Ho dormito tutto il pomeriggio. Ho sudato, anche, per cui penso che una botta di febbre mi sia venuta.
Però adesso mi sento bene, dopo la doccia.
Ho capito che il segreto è mangiare leggerissimo: mi sono fatto dare del riso scondito e ho mangiato un filet mignon appena scottato. Perfetto.
Certo che, adesso che sto bene, non riesco a dimenticare una frase dell'ottimo Massoud di ieri: ti consiglio questa maison che ci sono anche dei bei ragazzi giovani, se ti interessano.
Sono solo terrorizzato sul concetto di "ragazzo giovane" di Massoud, non vorrei che scivolassimo su un terreno che odio e che mi inorridisce.
Però se si trattasse di bei ragazzi marocchini di vent'anni, con quella bella pelle ambrata e i capelli rasatissimi, il discorso cambierebbe eccome. Con quei sederini tondi e sodi, magri, sarebbero assai interessanti.
E poi i marocchini hanno dei bei cazzi, magari non enormi, ma belli, coi peli neri ispidi.
I cazzi enormi li troverò in Senegal, invece.
Mi vengono i brividi solo a pensarci.
Devo portare pazienza e assaggerò il serpente nero, che non vedo l'ora di sentire sin dove me lo sento dentro.
Rimane fermo il fatto che sono a Casablanca, a quattro passi dalla medina e che il pensiero di giacere con un paio di bei ragazzi arrapati non mi lascia indifferente. Sono solo le diciotto, devo andare per gradi. Devo valutare come mi sentirò più tardi, perchè in ogni caso gli sbalzi termici ci sono.
Al massimo mi affiderò al famoso canale 133 e mi darò piacere da solo, come una vecchia dama inglese pervertita con il suo fallo di avorio.
Ad averne uno saprei già dove sarebbe saldamente conficcato.
Massoud, Massoud, tu mi ucciderai.
Meglio che faccia il sacco per la laundry, va là.
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mercoledì 10 aprile 2013
martedì 30 ottobre 2012
Amore romantico e viaggi lungo le estremità
Fase uno: il regalo
Ed allora sediamo nell'elegante ristorante dell'elegante albergo e siamo eleganti, io total black, lei total black, vestitino al ginocchio, calze nere, che lo so che sono autoreggenti, scarpa tacco dodici, capelli raccolti, lo so che non c'ha niente sotto, sento l'odore della sua fica da qui.
Sediamo e brindiamo, la luce sul tavolo, calda, la musica bassa, l'ambiente raffinato, metto una mano in tasca ed estraggo un cubetto e lo metto sul tavolo, davanti al suo piatto, lei lo guarda e capisce, fa fare uno scatto, mezzo cubo si apre, due occhi si illuminano, un sorriso si arcua all'insù, poi la bocca si strizza, la luce oculare si bagna di umido, mi guarda e dice "è bellissimo" e scuote la testa, ti aiuto, aspetta e glielo infilo, l'anello, che mi rendo conto che se fosse stato appena più grande, il diamante, più grande di un qualsiasi grande più grande di quello che era, sarebbe stato meglio, ma lei si alza e mi balza in braccio baciandomi e stringendomi, affanculo il dress code e il ristorante elegante, non piangere Skiz che ti cola il mascara, è waterproof, Tazione, lo fanno per quelle come me che sono felici alle lacrime.
"Allora sono la tua fidanzata!!!" mi dice con un sorriso commosso che basta quello per aver avuto una ragione per essere stati al mondo e io rispondo di sì, sì, sì, sei la mia fidanzata e nemmeno ti dico cos'altro c'ho nella testa perchè per oggi è abbastanza così, beviamo, brindiamo, diamoci da fare, bisogna festeggiare, sono felice come non lo sono mai stato.
Fase due: ogni tuo desiderio è un ordine, specie se ho anche io lo stesso desiderio
Ceniamo, signorili, leggeri, eleganti, poi a un tratto un piedino si insinua tra le mie gambe e io provo una scossa tra ano e coglioni, la guardo, mi guarda e senza parole mi chiede se c'è un dopo cena, che lo so che me lo chiede ed allora io metto una mano nella tasca interna e tiro fuori una chiave magnetica, la appoggio sul tavolo, pronuncio il numero 308 e sorseggio un altro po' di vino e lei la guarda e mi guarda con un abbozzo di sorriso, spostando a destra la mascella ed attende istruzioni, gioca con la chiave e poi non riesce a resistere e mi chiede "e?…" ed io rispondo misterioso "e dopo cena saliamo alla trezerootto" e sorseggio e lei incalza, con l'occhio che si insudicia e torna a chiedere, quasi timorosa, chiede abbassando la voce, guardandosi intorno "… giura… " e io annuisco col capo e lei ha un'espressione che meriterebbe una foto e poi incalza di nuovo, vuol sapere, ma io taccio, evado, eludo, siglo e sigillo con un "Ho fatto ciò che mi hai chiesto" e sorseggio e sento il mastichio sordo della sua fica e comincio a provare una blanda erezione e lei appoggia il tovagliolo e dice "andiamo".
