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lunedì 19 dicembre 2011

Lunedì


Bon jour. E’ lunedì, c’è il sole, fa un freddo porco, la Bettina è raffreddata come un facocero africano, la Giogia ha un maglioncino dolcevita di un punto di verde orripilante, ma quei due ditali che aveva di fuori prima compensano con abbondanza l’infelice scelta cromatica. Piccole tettine a goccia palesemente senza reggiseno, data l’assenza sulla schiena di tasselli in rilievo. Spettacolare.

Quel canchero di N prima mi ha chiesto che intenzioni ho con la chiusura ed allora ho chiamato il Loca, perché è lui che al momento ha tante braciole sulla griglia.
Per cui: il 22 si chiude alle 12:00, ma la mezza giornata è finalizzata esclusivamente a radunarci per andare a mangiare alla Solita per augurarci ogni bene, sperando che la Betta divenga ebbra e balli nuda sul tavolo.
Per la settimana prossima, poi, mi sono detto: ma che ti frega, non ci sarà un cazzo di nessuno.
E allora liberi tutti sino al 2 gennaio. E se qualcuno ha roba sospesa o che comunque deve fare, io sono qui che qualche zompo lo farò e, in ogni caso  le chiavi dell’ufficio sono là.
Bella lì e fine della limonata.

Mi credete se vi dico che non ho voglia di fare un cazzo? Cioè, non è proprio vero, avrei voglia di fare indossare dei capi di pelle alla Domi, ma ciò non è possibile, poiché la povera agnella sacrificale oggi è a MMelano e tornerà ad orario sconosciuto. Quindi, tolto quello, delle cose che posso fare qui non ve ne è una che attiri la mia attenzione.

Data la mia propensione al cazzeggio, adesso telefono alla Milly e mi metto d’accordo per incontrarla e farle gli auguroni e darle anche il regalino. Eh. Gliel’ho preso, bisognerà che glielo dia, no? Non credo che, per questo, mi verranno dei sensi di colpa, no. Dai, no, cazzo. E’ una cosa regolare, dai. No?

Oggi è, purtroppamente, lunedì ed infattamente il Centrale è chiuso. Così ho dovuto ripiegare sul bar qui sotto, quello della logorroica neuropriva anti piedi. Che però mi pare sia pro tette, considerata la scollatura vertigine che, oramai, fa parte dello status fisso. L’avventore medio manifesta ancora gradimento quando ordina un bicchiere di minerale con le bolle e la bella baristona si china a prendere la bottiglia nel frigo scampanando le flaccide mammellone. Olè, questo è marchetting.
Mi sta talmente sul culo quella personaggia che mentre bevevo il caffè le parlavo telepaticamente.

“Sai cosa ti farei idiota? Ti farei (s)vestire come quest’estate con quelle infradito ai piedi e poi ti porterei nei cessi pubblici. Ti tirerei su la maglietta mettendo a nudo quelle mammellacce da troia e poi ti inculerei facendoti appoggiare le mani su un orinatoio a muro. Vorrei sbattertelo nel culo talmente forte che le mammellacce devono dondolare fino a schiaffeggiarti il mento e ti vorrei sentire urlare”

E mi è diventato duro.
“Liscio?”
“Macchiato caldo grazie”

E indovina di cosa, cerebropriva.
Ah dimenticavo, Buon Natale.

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