.
E, a questo riguardo, lascerò cadere un velo di timida riservatezza.
Londra è ispiratrice, mi piace.
E la copro di insulti masturbandola col Wand, nuda, legata alla sedia, infliggendole la pena degli orgasmi multipli e la faccio venire dieci, quindici volte, arrossandole e gonfiandole la fica, sputandole in faccia, dicendole che è una troia di merda e lei sostiene gli insulti, narrandomi quanto sia stupendo per lei mettermi le corna, quanto le piacciano i cazzi di perfetti sconosciuti e sbava, godendo, sputandomi addosso, insultandomi e io tra le gambe c'ho il cazzo duro letteralmente viola dalla voglia di incularla e lei sa che tanto più mi farà infuriare tanto più la violenterò con foga e questa parte è sublime, quando si decide il gioco in due tempi, davvero speciale, davvero autoalimentate, una spirale infinita, dosabile, interrompibile e le frusto le cosce con la cintura e lei ringhia dicendomi che a quel parco a prendere i cazzi di Brian e dei suoi amici ci và senza di me e io premo il Wand e lei scoppia nell'ennesimo orgasmo tremando e io la insignisco di onorifici titoli torcendole i capezzoli, mentre scoppia in una pisciata inondante, gonfia in faccia, coi capellini appiccicati e poi grugnisce un "Sfondami il culo, frocio… saprai farlo quello o no?".
Si chiama intesa. Così come nel canto, quando a due voci si improvvisa una canzone nota che narra di cose che non ci riguardano direttamente, anche qui si lecca il sublime recitando parti che non sono esattamente nostre, ma che ci donano un grandissimo piacere. Le entro nel culo in un unico viaggio a secco dalla cappella ai coglioni e lei grida, perchè è doloroso, ma poi diviene piacevole lo sfondamento insensibile, forte, animale, piegata sulla fredda lavatrice, tenendole la testa all'indietro per i capelli, ficcando in quel culo oramai rotto da troia albanese, sbattendo, pompandole fuori dal buco sfondato dei rivoletti di liquido giallo che le macchiano le natiche prima di correre giù per le cosce. E mentre io la inculo come fossi un galeotto che ha perso ogni forma di umanità, lei si vibra la fica col Wand schizzando e prendendo la minchia sino in gola e si va avanti così un bel po', godendo da porci assatanati, compiendo con diligente applicazione la fase due della serata in due tempi.
***
Solo più tardi, molto più tardi, nel cuore della notte, s'è fatto l'amore.
Chiudendo l'armadio degli orrori deliziosi, dandoci tregua e lasciando parlare il cuore.
E, a questo riguardo, lascerò cadere un velo di timida riservatezza.
Londra è ispiratrice, mi piace.
Prima fase della serata in due tempi
Che casetta di merda, noi siamo veramente fortunati a stare dove stiamo, ma d'altra parte costa anche una fortuna e poi qui c'è quest'odore di cibo indescrivibile, di pomodoro bruciato, strinato, come si dice da noi e quella lampada lì fa così poca luce che non riuscirò a riprendere niente col telefonino.
Questo Brian è un fascio di muscoli, rasato, tatuato, con un culetto che glielo mangerei, ma Brian è straight, etero, a lui piace la fica e in questo momento gli piace tantissimo la fica della Skizza, che si fa montare come una cagna da Brian che la strafotte, col suo discreto cazzo storto a sinistra, avvolto nel guanto rosa shocking che è quel dettaglio squallido che mi fa impazzire.
Brian fa domande su di me a lei, guardandomi con un sorriso cattivo. "Gli piace guardare eh? Gli piace vedere che ti fai scopare eh?" ansimando, sbattendo nella fica della Skizza che gode come una porca, perchè le piace Brian, muscoloso, giovane, tatuato, depilato, con i piercing ai capezzoli, ruvido nei modi, violento, bulletto suburbano che frequenta certi bar giusto per questo e stasera gli è andata bene, perchè anzichè fottersi la solita tardona col marito impotente che si viene nelle mutande a cazzo mollo, si fotte la mia cagnetta, sua coetanea e mortalmente figa.