E saliamo, col lift che c'accompagna, senza parlare, composti ed eleganti e camminiamo sulla moquette damascata e infilo la chiave e la stanza si apre ed entriamo e prendiamo visione del letto sul quale si materializzerà il desiderio sudicio della mia fidanzata, che nelle sue masturbate sogna di essere a letto con me e un altro uomo e sogna pure di guardarmi mentre io e il montone occasionale ci facciamo di tutto, infilandosi tra noi per coadiuvare gli accessi, riposizionare le uscite, contribuire al piacere totale.
"Voglio vedere come lo succhi, voglio vedere che lo prendi nel culo e che lo metti nel culo a lui, voglio leccarvi mentre vi inculate" furono le parole esatte, che divennero ordine, ordine facile da evadere in questa sudicia meravigliosa città dove ci sono agenzie per tutto.
Fase tre: la sorpresa
Ore ventidue e ventiquattro, la Skizza va in bagno a preparasi, in sei minuti il nostro ospite sarà qui, le dico di rimanere nel bagno sino a quando lui non sarà nella stanza e lei dice di sì, rossa ed eccitata, poi bussano alla porta, lo saluto, ci eravamo parlati al telefono, nessuna sorpresa, è esattamente come nelle foto dell'agenzia, porta un mazzetto di fiori, perchè sa che oggi è il compleanno della mia troia, è un signore, mi piacciono i suoi modi delicati.
Non vedo l'ora di vedere la sua faccia quando esce dal bagno, Oscar sosta in mezzo alla stanza, composto ed elegante, in attesa di conoscere la scrofa da montare e io busso due volte e la Chiara esce, autoreggenti e scarpe e null'altro e strabuzza gli occhi e la capisco, perchè Oscar è un inatteso ed inimmaginato pezzo di manzo di colore di un metro e novanta, completamente bald, un bellissimo sorriso bianco, una fisicata da atleta e io so, lo so solo io al momento, perché io ho visto le foto, che sotto c'ha una manichetta antincendio che deve usare un rocchetto per farla su e metterla nelle braghe e chiedo alla Skiz se le piace e lei lo tocca e mi dice raggiante che le fa un sesso pauroso ed allora mi accomodo sulla poltroncina, accendo una Marlboro e mi metto a guardare quel che succede tra i due.
Sublime spettacolo impagabile.
Fase quattro: when you try it black you never come back
Parla. Parla ininterrottamente, coadiuvata dal cannone carico fatto nell'attesa di Oscar, parla, parla, parla a me, che sto seduto sulla poltroncina, vestito, nella penombra, fumando e sorseggiando un bourbon.
"Sono infoiata come una troia, non vedo l'ora di scopare davanti a te amore" e poi ancora "Voglio che mi guardi mentre prendo il cazzo nero, amore" e poi ancora, succhiando quel sublime pezzo di minchia di cioccolata "Guardami come ti faccio le corna, sei cornuto amore, ti eccitano le corna, vero amore?" e poi ancora, rivolta ad Oscar "Montami come una cagna, ho voglia di cazzo, ho bisogno del tuo grasso cazzo nero" e poi mi dimentica, facendosi fare di tutto da quella statua di ebano che suda ficcando senza pietà ed io sublimo nel guardarla, stravolta, che gode nell'anima a prendere il suo primo e, presumo per nulla ultimo, grosso cazzo nero. Gode, perduta negli umori e nella monta, puro fascio di sensazioni ed è bellissima, bianca, sotto il meraviglioso uomo nero che sbatte poderoso facendole sussultare le tettine, facendole gonfiare gli occhi e brillare di sudore il poco profondo Canale di Suez, la fica lucida e arrossata, gonfia di cazzo di cioccolato, fino a che viene, viene urlando, con Oscar che sbatte come l'onda sugli scogli, concentrandosi, perchè la mia troia è molto bella, è bellissima e fa venire voglia di sborrare. E la Chiara cade sul letto, gira la faccia gonfia e stravolta, mi guarda dalle fessurine e gorgoglia sozza "Spogliati, porco, e vieni qui che voglio anche il tuo cazzo, adesso".
