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sabato 24 novembre 2012

Calendarisescion

Good morning, bonjour, heylà, eyaeya allalà è l'umido sabato taziale.
Nebbiolina tristanzuola, che quando ho aperto la finestra della lurida cucina deprimente per osservare l'aere, è entrata una zaffata di soffrittone asiatico, perchè chi ha tempo, olio e cipolla non aspetti tempo.
Mattinata della pianifichescion, calendario alla mano, analisi delle settimane, programmescion, analisescion.
Alòr.

Settimana lun 26.11 - dom 02.12
Il 28, come accennatovi, pioveranno sostanziosi fondi nel mio esanime conto corrente, ridandomi il carburante per fare le mie cosuzze.
Questo significa che il prossimo week end potrei raggiungere la mia polpetta di culo sudato, che si stanno avvicinando i quindici giorni di distacco. Ottima idea, la sposo. L'idea, intendo.

Settimana lun 03.12 - dom 09.12
Lunedì 3 devo assolutamente rientrare perchè il 3 pomeriggio devo vedere una persona qui in bottega, per cui week end regolare, nè lungo nè corto, ma va bene lo stesso. La fregatura viene dall'8 di dicembre, che mi si posiziona senza alcuna strategia e non mi crea spazi di fuga, perchè è un sabato. Pazienza, resistere. Temo che il week end del 9 o scende lei o saltiamo, perchè venerdì ho una giornata dimmerda e non riesco a strappare le tende.

Settimana lun 10.12 - dom 16.12
Proiettandoci nel week end del 16 mi sembra inutile che ci si sbatta a vederci, perchè poi quello successivo siamo nel pieno della movida du Natansgi e quindi possiamo dire, fare, baciare, lettera e testamento di quel cazzo che vogliamo, perchè lo facciamo assieme, liberi dalla forfora e belli nei capelli come poche creature sul globo terracqueo. In questa settimana pare, dico pare, che la costacugina troia sia in zona poichè pare, dico pare, che la bella cappellaia pelosa salga in occasione del dì dell'Immacolata, che mi sembra una bella contraddizione in termini e, pertanto, mi piace.

Settimana lun 17.12 - dom 23.12
A spanna credo che la Skiz sia libera di volare a casa già da venerdì 21 e questo è molto, ma molto, bello. Rimane da sciogliere il nodo mammadimmerda e cenonebradford a Borgoverde, per il quale pare che la minchiaiolablasè stia operando uno stalking incessante bigiornaliero. Al riguardo non ho preso alcuna posizione, ma avverto che la risolutezza spietata del "vaffanculo non ci vado si fotta" cominci ad avere qualche lieve cedimento perchè, alla fine, il non andarci significherebbe non vedere suo padre sino a Pasqua e blah blah, sapete come vanno 'ste cose. Direi che parlarne neccesse est, quando salgo la settimana prossima. E, sia chiaro, non mi schiero e non premo, resto neutro e disponibile alla qualunque.

Beh, dai cazzo, non malazzo, non malazzo.
E non è malazzo no, cazzo, cazzo.
Bien.

venerdì 23 novembre 2012

The perfect skyline


Venerdee

Bonjour, bonjour.
Per una strana alchimia del destino mi sono svegliato da venti minuti ed ho già completato le fasi piscia, sega, cicca e caffè, per cui ritengo ragionevolmente che tra poco si avvii la fase cacca, com'è cosa buona e giusta per il completamento della routine S72.

Ventitre novembre duemiladodici, la sofferenza comincia ad attenuarsi, poichè il ventotto è la settimana prossima ed il ventotto pioveranno dei soldi nel conto corrente taziale, soldi che consentiranno al Tazio medesimo di pianificare alcune cosette essenziali, tra le quali una capatina londinese oh yeah, oh yeah.

Un'amica milanese mi ha chiesto di disegnarle un personaggio che le servirà per una mostra permanente a Zurigo e così oggi mi diletterò a inventarlo su carta con le mie matite magiche e poi a ripassarlo in vettoriale in modo che ne possa fare ciò che vuole e questa cosa mi mette una serena allegria infantile, oltre ad accarezzare il mio ego incontenibile, visto che il mio nome comparirà sui manifesti e sul book della mostra, oh yeah, oh yeah.