Guardo. Cazzo sì, mi piace guardare, mi piace vedere come la Skiz perde il controllo, come a tratti si dimentica che sto lì seduto a guardare e si fa divorare da Brian, godendo infinitamente di questa anomalia dei nostri cervelli che accetta e ricerca e gode di una situazione che terrorizza tutte le coppie e che invece a noi ci manda a mille, perchè a noi piace scopare con altri e guardarci e seminare piccole crudeltà che accendono i sensi, come quando Brian le chiede quanto bisogno avesse di un giovane stallone come lui e lei risponde che aveva tanta voglia di lui che si sarebbe fatta chiavare anche sul bancone del bar e poi mi guardano entrambi luridi e poi lei, sempre guardandomi, gli infila tutta la lingua in bocca e lui accelera e questa crudeltà inflitta è eccitante, questa assenza di confini porta alla vertigine ed è meraviglioso non capire dove finisce il gioco e comincia la realtà, dove questa sorta di role play diventa verità, perchè Brian è uno strumento, ma a tratti diventa proprio una scopata da corna e passione ed è lì che arriva quello spillone nel cervello che dà quel dolore così piacevole, così intenso, così distorto e sublime.
C'ho il cazzo che scoppia nei jeans, ma non voglio segarmi, no, voglio essere il marito che gode a farsi mettere le corna dalla giovanissima moglie troia e la Skiz rivela a Brian di avere sempre voglia di cazzo al punto che certe volte si fa fottere da sconosciuti e mi guarda e Brian diventa un bufalo, pora stella, richiede dettagli di dove la può nuovamente incontrare, che la vuol far chiavare anche dai suoi amici e mi guarda e lei mi guarda e gli sussurra il nome di un piccolo parco e gli dice che spesso lei va lì a cercar maschi e Brian sbatte come un maglio e io adoro questo lurido fraseggio e quell'occhiata demoniaca che la Skiz mi lancia, rossa e sudata, giusto un secondo prima di venire con un urlo che trascina Brian nell'esplosione e poi crollano.
Sudati, abbracciati, odore di ascelle, soffritto, pomodoro bruciato, la Skiz che si alza e dice di andare a pisciare e va a pisciare con la porta aperta e Brian si sfila il goldone pieno di sborra e armeggia con improbabili salviettine imbevute e la cosa incredibile, la cosa buffa e curiosa è che lui è in imbarazzo, non mi guarda, non mi parla, getta solo delle occhiate impazienti verso il cesso in attesa che la sua concubina ritorni, traendolo fuori dall'imbarazzo e dall'impaccio e io non dico una parola e non contraggo un muscolo e lo fisso, pensando cosa potrei fare di veramente cattivo al suo bel culo bianco, ma non incrocio mai, dico mai, i suoi occhi e poi finalmente la Skiz ritorna ed ora è lei a non guardarlo più in faccia, perchè viene diretta da me e mi sale in grembo sussurrando, chiedendomi in italiano se mi sono eccitato e se voglio scoparla davanti a Brian o assieme a lui e io dico di no, che è perfetto così, che non voglio aggiungere nulla, che possiamo andare e le dico che uscirò lasciandola salutare Brian come vuole e lei dice che non gliene frega un cazzo di Brian e comincia a vestirsi e poi usciamo e andiamo, distanti, da Brian, il soffritto, la serata iniziata con quel progetto da casa, ma non ancora finita.
Perchè ora, dopo questa prima fase, c'è la seconda: la punizione.
Questo Brian è un fascio di muscoli, rasato, tatuato, con un culetto che glielo mangerei, ma Brian è straight, etero, a lui piace la fica e in questo momento gli piace tantissimo la fica della Skizza, che si fa montare come una cagna da Brian che la strafotte, col suo discreto cazzo storto a sinistra, avvolto nel guanto rosa shocking che è quel dettaglio squallido che mi fa impazzire.
Brian fa domande su di me a lei, guardandomi con un sorriso cattivo. "Gli piace guardare eh? Gli piace vedere che ti fai scopare eh?" ansimando, sbattendo nella fica della Skizza che gode come una porca, perchè le piace Brian, muscoloso, giovane, tatuato, depilato, con i piercing ai capezzoli, ruvido nei modi, violento, bulletto suburbano che frequenta certi bar giusto per questo e stasera gli è andata bene, perchè anzichè fottersi la solita tardona col marito impotente che si viene nelle mutande a cazzo mollo, si fotte la mia cagnetta, sua coetanea e mortalmente figa.