Fase cinque: trattamento doppio per madame
Succhia, in ginocchio, impugnando salda le nostre minchie, la bianca e la nera, che se il mio è grosso, il suo non so cosa sia, succhia uno poi l'altro, se li sfrega sui capezzoli, sudata, spettinata, abbraccio Oscar, caldo, sudato, gli accarezzo il culo, lui fa lo stesso col mio, ma prima bisogna soddisfare la signora e la signora ha in mente solo una cosa, che è la doppia, uno nel culo e uno nella fica e così la lubrifichiamo, Oscar le scivola nella fica fino ai coglioni e io premo il mio cazzo nel buchino vorace, scivola, scappa, premo, entra e sento il pilone del mio amico Oscar e cominciamo a fottere la mia troia che grugnisce che ne vorrebbe altri due da succhiare, neri, duri, grossi e più blatera, in un ottimo inglese, più io e Oscar la sbattiamo senza pietà, godendo dello sfregamento delle reciproche minchie e del contatto di tanta pelle nuda e sudata ed è veramente difficile non scoppiare in una sborrata, che la Skizzolina è assatanata e dopo un po', un bel po', comincia a grugnire rabbiosa e schizza copiosa sui coglioni di Oscar, venendo in un tremito epilettico, mentre il dio nero le succhia i capezzoli, bordeaux dall'eccitazione animale.
Fase sei: stop and go
Calma, acqua, Oscar se vuoi farti la doccia nessun problema, grazie ne approfitto, sigaretta, baci convulsi, sorrisi, mi mostra l'anello, felice, raggiante, tiamotiamotiamotiamo, un'aberrazione sublime, poi ricomincia il calore "Voglio vederti con lui, adesso" e Oscar ritorna, in una scia di bagnoschiuma caldo, mamma mia che pezzo di manzo stupendo, gli accenno con gli occhi e lui beve, appoggia il bicchiere e viene verso di me, ci abbracciamo, ci slinguiamo, ci palpiamo e in due secondi siam lì a menarcelo e ce l'abbiamo duro in un picosecondo e la Skizza sul letto si masturba sudicia e sorridente e mi inginocchio e gli tiro il pompino più appassionato dai tempi di Cromwell, gli succhio i coglioni, cerco il suo buco e spompino, ma non ce la faccio a prenderlo tutto in bocca, è enorme, gigantesco, poi saliamo sul letto e ci divoriamo e quel corpo è stupendo e la Skizza è un'oscena baldracca lercia che si tortura la fica guardando, dirige, chiede, eseguiamo, poi mi spinge a novante e mi lubrifica abbobdamente e guida Oscar ed è stata un'esperienza esaltante, quel ragazzo sa cosa vuole e ci sa fare da matti e mentre lui mi strapazza il culo come merito, la troia mi succhia la minchia, i coglioni, i coglioni di Oscar e il suo culo e ritorno ed è esaltante, sfrenato, osceno, amorale, magnifico.
Ci facciamo, ci inculiamo, per ore, cambiandoci, con la Skizza satanica che dispone e comanda e noi eseguiamo, al limite del sostenibile, con i cazzi che ci fanno male e poi io a un tratto, esasperato dalla voglia, mi tolgo la gomma e ordino secco alla Chiara di inginocchiarsi e lei capisce ed esegue, Oscar pure, che si sgomma rapido e giù, veloci, due seghe furiose e finale porno americano, schizzi violenti in faccia alla Chiara che mugola e geme, leccando, la lingua impastata di sborra, il mascara che cola, perchè è waterproof, ma non jizzproof e via sino all'ultima goccia e poi, finalmente, la tregua.
Fase sette: a letto a casa
"Taz, mi hai davvero spiazzata, è stato il più bel momento della mia vita quando ho aperto lo scatolino e ho visto questo"
"Non te l'aspettavi?"
"No Tazio, sinceramente era distante anni luce dai miei pensieri, ma è una cosa stupenda"
"Dio Chiretta, è un simbolo più che altro, perchè lui, poverino, è piccolo, ma fin lì arrivavo"
"No, no, zitto, zitto, taci non rompermi le balle. E' una cosa meravigliosa sapere che tu…"
"Che io?"
"Insomma che tu fai le cose serie con me…" e ride guardandomi.
"Oh, bambén, rispetto eh, che se no mi riprendo l'anello e mi sfidanzo subito"
"Dovrai uccidermi"
"Era nei piani"
Silenzio.
Baci, buonanotte, spegnimento di luce.