Ieri sera, vincendo la proverbiale ed arcinota pigrizia sovrumantaziale, mi sono spinto nell'orrida Milano, ma in un angolo assai poco orrido ed assai interessante, cioè via Tortona, dove assieme a una fiumana umana di deliziosi sbalestrati ho presenziato all'opening di Subterranean Modern - From punk to urban art che mi è piaciuta da morirne, sia come mostra, sia come gente, che ho incontrato il globo terracqueo, oh yeah, oh yeah. Sarà per quello che mi sono svegliato alle dieci passate? Chi può dirlo, oh yeah, oh yeah.

Vorrei concludere questa nota astrusa ricordando a tutti che una cannetta leggera, al risveglio, non compromette le facoltà e funziona meglio del Cypralex, oh yeah, oh yeah.
Bene, è quanto, al momento.
Buon venerdee a tutti, vado a fare la cacca.


giovedì 22 novembre 2012

Tagliare la cima, cauterizzandone gli estremi

"Ciao, ho letto la mail, non ti nascondo che mi ha lasciato di sasso, penso che dovremmo vederci e parlarne."
Le donne sono fatte così, ti chiedono di accelerare, di andare forte quando non ne hai voglia e poi, quando hai deciso finalmente di premere sull'acceleratore come ti han chiesto, ti dicono "sì ok, ma aspetta, frena un momento, parliamone". Pensavo fosse sufficiente la mail che diceva "voglio firmare il divorzio", dopo millenni di pressioni subite a varia gradazione di garbo, pensavo fosse sufficiente, lenitivo, di sollievo, pensavo che si sarebbe precipitata a chiamare l'avvocato con un grido di vittoria ed una goccetta di piscia nelle mutande, ma invece no, invece mi sbagliavo, l'onda impetuosa dell'acqua che preme sulla diga esausta adesso si placa, adesso che la falla consentirebbe l'esondazione facile facile, la furia della natura diviene civile e dice alla falla liberatoria "parliamone".

Di che cazzo dovremmo mai parlare, mi chiedo mentre guido verso casa sua, dopo cena, per il "caffettino e due chiacchiere", che tutta 'sta cosa mi sembra scritta da Tarantino, ma sia mai che abbandono l'obiettivo, il divorzio, la mia meta, la mia regolarità, la mia normalità, la mia necessità viscerale di diventare nuovamente signorino, che è la sola cosa che voglio. E così parcheggio la Mirzidis all'altezza del lussuoso cortile e scendo, pronto a sorbire il miglior caffè della mia vita, perchè deve essere il migliore, visto lo sforzo che mi costa.

"Dimmi la verità, ti stai per sposare" mi irride beffarda con voce sensuale, versando due bourbon lisci alla calda luce delle lampade Artemide, ancora vestita business di sopra, ma con le gambe nude e i piedi nudi sul parquet a doga lunga e la troia dimmerda sa che io so, sa che io ricordo del rito di ritorno a casa, in cui appena dentro si liberava di scarpe, collant e mutande per versarsi due dita di bourbon, fumando una sigaretta, la prima della giornata, in attesa di rilassarsi per affrontare l'ancor più rilassante bagno e questa è pornografia, del genere splatter, del genere shitter, del genere troia veleno e io le rispondo secco e tranquillo "Sì, l'idea è proprio quella", tanto che non ci si impicchi a nascondini del cazzo, che gli uomini idioti non l'hanno mai capito che alle donne bisogna gettare tutta la mezzena bovina, non solo il filetto e una magra punta di petto.

"E chi è la fortunata" mi chiede con un sorriso tossico e lo sguardo torbido, porgendomi il bicchiere e io rispondo, rispondo a cazzo, ma rispondo puntuale, perchè non voglio lasciare comburente al combustibile, che se la accenda da sola la torcia dell'odio, io son qui per la firma, per l'accordo, per l' "ok" terminale, definitivo, assoluto. Rispondo che è una donna che vive a Londra, luogo in cui sto per trasferirmi e lei assume l'espressione stupita e ammirata di chi sforza la faccia per dissimulare il divertimento derivante dal ridicolo che ha appena ascoltato e io resto impassibile, brindo e non bevo, perchè non mi fido nemmeno di bere a collo dal suo rubinetto e poi, lasciata la fiera a girare per la gabbia, impugno la situazione e stringo alle conclusioni, sintetizzo, puntualizzo, elementarizzo e pragmaticamente isolo.