Guardo. Cazzo sì, mi piace guardare, mi piace vedere come la Skiz perde il controllo, come a tratti si dimentica che sto lì seduto a guardare e si fa divorare da Brian, godendo infinitamente di questa anomalia dei nostri cervelli che accetta e ricerca e gode di una situazione che terrorizza tutte le coppie e che invece a noi ci manda a mille, perchè a noi piace scopare con altri e guardarci e seminare piccole crudeltà che accendono i sensi, come quando Brian le chiede quanto bisogno avesse di un giovane stallone come lui e lei risponde che aveva tanta voglia di lui che si sarebbe fatta chiavare anche sul bancone del bar e poi mi guardano entrambi luridi e poi lei, sempre guardandomi, gli infila tutta la lingua in bocca e lui accelera e questa crudeltà inflitta è eccitante, questa assenza di confini porta alla vertigine ed è meraviglioso non capire dove finisce il gioco e comincia la realtà, dove questa sorta di role play diventa verità, perchè Brian è uno strumento, ma a tratti diventa proprio una scopata da corna e passione ed è lì che arriva quello spillone nel cervello che dà quel dolore così piacevole, così intenso, così distorto e sublime.
C'ho il cazzo che scoppia nei jeans, ma non voglio segarmi, no, voglio essere il marito che gode a farsi mettere le corna dalla giovanissima moglie troia e la Skiz rivela a Brian di avere sempre voglia di cazzo al punto che certe volte si fa fottere da sconosciuti e mi guarda e Brian diventa un bufalo, pora stella, richiede dettagli di dove la può nuovamente incontrare, che la vuol far chiavare anche dai suoi amici e mi guarda e lei mi guarda e gli sussurra il nome di un piccolo parco e gli dice che spesso lei va lì a cercar maschi e Brian sbatte come un maglio e io adoro questo lurido fraseggio e quell'occhiata demoniaca che la Skiz mi lancia, rossa e sudata, giusto un secondo prima di venire con un urlo che trascina Brian nell'esplosione e poi crollano.
Sudati, abbracciati, odore di ascelle, soffritto, pomodoro bruciato, la Skiz che si alza e dice di andare a pisciare e va a pisciare con la porta aperta e Brian si sfila il goldone pieno di sborra e armeggia con improbabili salviettine imbevute e la cosa incredibile, la cosa buffa e curiosa è che lui è in imbarazzo, non mi guarda, non mi parla, getta solo delle occhiate impazienti verso il cesso in attesa che la sua concubina ritorni, traendolo fuori dall'imbarazzo e dall'impaccio e io non dico una parola e non contraggo un muscolo e lo fisso, pensando cosa potrei fare di veramente cattivo al suo bel culo bianco, ma non incrocio mai, dico mai, i suoi occhi e poi finalmente la Skiz ritorna ed ora è lei a non guardarlo più in faccia, perchè viene diretta da me e mi sale in grembo sussurrando, chiedendomi in italiano se mi sono eccitato e se voglio scoparla davanti a Brian o assieme a lui e io dico di no, che è perfetto così, che non voglio aggiungere nulla, che possiamo andare e le dico che uscirò lasciandola salutare Brian come vuole e lei dice che non gliene frega un cazzo di Brian e comincia a vestirsi e poi usciamo e andiamo, distanti, da Brian, il soffritto, la serata iniziata con quel progetto da casa, ma non ancora finita.
Perchè ora, dopo questa prima fase, c'è la seconda: la punizione.
venerdì 8 febbraio 2013
Brevissime da Camden
Bonjour, bonjour, bonjour.
C'è un solicello di febbraio che sorride lieve lieve sulle siepi e sulle case, già si liquefa la neve.