"Taz?"
"Eh"
"Starai per sempre con me vero?"
"Ah, mi vuoi per sempre?"
"Sì"
"Vedrai come ti penti di questa frase, ah behbeh, vedrai" e mi giro.
"Cosa vuoi dire?"
"Niente. Siii-lenzio. Dooor-mire."
"Ti amo Tizio"
"Ti amo Caccola"
Tutto ciò è divino.
Tutto ciò è follia.
Tutto ciò è.
Ed allora sediamo nell'elegante ristorante dell'elegante albergo e siamo eleganti, io total black, lei total black, vestitino al ginocchio, calze nere, che lo so che sono autoreggenti, scarpa tacco dodici, capelli raccolti, lo so che non c'ha niente sotto, sento l'odore della sua fica da qui.
Sediamo e brindiamo, la luce sul tavolo, calda, la musica bassa, l'ambiente raffinato, metto una mano in tasca ed estraggo un cubetto e lo metto sul tavolo, davanti al suo piatto, lei lo guarda e capisce, fa fare uno scatto, mezzo cubo si apre, due occhi si illuminano, un sorriso si arcua all'insù, poi la bocca si strizza, la luce oculare si bagna di umido, mi guarda e dice "è bellissimo" e scuote la testa, ti aiuto, aspetta e glielo infilo, l'anello, che mi rendo conto che se fosse stato appena più grande, il diamante, più grande di un qualsiasi grande più grande di quello che era, sarebbe stato meglio, ma lei si alza e mi balza in braccio baciandomi e stringendomi, affanculo il dress code e il ristorante elegante, non piangere Skiz che ti cola il mascara, è waterproof, Tazione, lo fanno per quelle come me che sono felici alle lacrime.
"Allora sono la tua fidanzata!!!" mi dice con un sorriso commosso che basta quello per aver avuto una ragione per essere stati al mondo e io rispondo di sì, sì, sì, sei la mia fidanzata e nemmeno ti dico cos'altro c'ho nella testa perchè per oggi è abbastanza così, beviamo, brindiamo, diamoci da fare, bisogna festeggiare, sono felice come non lo sono mai stato.
Fase due: ogni tuo desiderio è un ordine, specie se ho anche io lo stesso desiderio
Ceniamo, signorili, leggeri, eleganti, poi a un tratto un piedino si insinua tra le mie gambe e io provo una scossa tra ano e coglioni, la guardo, mi guarda e senza parole mi chiede se c'è un dopo cena, che lo so che me lo chiede ed allora io metto una mano nella tasca interna e tiro fuori una chiave magnetica, la appoggio sul tavolo, pronuncio il numero 308 e sorseggio un altro po' di vino e lei la guarda e mi guarda con un abbozzo di sorriso, spostando a destra la mascella ed attende istruzioni, gioca con la chiave e poi non riesce a resistere e mi chiede "e?…" ed io rispondo misterioso "e dopo cena saliamo alla trezerootto" e sorseggio e lei incalza, con l'occhio che si insudicia e torna a chiedere, quasi timorosa, chiede abbassando la voce, guardandosi intorno "… giura… " e io annuisco col capo e lei ha un'espressione che meriterebbe una foto e poi incalza di nuovo, vuol sapere, ma io taccio, evado, eludo, siglo e sigillo con un "Ho fatto ciò che mi hai chiesto" e sorseggio e sento il mastichio sordo della sua fica e comincio a provare una blanda erezione e lei appoggia il tovagliolo e dice "andiamo".
E saliamo, col lift che c'accompagna, senza parlare, composti ed eleganti e camminiamo sulla moquette damascata e infilo la chiave e la stanza si apre ed entriamo e prendiamo visione del letto sul quale si materializzerà il desiderio sudicio della mia fidanzata, che nelle sue masturbate sogna di essere a letto con me e un altro uomo e sogna pure di guardarmi mentre io e il montone occasionale ci facciamo di tutto, infilandosi tra noi per coadiuvare gli accessi, riposizionare le uscite, contribuire al piacere totale.
"Voglio vedere come lo succhi, voglio vedere che lo prendi nel culo e che lo metti nel culo a lui, voglio leccarvi mentre vi inculate" furono le parole esatte, che divennero ordine, ordine facile da evadere in questa sudicia meravigliosa città dove ci sono agenzie per tutto.