"Senti Vale, non so come tu preferisca agire, se vuoi che ci affidiamo al tuo legale [suo fidanzato n.d.r.] o se preferisci che mi occupi di tutto io, perchè per me non c'è nessun problema, l'unica cortesia che ti chiedo è quella di agire in tempi ristretti, perché io sono su e giù per Londra e avrei bisogno di concludere questa cosa alla svelta, come penso sia anche per te."
Le guardo le gambe nude ed i piedi ripiegati sul divano nella seduta diva incompresa e penso a quante volte ho goduto anche solo di quella piccola parte di lei ed attendo un suo segno di vita, spero che si vada sbloccando questo deprimente gioco charmoso della gatta col topo, che avrei fretta di raggiungere i miei amici all'osteria per bermi un sei litri di qualsiasi cosa e aspetto e i secondi son secoli, son secoli bui, son secoli oscuri, ma poi finalmente la voce infrange il silenzio.

"Se per te non è un problema, mi farebbe comodo ti occupassi di tutto tu, Tazio. Domattina ti faccio recapitare in ufficio il carteggio, che non ce l'ho qui, ma in ufficio."
"Non ti disturbare, domattina alle nove un mio collaboratore fidato passerà a ritirarlo" e mi guarda con l'occhio maligno e un sorrisino sarcastico intriso di pietà e scherno ed io allora mi alzo, la ringrazio e le dico che s'è fatto tardi e che mi ha fatto piacere incontrarla e che ci sentiremo nei prossimi, ma lei rimane diva incpmpresa e mi guarda e non accenna ad agevolare la mia dipartita e il silenzio si impadronisce della stanza design e io la guardo nel pieno dell'imbarazzo fastidioso.

"C'è qualcosa che non va?" chiedo come il fesso che avrei dovuto essere e che ci si aspettava io fossi.
"No, nulla" mi risponde la sfinge addressata.
"Io andrei, Vale" che significa alzati e accompagnami che ho il cazzo sfracellato di 'sta farsa dimmerda.
Pausa.

"Non vuoi scoparmi per l'ultima volta?".

Mi sale la rabbia, mi sale l'istinto omicida, mi sale l'onta all'orgoglio infangato, ma chi cazzo ti credi di essere, brutta troia tossica, credi proprio che io penda dalla tua volontà?, credi proprio che basti una tua distratta concessione annoiata, in una sera in cui il tuo cornuto è all'estero per avere ME, ME il Divino Tazio?, credi io sia da disprezzare sino a tal punto, maledetta puttana falsa e presuntuosa, ti prendi proprio sul serio, nullità traditrice e falsa macchinatrice?

"Guarda che ti ho già scopata per l'ultima volta, l'ultima volta che ti ho scopata. Forse eri distratta, ma lo posso capire."
Silenzio, disappunto, fastidio, scatto in piedi e camminata rapida verso l'ingresso, scandendo con voce dusiana "allora manda il tuo fattorino domattina, gli darò tutto" e io saluto con un buonanotte quasi diplomatico e me ne vado, per sempre, recidendo la cima, cauterizzando le superifici di taglio, che sia mai che per uno scherzo del fato dei fili si intreccino nuovamente, perchè non lo potrei mai più sopportare.

martedì 20 novembre 2012

Tempori serviendum est

E così ci addressiamo a Skype sino a notte tarda. Perchè qualcosa s'è mosso nella perfida Albione e la giornata di ieri ha visto la Chiara varcare la soglia di un tempio sacro worldwide, che uno dei sacerdoti l'ha chiamata per un colloquio a seguito del curriculum inviato.
Sarebbe il terzo tempio sacro worldwide di cui la Chiarella calca le assi nella sua breve esistenza, ma stavolta qualcosa la getta nel turbine dell'incertezza e, sì, la vita è proprio fatta così.
Perchè la giovane polpetta di culo odoroso di sesso è nel turbine esistenziale?
Perchè il sacerdote non le ha proposto di fare la graphic designer, ma di fare la account junior alle dipendenze di una account senior di consolidata e conclamata esperienza.