Da quando la Skiz è tornata da Manchester in casa si respira tutta un'altra aria, quasi esotica, sarà una sensazione, sarà quel mezzo chilo di maria che ci fumiamo tutti giorni, sarà che lei gira scalza con le piante dei piedi nere e a culo nudo con il pile da montagna di sopra, sarà che ci laviamo pochissimo, sarà quello, sarà quell'altro, ma la condizione di disoccupazione, al momento, è davvero gradevole.
Ieri pomeriggio ho maturato una convinzione difficilmente contrastabile: considerata la densità di cose che abbiamo da fare in questo momento, considerato che quest'estate ce la siamo parecchio stipata nel sedere, considerato che siamo stanchi in due, considerato che due soldini ce li ho, quel che ci vorrebbe sarebbe una vacanzina al caldo.
E si fa presto a dire caldo, in questo momento dell'anno.
Caldo caldo uguale Kenya. Kenya uguale niente topless in spiaggia, niente tolleranza verso i maniaci sessuali, quindi escludesi.
Canarie sozzone adorate uguale ancora freschettino: minima a sedici e massima a diciannove, venti. Troppo poco.
Capo Verde non ci vado pazzo e allora bisogna andare a Cuba, ma l'idea della trasvolata oceanica mi fa desistere, non so.
La Skiz svaccata sulla sedia a gambe aperte mi dice molliccia: basta aspettare e viene caldo. E quando è così filosofa io la adoro, perchè mi rasserena e mi tira su di morale.
Poi scivola in ginocchio e mi tira fuori il cazzo succhiandolo e io la adoro ancora di più, poichè vedo un simbolismo in questo sublime pompino, uno sprazzo di speranza, un ben confezionato "dai amore, il caldo verrà, troviamoci un passatempo sinchè non arriva" ed io acconsento.
No, dai, non è malissimo la condizione di disoccupati a Londra, almeno questa settimana.
C'è un solicello di febbraio che sorride lieve lieve sulle siepi e sulle case, già si liquefa la neve.
Da quando la Skiz è tornata da Manchester in casa si respira tutta un'altra aria, quasi esotica, sarà una sensazione, sarà quel mezzo chilo di maria che ci fumiamo tutti giorni, sarà che lei gira scalza con le piante dei piedi nere e a culo nudo con il pile da montagna di sopra, sarà che ci laviamo pochissimo, sarà quello, sarà quell'altro, ma la condizione di disoccupazione, al momento, è davvero gradevole.
Ieri pomeriggio ho maturato una convinzione difficilmente contrastabile: considerata la densità di cose che abbiamo da fare in questo momento, considerato che quest'estate ce la siamo parecchio stipata nel sedere, considerato che siamo stanchi in due, considerato che due soldini ce li ho, quel che ci vorrebbe sarebbe una vacanzina al caldo.
E si fa presto a dire caldo, in questo momento dell'anno.
Caldo caldo uguale Kenya. Kenya uguale niente topless in spiaggia, niente tolleranza verso i maniaci sessuali, quindi escludesi.
Canarie sozzone adorate uguale ancora freschettino: minima a sedici e massima a diciannove, venti. Troppo poco.
Capo Verde non ci vado pazzo e allora bisogna andare a Cuba, ma l'idea della trasvolata oceanica mi fa desistere, non so.
La Skiz svaccata sulla sedia a gambe aperte mi dice molliccia: basta aspettare e viene caldo. E quando è così filosofa io la adoro, perchè mi rasserena e mi tira su di morale.
Poi scivola in ginocchio e mi tira fuori il cazzo succhiandolo e io la adoro ancora di più, poichè vedo un simbolismo in questo sublime pompino, uno sprazzo di speranza, un ben confezionato "dai amore, il caldo verrà, troviamoci un passatempo sinchè non arriva" ed io acconsento.
No, dai, non è malissimo la condizione di disoccupati a Londra, almeno questa settimana.
martedì 5 febbraio 2013
Speechless
E d'improvviso mi compare sul display il nome della mia Sfinterya. Strano, mi dico, a quest'ora? mi chiedo, ma poi decido che, in luogo di mille quesiti, l'idea più intelligente fosse rispondere e così ho fatto.
Beh, ve la faccio breve, ma forse anche no, vedremo.