Fase tre: la sorpresa
Ore ventidue e ventiquattro, la Skizza va in bagno a preparasi, in sei minuti il nostro ospite sarà qui, le dico di rimanere nel bagno sino a quando lui non sarà nella stanza e lei dice di sì, rossa ed eccitata, poi bussano alla porta, lo saluto, ci eravamo parlati al telefono, nessuna sorpresa, è esattamente come nelle foto dell'agenzia, porta un mazzetto di fiori, perchè sa che oggi è il compleanno della mia troia, è un signore, mi piacciono i suoi modi delicati.
Non vedo l'ora di vedere la sua faccia quando esce dal bagno, Oscar sosta in mezzo alla stanza, composto ed elegante, in attesa di conoscere la scrofa da montare e io busso due volte e la Chiara esce, autoreggenti e scarpe e null'altro e strabuzza gli occhi e la capisco, perchè Oscar è un inatteso ed inimmaginato pezzo di manzo di colore di un metro e novanta, completamente bald, un bellissimo sorriso bianco, una fisicata da atleta e io so, lo so solo io al momento, perché io ho visto le foto, che sotto c'ha una manichetta antincendio che deve usare un rocchetto per farla su e metterla nelle braghe e chiedo alla Skiz se le piace e lei lo tocca e mi dice raggiante che le fa un sesso pauroso ed allora mi accomodo sulla poltroncina, accendo una Marlboro e mi metto a guardare quel che succede tra i due.
Sublime spettacolo impagabile.
Fase quattro: when you try it black you never come back
Parla. Parla ininterrottamente, coadiuvata dal cannone carico fatto nell'attesa di Oscar, parla, parla, parla a me, che sto seduto sulla poltroncina, vestito, nella penombra, fumando e sorseggiando un bourbon.
"Sono infoiata come una troia, non vedo l'ora di scopare davanti a te amore" e poi ancora "Voglio che mi guardi mentre prendo il cazzo nero, amore" e poi ancora, succhiando quel sublime pezzo di minchia di cioccolata "Guardami come ti faccio le corna, sei cornuto amore, ti eccitano le corna, vero amore?" e poi ancora, rivolta ad Oscar "Montami come una cagna, ho voglia di cazzo, ho bisogno del tuo grasso cazzo nero" e poi mi dimentica, facendosi fare di tutto da quella statua di ebano che suda ficcando senza pietà ed io sublimo nel guardarla, stravolta, che gode nell'anima a prendere il suo primo e, presumo per nulla ultimo, grosso cazzo nero. Gode, perduta negli umori e nella monta, puro fascio di sensazioni ed è bellissima, bianca, sotto il meraviglioso uomo nero che sbatte poderoso facendole sussultare le tettine, facendole gonfiare gli occhi e brillare di sudore il poco profondo Canale di Suez, la fica lucida e arrossata, gonfia di cazzo di cioccolato, fino a che viene, viene urlando, con Oscar che sbatte come l'onda sugli scogli, concentrandosi, perchè la mia troia è molto bella, è bellissima e fa venire voglia di sborrare. E la Chiara cade sul letto, gira la faccia gonfia e stravolta, mi guarda dalle fessurine e gorgoglia sozza "Spogliati, porco, e vieni qui che voglio anche il tuo cazzo, adesso".
Fase cinque: trattamento doppio per madame
Succhia, in ginocchio, impugnando salda le nostre minchie, la bianca e la nera, che se il mio è grosso, il suo non so cosa sia, succhia uno poi l'altro, se li sfrega sui capezzoli, sudata, spettinata, abbraccio Oscar, caldo, sudato, gli accarezzo il culo, lui fa lo stesso col mio, ma prima bisogna soddisfare la signora e la signora ha in mente solo una cosa, che è la doppia, uno nel culo e uno nella fica e così la lubrifichiamo, Oscar le scivola nella fica fino ai coglioni e io premo il mio cazzo nel buchino vorace, scivola, scappa, premo, entra e sento il pilone del mio amico Oscar e cominciamo a fottere la mia troia che grugnisce che ne vorrebbe altri due da succhiare, neri, duri, grossi e più blatera, in un ottimo inglese, più io e Oscar la sbattiamo senza pietà, godendo dello sfregamento delle reciproche minchie e del contatto di tanta pelle nuda e sudata ed è veramente difficile non scoppiare in una sborrata, che la Skizzolina è assatanata e dopo un po', un bel po', comincia a grugnire rabbiosa e schizza copiosa sui coglioni di Oscar, venendo in un tremito epilettico, mentre il dio nero le succhia i capezzoli, bordeaux dall'eccitazione animale.