"Ma io sono una graphic designer, io voglio disegnare"
"No. Tu vuoi fare il direttore creativo, ti ricordi?"
"Sì, ma io voglio entrare nel cuore della campagna, voglio assorbire la tecnica"
"Allora vuoi fare l'art, non il direttore creativo"
"No, che c'entra, è ovvio che voglio fare il direttore creativo"
"Allora accetta. Devi imparare a capire cosa vuol dire essere l'agenzia quando sei dal cliente e essere il cliente quando sei in agenzia. Questo ti aiuterà a comprendere le regole del brief, ti insegnerà a condurlo con un occhio al taglio della tua agenzia e un occhio alla psicologia del cliente, ti insegnerà le tribolazioni del planning, del budget placement, perchè la pubblicità, la comunicazione, tragicamente sono ANCHE un'idea creativa, ma sono SOPRATTUTTO sangue e merda"


Titubanza e fastidio, dubbi, perplessità e incertezze. Posso capirla.
Allora passo all'analisi SWOT applicata a lei. E ne emerge che lei è forte nei quadranti S e O, ma in crisi nei quadranti W e T. Perchè è incredibilmente talentuosa ed ha ricevuto un'offerta blasonata e (molto) ben remunerata, ma dov'è al momento guadagna poco e non ha futuro.
E poi abbiamo concluso.
Bisogna essere servi dei tempi e trarre il massimo vantaggio anche dalle condizioni non ottimali.

Accetterà, accetterà.
Ne sono certo.

domenica 18 novembre 2012

Pizza ignorante e misteri gitani

Bene.
Sono uscito con Miettagipsyqueen e siamo andati a mangiare una pizza ignorante.
Vorrei fare, al riguardo, alcune considerazioni e vi sarei grato se poteste esprimere il vostro graditissimo parere.
Ho incontrato Miettagipsyqueen, in maniera assolutamente casuale, la mattina di martedì 10 ottobre. Abbiamo pranzato assieme e ci siamo scambiati i numerelli. Poi, il 15 ottobre, mi ha invitato al vernissage ed il 16 ottobre abbiamo verniciato assieme e cenato. Poi il 20 ottobre siamo usciti e abbiamo mangiato la prima pizza ignorante. Poi io sono stato nel Regno per un po' e ieri sera abbiamo dato luogo alla seconda pizza ignorante. Morale, sono quattro volte in un mese che ci vediamo, soli, senza genitori e sono quattro volte che io sogno di sbatterglielo dentro con violenza inaudita e sono quattro volte che manco arrivo all'embrione dell'approccio con lei.

Perchè lei è impermeabilizzante, è dissuadente, è scoraggiante. Turbini di parole, discorsi, clima goliardico/amicale assolutamente piacevole e gradevole, perchè la Mietta è molto in gamba, ma non lascia spazio per tentare una sortita a meno di non battere un pugno su un tavolo e gridare "Zitta un secondo. Vuoi chiavare?", che potrebbe essere anche una tecnica dai risvolti interessanti, ma posso dire che mi appartiene pochissimo. Per cui sono spinto e tentato di considerare che io a Mietta, sotto un profilo chiavaiolo, non interesso.
Posto questo, rimangono da risolvere un paio di curiosità.
Ma perché, se di chiavare con me non te ne chiava nulla, ti tiri da guerra a quella maniera che lo faresti diventare dritto anche a una statua? Forse perché ti piace vestirti a quel modo e, giustamente, te ne strachiavi della sensibilità ormonale del maschietto italiano e ritieni che egli debba farsi i suoi conti e i suoi maneggi e si sbrogli la baracca da solo? Giusto, ci sta, mica sono uno di quelli che dice che.
Ma continuiamo.

Posto tutto questo, ma proprio tutto mi chiedo: ma quest'amicizia così vera e profonda, che dovrebbe essere il motivo per cui ci frequentiamo, considerato che non è certo il sesso il motivo, quest'amicizia da dove cazzo viene? Perché io sono confidente e consigliere, confortore e motivatore, durante queste pizze ignoranti eh. E, sinceramente, non vedo il background, non vedo il vissuto. Perché se é vero, come forse é vero, che quattro incontri non fanno una chiavata, è assolutamente vero, incontrovertibilmente vero, che quattro incontri non fanno un'amicizia consumata.
Specie se quell'amicizia avvolgente si è manifestata con intensità massima sin dalla prima volta.
Misteri gitani.

sabato 17 novembre 2012

Delizia

Un'amica mi ha omaggiato di questa delizia e io la condivido con tutti e con lei.