Questa mattina, nel pieno dell'autopsia del case history number 13.442, una gentile segretaria del posto che ospita questo meraviglioso ed autorevole training on the job, 'sto cazzo di corso infinito insomma, entra scusandosi e dice alla Chiaruccia di seguirla.
La Chiaruccia, che è personcina molto educata, chiede scusa all'audience e la segue.
E viene condotta in un salottino discretamente arredato, dove incontra quel manager che l'aveva spedita a Manchester da Londra.
Ohibò, dice la Chiaruccia, che 'ohibò' è una delle sue espressioni di stupore preferite, come mai il signor manager mi raggiunge qui, nella stupenda Manchester?
Il signor manager, con modi educati e molto british, che d'altronde lui E' british, non esita a svelare l'arcano e a dissetare la curiosità della Chiaruccina trepidante.
Lui, seppur dislocato in cielo, in terra e in ogni dove, ha ricevuto notizie sul profitto della Chiara sin dal primo giorno in cui ella ha intrapreso con entusiasmo giovanile questa splendida e stuppendavventura. Ha sempre chiesto ai teacherZ e ai trainerZ, ma come va la Chiara?, ma come va la Chiara?, ma come va la Chiara? E loro, puntualmente, lo hanno aggiornato con dovizia di dettagli.
Sicché il signor manager, molto preparato sulla Chiaruccia, oggi che era a Manchester per altri motivi, ha desiderato incontrarla.
Potete immaginare il turgore dei capezzoli della Chiaruccia, a quel punto della premessa.
Egli, il signor manager, a quel punto ha preso una chitarra ed ha accennato ad una motivetto che faceva più o meno così.
"Vedi, Chiara, è assolutamente indiscutibile l'impegno che tu hai profuso in questo mese di corso, ma sai, le esperienze ci portano sempre a capire di più di noi stessi e io, Chiara, temo che questo incarico di agenzia, l'account manager planner cazzemazz, non sia nelle tue corde. O meglio, non voglio nemmeno dire questo, forse è nelle tue corde in agenzie strutturate in maniera più semplice, fermo restando che sono convinto, molto convinto, convintamente convinto, che tu sia soprattutto una grandissima Art, seppure non escluderei che, altrove, saresti una grandissima qualsiasi cosa, ma non qui da noi".
Squillo di tromba acutissimo. Trombescion a palo.
E io qui faccio un piccolo inciso, che ci tengo. La Sphinterya è una grande. Ma veramente grande. Ocio.
Egli prosegue consolandola, manifestando empatia per la tragica perdita del posto ad opera di egli stesso medesimo e la Chiaransgi, dopo un pugno di secondi di silenzio esordisce con "Io avrei bisogno di poter citare la sua agenzia nei miei curricula. Se mi serve, lei mi può fare comunque un endorsement, magari generico, magari superficiale, in cui cita quanto sono brava ad impegnarmi?"
Tic, tac, tic, tac, il signor manager la guarda, poi prende il portatile, scrive due righe, le stampa in pdf e gliele manda via email. Potenza della tecnologia. Letterina asciutta, poco sgocciolante, ma pur sempre con quel bel logo in alto a sinistra.
"Grazie" dice la Chiransgi ed il manager accenna ad un sorriso contrito con gli occhi chiusi.
"Puoi finire la settimana di corso, comunque" aggiunge come premio di consolazione e la Chiara dice "Grazie" e poi esce.
Esce dal salottino.
Esce dall'ufficio.
Esce dallo stabile.
Va a casa e fa su le sue robe e domani prende l'aereo e torna.
"Taz, cazzomenechiava, c'ho anche questa a curriculum, vaffanculo pezzo dimmerda, mi hai chiavato un mese di vita, fottiti. Domani torno amore"
Sì torna amore, questa casa aspetta attè.
Faremo i disoccupati assieme, sarà delizioso.
Beh, ve la faccio breve, ma forse anche no, vedremo.
Questa mattina, nel pieno dell'autopsia del case history number 13.442, una gentile segretaria del posto che ospita questo meraviglioso ed autorevole training on the job, 'sto cazzo di corso infinito insomma, entra scusandosi e dice alla Chiaruccia di seguirla.
La Chiaruccia, che è personcina molto educata, chiede scusa all'audience e la segue.