Fase sei: stop and go
Calma, acqua, Oscar se vuoi farti la doccia nessun problema, grazie ne approfitto, sigaretta, baci convulsi, sorrisi, mi mostra l'anello, felice, raggiante, tiamotiamotiamotiamo, un'aberrazione sublime, poi ricomincia il calore "Voglio vederti con lui, adesso" e Oscar ritorna, in una scia di bagnoschiuma caldo, mamma mia che pezzo di manzo stupendo, gli accenno con gli occhi e lui beve, appoggia il bicchiere e viene verso di me, ci abbracciamo, ci slinguiamo, ci palpiamo e in due secondi siam lì a menarcelo e ce l'abbiamo duro in un picosecondo e la Skizza sul letto si masturba sudicia e sorridente e mi inginocchio e gli tiro il pompino più appassionato dai tempi di Cromwell, gli succhio i coglioni, cerco il suo buco e spompino, ma non ce la faccio a prenderlo tutto in bocca, è enorme, gigantesco, poi saliamo sul letto e ci divoriamo e quel corpo è stupendo e la Skizza è un'oscena baldracca lercia che si tortura la fica guardando, dirige, chiede, eseguiamo, poi mi spinge a novante e mi lubrifica abbobdamente e guida Oscar ed è stata un'esperienza esaltante, quel ragazzo sa cosa vuole e ci sa fare da matti e mentre lui mi strapazza il culo come merito, la troia mi succhia la minchia, i coglioni, i coglioni di Oscar e il suo culo e ritorno ed è esaltante, sfrenato, osceno, amorale, magnifico.
Ci facciamo, ci inculiamo, per ore, cambiandoci, con la Skizza satanica che dispone e comanda e noi eseguiamo, al limite del sostenibile, con i cazzi che ci fanno male e poi io a un tratto, esasperato dalla voglia, mi tolgo la gomma e ordino secco alla Chiara di inginocchiarsi e lei capisce ed esegue, Oscar pure, che si sgomma rapido e giù, veloci, due seghe furiose e finale porno americano, schizzi violenti in faccia alla Chiara che mugola e geme, leccando, la lingua impastata di sborra, il mascara che cola, perchè è waterproof, ma non jizzproof e via sino all'ultima goccia e poi, finalmente, la tregua.
Fase sette: a letto a casa
"Taz, mi hai davvero spiazzata, è stato il più bel momento della mia vita quando ho aperto lo scatolino e ho visto questo"
"Non te l'aspettavi?"
"No Tazio, sinceramente era distante anni luce dai miei pensieri, ma è una cosa stupenda"
"Dio Chiretta, è un simbolo più che altro, perchè lui, poverino, è piccolo, ma fin lì arrivavo"
"No, no, zitto, zitto, taci non rompermi le balle. E' una cosa meravigliosa sapere che tu…"
"Che io?"
"Insomma che tu fai le cose serie con me…" e ride guardandomi.
"Oh, bambén, rispetto eh, che se no mi riprendo l'anello e mi sfidanzo subito"
"Dovrai uccidermi"
"Era nei piani"
Silenzio.
Baci, buonanotte, spegnimento di luce.
"Taz?"
"Eh"
"Starai per sempre con me vero?"
"Ah, mi vuoi per sempre?"
"Sì"
"Vedrai come ti penti di questa frase, ah behbeh, vedrai" e mi giro.
"Cosa vuoi dire?"
"Niente. Siii-lenzio. Dooor-mire."
"Ti amo Tizio"
"Ti amo Caccola"
Tutto ciò è divino.
Tutto ciò è follia.
Tutto ciò è.
martedì 8 maggio 2012
Antimateria
Gran
pienone, ieri sera. C’eravamo proprio tutti, ma anche molti di più. L’Oscuro
Personaggio, il Cornuto Renitente e la Signora Bionda si accompagnano ad un
manipolo di viscidi e dubbi soggetti, ciascuno in compagnia della propria
Puttana Stagionata coperta d’oro come la Madonna di Loreto. Un clima strano, di
brindisi, di risa, di confidenze fatte a voce bassissima, in cerchio serrato,
al termine delle quali, spesso, scoppia la risata fragorosa e violenta. Milly è in loro compagnia ed è mozzafiato: abito di lamè nero lungo sino ai piedi, con
uno spacco laterale che termina a metà del fianco. Spacco destabilizzante che
indica, come di consueto, l’assenza di mutande. Schiena vertiginosamente nuda
sino al principio del solco delle natiche, che io adoro e che mi mette in crisi.
Allacciato dietro al collo, senza bretelle, cade sul davanti adagiandosi
mollemente sulle mammelle generose, aprendosi poi in una scollatura profonda
sin quasi all’ombelico. Sottili fili argentati e ritorti, distanziati, tengono
insieme i pezzi di tessuto che, altrimenti, in nessun modo avrebbero potuto
essere un abito. Capelli raccolti in uno chignon plastico, trucco scurissimo,
rossetto nero, sandali Silver di Casadei, una dea.
Li
dribblo dissolvendomi come un’ombra nel Salotto Rosso. Non amo le confraternite,
mi fanno paura. E nel Salotto Rosso ci sono i miei Amici Maiali: la Coppia
Bestia, la Signora Inglese con Marito Inglese, la Signora dai Capelli Corti con
Amante, il Vecchio Giudice con la Moglie Plissettata, la Coppia che Osserva, il
Giovanotto Solitario e la Signora Cicciottella Sensuale con Marito Nasuto che
non vedevo da un po’.
Alcyator
mi mette in mano un bourbon e vado spedito a flirtare con la Donna Bestia e
tutte le altre signore presenti. La conversazione, che era inizialmente
politica, si rilassa in breve e mentre le Signore cominciano allegramente a
favellar di cazzi, cappelle e coglioni, la mandria viscida, assieme a Milly, si
rinchiude nella Sala del Tè, a segno che la cospirazione comincia.
Abbracciato
alla Donna Bestia che mi accarezza il culo, comincio a confezionare alcune
articolate idee sull’uso dei sensuali piccoli piedi squadrati della Signora Dai
Capelli Corti, ma in quel mentre Raphaèl entra e mi fa cenno di avvicinarmi. Mi
scuso con gli amici e vado a sentire cos’ha da dirmi il sensuale montone.
“La Signora dice di andare in camera
sua, adesso”. Oh. Se la Signora, dalla
stanza dei bottoni, si prende la briga di mandare un Messo Imperiale a
comandarmi di recarmi nei suoi appartamenti regali, qualcosa di serio bolle in
pentola. E se la Signora comanda, Tazio esegue. Senza esitazione.
E
così busso tre volte alla porta e Haby mi apre. Svettante su pornografici sabot
di pitone, con indosso la tunica nera con cappuccio indossato. Una monaca nera.
Una templare. Una divinità. Una figa da svenimento. Mi richiude rapida la porta
dietro la schiena e ci assaggiamo le lingue e le salive, toccandoci rapidi le
parti del corpo che vorremmo leccarci, ma non è quello il momento, devo recarmi
nella camera da letto, come la Signora comanda e anche Haby lo sa.
Entro
in quel macello infernale che riflette la distorsione mentale della Creatura
Unica che l’ha generato e mi accendo una sigaretta, attendendo. Ritenendo
convintamente che da un istante all’altro sarebbe entrata Milly con privatissime
cose da dirmi.
Potete
immaginare il mio stupore quando la porta si è aperta ed è comparsa, in tutto
il suo sensuale splendore, la Signora Bionda, alle cui spalle si stagliava la
mitologica Habana, nera come il buio nel quale è scomparsa richiudendo la
porta?
Chioma
vaporosa, biondo-ramata, abito di estinto lurex argento al ginocchio, pochette
argentata in pendant con i sandali a
stringhe sottili con cinghietta. Smalto bianco madreperlato, pelle scura di
sole artificiale, un’icona imperturbabile ed imperturbata degli anni novanta.
Stupefacente.
Mentre il Cornuto Renitente siede nella stanza con gli altri reverendi, lei
attiva in un baleno la macchina del serpeggiare sotterraneo della Casa e
sgaiattola nella zona demilitarizzata dove le orecchie non sentono, gli occhi
non vedono e nessuno può entrare. Stupendo.
Per
la prima volta in vita ho avuto la percezione esatta di cosa sia l’antimateria.
Io
e lei lì dentro, siamo l’antimateria.
mercoledì 11 aprile 2012
Cronache di un martedì sera qualunque
Bonjour.
Sono andato a fare colazione dalla pasticcera di lunedì dell’Angelo come mi ha suggerito la
Squinzy. C’aveva ai piedi sempre le stesse infradito della Birkenstock. Al
momento di pagare, che non c’era tanta gente, l’ho guardata in faccia
ringraziandola dell’estate che mi ricorda, con quelle infradito. E poi ho
aggiunto anche i complimenti per i bei piedi. Mi ha guardato con gli occhietti
infossati, separati dal mondo da due fondi di bottiglia e ha accennato ad un
sorriso gelido. Non ha capito un cazzo, credo. Recettiva come una sogliola
congelata. Me la sono vista col gonnone mitteleuropeo sollevato e la passera pronta.