E viene condotta in un salottino discretamente arredato, dove incontra quel manager che l'aveva spedita a Manchester da Londra.
Ohibò, dice la Chiaruccia, che 'ohibò' è una delle sue espressioni di stupore preferite, come mai il signor manager mi raggiunge qui, nella stupenda Manchester?
Il signor manager, con modi educati e molto british, che d'altronde lui E' british, non esita a svelare l'arcano e a dissetare la curiosità della Chiaruccina trepidante.
Lui, seppur dislocato in cielo, in terra e in ogni dove, ha ricevuto notizie sul profitto della Chiara sin dal primo giorno in cui ella ha intrapreso con entusiasmo giovanile questa splendida e stuppendavventura. Ha sempre chiesto ai teacherZ e ai trainerZ, ma come va la Chiara?, ma come va la Chiara?, ma come va la Chiara? E loro, puntualmente, lo hanno aggiornato con dovizia di dettagli.
Sicché il signor manager, molto preparato sulla Chiaruccia, oggi che era a Manchester per altri motivi, ha desiderato incontrarla.
Potete immaginare il turgore dei capezzoli della Chiaruccia, a quel punto della premessa.
Egli, il signor manager, a quel punto ha preso una chitarra ed ha accennato ad una motivetto che faceva più o meno così.
"Vedi, Chiara, è assolutamente indiscutibile l'impegno che tu hai profuso in questo mese di corso, ma sai, le esperienze ci portano sempre a capire di più di noi stessi e io, Chiara, temo che questo incarico di agenzia, l'account manager planner cazzemazz, non sia nelle tue corde. O meglio, non voglio nemmeno dire questo, forse è nelle tue corde in agenzie strutturate in maniera più semplice, fermo restando che sono convinto, molto convinto, convintamente convinto, che tu sia soprattutto una grandissima Art, seppure non escluderei che, altrove, saresti una grandissima qualsiasi cosa, ma non qui da noi".
Squillo di tromba acutissimo. Trombescion a palo.
E io qui faccio un piccolo inciso, che ci tengo. La Sphinterya è una grande. Ma veramente grande. Ocio.
Egli prosegue consolandola, manifestando empatia per la tragica perdita del posto ad opera di egli stesso medesimo e la Chiaransgi, dopo un pugno di secondi di silenzio esordisce con "Io avrei bisogno di poter citare la sua agenzia nei miei curricula. Se mi serve, lei mi può fare comunque un endorsement, magari generico, magari superficiale, in cui cita quanto sono brava ad impegnarmi?"
Tic, tac, tic, tac, il signor manager la guarda, poi prende il portatile, scrive due righe, le stampa in pdf e gliele manda via email. Potenza della tecnologia. Letterina asciutta, poco sgocciolante, ma pur sempre con quel bel logo in alto a sinistra.
"Grazie" dice la Chiransgi ed il manager accenna ad un sorriso contrito con gli occhi chiusi.
"Puoi finire la settimana di corso, comunque" aggiunge come premio di consolazione e la Chiara dice "Grazie" e poi esce.
Esce dal salottino.
Esce dall'ufficio.
Esce dallo stabile.
Va a casa e fa su le sue robe e domani prende l'aereo e torna.
"Taz, cazzomenechiava, c'ho anche questa a curriculum, vaffanculo pezzo dimmerda, mi hai chiavato un mese di vita, fottiti. Domani torno amore"
Sì torna amore, questa casa aspetta attè.
Faremo i disoccupati assieme, sarà delizioso.
lunedì 4 febbraio 2013
London
Buonasera da Londra, tempo nuvoloso, ma non fa freddissimo.
Ho appena portato una tazza di tè alla Sheera allettata. Già, perchè quando sono arrivato in casa, ho scoperto che la povera indianina questo fine settimana se l'è passato a letto qua con 39 di febbre. Oggi sta un po' meglio, ma è frullata come una banana frullata.
Ma c'è qui il Tazio, fortunatamente, che in cambio di un suo paio di mutandine sporche da leccare è disponibile a somministrarle chinino a gogo.
A Manchester, quella città di merda dal clima di merda dove si mangia merda di merda, è andato tutto parecchiamente bene.