Non ci sono stati movimenti tellurici nella tana del serpente. Però le scoperei
i piedi e quel pensiero sì, che muove il sismografo.
Ieri sera, nel salotto verde, la donna bestia è stata educata
dal marito. Era legata a novanta su una panchetta, con le gambe larghe. Il
marito brandiva un gatto a nove code rosso, fatto di stringhe di cuoio. Le
frustava il culo, dicendole che era una puttana. Aveva un visibile
rigonfiamento nei pantaloni, il marito educatore. Me lo farei, è sensuale. Tutto
attorno sedevano gli astanti, compresa la Signora Bionda col Signor Marito della Signora Bionda. Ho
avvicinato la Milly, che assisteva anche lei, chiedendole se la mia ambasciata
fosse giunta a destinazione. La Milly mi ha portato in corridoio e mi ha detto
che sì, che l’ambasciata era giunta, ma che la Signora Bionda, pur essendo
interessata ad una conoscenza privata (e la Milly sottolinea che conoscenza non vuol dire che non resiste
dal farsi fottere da me) è impossibilitata a procedere in tale direzione, causa
eccessiva possessività del Signor Marito.
Come si fa, chiedo alla Milly. Si aspetta, conclude lei.
Sapori antichi: il vibratore magic wand della Hitachi è ricomparso sulla
scena. C’è poco da fare, la scomodità del filo elettrico è compensata dai
strabilianti e unici effetti che produce. La donna bestia ne ha goduto alle
urla per decine di volte, col suo bel culo striato di rosso. Il marito invitava
gli astanti a brandeggiarlo sulle sue pudenda, forzandola a mille orgasmi.
Giochetti, niente di serio. Bella coppia, comunque. Molto bella.
Alle ventitre e trenta il pubblico era davvero esiguo. Fine serata, c’è
declino. C’è la crisi. Lo spread è a 405.
Grazie alla compiacenza organizzata di Milly mi sono trovato nudo sul
suo letto con Alcyator e Rafaèl. Pochi spettatori, un lurido momento intimo.
Che bei corpi, quei ragazzi. E che bei cazzi. Sono convinto che la voglia
irresistibile di accoppiarmi con altri uomini non sia una vera e propria
omosessualità emergente. E’, più che altro, vizio depravato, scusa B. Lo dico
per non identificarmi con chi omosessuale lo è veramente e non merita di essere
messo accanto a me. La loro dignità va separata dal vizio. La loro è impellente
vita. La mia è solo sozzura.
Ho indossato l’anello nero alla base del cazzo e mi sono unito ai due
manzi porno. Il nostro è stato un incularci molto poco femminile. Nessuna
moina, solo piacere intenso. Rafaèl lo prende nel culo da me che gli sego il
cazzo, mentre Alcyator glielo tronca in bocca. Che affascinante odore di
maschi. Non puzza, ma erotico odore di cazzo e di pelle calda. La Signora
Bionda probabilmente ora avrà qualche elemento in più per giudicarmi e
considerare con maggiore attenzione l’ipotesi di conoscermi.
Alcyator mi incula con vigore mentre spompino Rafaèl. Rafaèl ce l’ha
più grosso di Alcyator e la donna bestia lo sa bene. Era andata via però,
peccato. Alcyator mi monta aderendo al mio corpo, cercando il cazzo che
durissimo mi penzola tra le gambe, oscillante sotto i suoi colpi. Mi piace
sentirmi sulla schiena quel toro, mi piace sentire il suoi muscoli, il suo
respiro. Mi accarezza piegato su di me, leccandomi. Sbattendo forte. Ansimiamo
rumorosamente fottendoci. Alcyator mi viene nel culo e avrei voluto che nel
medesimo istante Rafaèl mi fosse venuto in gola, ma gli è voluto qualche minuto
in più. Mi piace sentirmi schizzare in bocca. Mi piace il cazzo.
Poi assieme mi hanno divorato, spompinandomi sino a farmi schizzare.
Mentre guardavo le facce del mio parterre
eccitato. Al termine viene rotto il silenzio. Si alzano tutti, facendoci i
complimenti. Ci complimentiamo tra noi, con una stretta di mano con incrocio
del pollice e un abbraccio con pacca sulla spalla, da gladiatori. Sorridenti e
sudati. Una sorella ci dà degli asciugamani. Saluti, buona notte, alla
prossima. La Signora Bionda mi sorride salutandomi. Il Signor Marito no, se ne
va velocemente.
Piove. E’ mercoledì. Fa freddo. C’è poca luce.
Bonjour.
Nei limiti oggettivi.
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