La mia Sfinterina è risultata assai sollevata e raggiante e felice delle notizie che le ho recato e ciò è bene, perchè la aiuterà a resistere, resistere, resistere. Ci siamo dedicati con ottimo profitto alla reciproca ficcagione dilatatoria estrema, che la Sfinterina c'aveva un gran bisognone, come il sottoscritto d'altra parte, che ha assai gradito quel piedino avvolto dal condom che gli pompava il buchino puttanino.
Un bel weekend insomma, davvero familiare e davvero felice.
Peccato non aver avuto un po' di droga, ma ci siamo sbronzati di armagnac come maiali e abbiamo compensato.
Povera Sheera, mentre scrivo tossisce come un criceto. Se mi attacca l'influenza la inculo, sicchè speriamo cne me la attacchi.
Ho provato sedici volte a telefonare a quella Daniela, ma lei non risponde mai. O è morta, o è su un set, o è morta su un set, o checcazzoneso. Sperem.
Tra un po' esco e vado a comperare qualcosa da mangiare e stasera preparo alla belle Sheerina una cenetta leggera, ma gustosa, che un po' di comfy food la aiuterà a vedere le cose sotto un'altra prospettiva.
Domani, se la Daniela non sarà ancora reperibile, mi donerò del gran sollazzo andando in quel bagnetto che sappiamo noi a fare e a farmi fare dei sereni pompini dal buco nel muro.
E ce ne ho di robette da fare qua, eh.
Per esempio, appena finisco di scrivere mando un messaggio ad una mia amica dai tratti orientali e dal corpo stupendo, sperando che accetti di bere un caffè col Tazietti, che si sente in gran forma.
Eh sì, c'ho veramente un casino di roba da fare.
Ma ve la racconto tutta eh.
Don't worry.
And be happy, 'fcourse.
Ho appena portato una tazza di tè alla Sheera allettata. Già, perchè quando sono arrivato in casa, ho scoperto che la povera indianina questo fine settimana se l'è passato a letto qua con 39 di febbre. Oggi sta un po' meglio, ma è frullata come una banana frullata.
Ma c'è qui il Tazio, fortunatamente, che in cambio di un suo paio di mutandine sporche da leccare è disponibile a somministrarle chinino a gogo.
A Manchester, quella città di merda dal clima di merda dove si mangia merda di merda, è andato tutto parecchiamente bene.
La mia Sfinterina è risultata assai sollevata e raggiante e felice delle notizie che le ho recato e ciò è bene, perchè la aiuterà a resistere, resistere, resistere. Ci siamo dedicati con ottimo profitto alla reciproca ficcagione dilatatoria estrema, che la Sfinterina c'aveva un gran bisognone, come il sottoscritto d'altra parte, che ha assai gradito quel piedino avvolto dal condom che gli pompava il buchino puttanino.
Un bel weekend insomma, davvero familiare e davvero felice.
Peccato non aver avuto un po' di droga, ma ci siamo sbronzati di armagnac come maiali e abbiamo compensato.
Povera Sheera, mentre scrivo tossisce come un criceto. Se mi attacca l'influenza la inculo, sicchè speriamo cne me la attacchi.
Ho provato sedici volte a telefonare a quella Daniela, ma lei non risponde mai. O è morta, o è su un set, o è morta su un set, o checcazzoneso. Sperem.
Tra un po' esco e vado a comperare qualcosa da mangiare e stasera preparo alla belle Sheerina una cenetta leggera, ma gustosa, che un po' di comfy food la aiuterà a vedere le cose sotto un'altra prospettiva.
Domani, se la Daniela non sarà ancora reperibile, mi donerò del gran sollazzo andando in quel bagnetto che sappiamo noi a fare e a farmi fare dei sereni pompini dal buco nel muro.
E ce ne ho di robette da fare qua, eh.
Per esempio, appena finisco di scrivere mando un messaggio ad una mia amica dai tratti orientali e dal corpo stupendo, sperando che accetti di bere un caffè col Tazietti, che si sente in gran forma.
Eh sì, c'ho veramente un casino di roba da fare.
Ma ve la racconto tutta eh.
Don't worry.
And be happy, 'fcourse.
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