Tag cloud magica

Mi soffermo un secondo sulla tag cloud e leggo un segnale, come se le parole fossero fondi del caffè o foglioline di tè.
Guardate che meraviglia:

turn on - felice
me myself and I - Squinzy
riflessioni mattutine - tranqullità
Domi - puttanesimo

:D

Frà Cò e frà Tà

Venerdì sera rilassante, venerdì sera casalingo, venerdì sera informale col Costa in pantaloni della tuta blu di acetato semilucido, maglietta senza maniche nera, ciabatta di gomma da piscina e calzino corto antracite che mastica pizza seduto a gambe larghe nella sua vomitevole cucina e che mi dice che sua cugina, la zozza con la quale ha chiavato come un porco tutta l'estate, la zozza che è fidanzata e che si deve sposare, la zozza pelosa, la zozza troia minchiaiola ninfomane, prima di Natale viene su dalla mamma del Costa, che vive a Mantova. E mi bisbiglia cospiratore placcandomi l'avambraccio sul tavolo con la mano unta di pizza "Oh Tà tu sei un fratello pemmè e lo sai. Che ne digi se ge la ghiaviamo azzieme che guella una botta a due cazzi non l'ha mai presa Tà!, ge la vogliamo dare noiddue? Io ce ne ho ggià parlato al thelefhono e lei non-vede-l'ora, Tà". Minghiasì, Costantino, mi piace l'idea di infilare il cazzo dentro a tua cugina, quella gran troia dimmerda, dai, facciamolo.

"Oh Costa, a me puoi dirmelo, ma com'è quella troia di tua cugina? Una cessa? Và che a me mi tira il cazzo anche se è una cessa eh" e il blasonato Costantino mi guarda e mi dice "La vuoi vedere?" e ghigna e io gli dico che non ci posso credere che se l'è pure fotografata e lui mi dice "Emminimo Tà, mi ci volevo tirare le zeghe accasa" e poi si alza ciabattando e raggiunge, a bocca piena e masticante, lo splendore del 46" LG che in quella topaia stona, ma forse anche no.

E ci trasferiamo sul divano, trascinando i cartoni coi rimasugli di pizza e comincia lo show. Ta-dah cugina primo piano, ma è carina di viso cazzo, bella nera come il peccato, di capelli e di occhi, bella bocca, bei denti, però ce l'ha scritto in faccia che è troia, diciamocelo e il Costa annuisce con la bocca piena di pizza e poi tac, cugina in costume, ammazza che bocce, bella pancettina rotolina budellina, oh Costa c'hai niente di culo, minghiasì ashpetta Tà che arriva, cugina stesa, cugina in piedi, cugina girata che ride mostrando la cula abbondante, ma sai che mi ingrifa?, fianco largo, cula generosa, gambe mediterranee, che brava, proprio brava, bravissima e poi *zanf* cugina con occhiale da sole che succhia la fava al Costa superstar e avanti e avanti, minghiaoh Tà, non una barola ghe io di te miffido, tranquillo Cò, però io me lo devo menare un pochetto, pure io ed eccoci vestiti di sopra, in calzini, senza pantaloni e mutande a menarci la minchia guardando quella gran troia della cugina che se lo fa piantare in ogni buco e se lo fa piantare all'aperto, in una macchia vicina alla spiaggia, ma è bravissima tua cugina Cò, vero che è bottana Tà?, minchia se è bottana e poi le foto finiscono e si ritorna a riprenderne un po', Costa metti quella della pecora che si apre le chiappe, ok Tà eccola, minchia che bucio del culo che c'ha tua cugina Cò, e come le piage prenderselo nel gulo Tà aqquellattroia.

Che serata stupenda, rilassante, spensierata che abbiamo passato io e il mio amico Costa che è come un fratello e che mi farà chiavare sua cugina, che pensiero delicato, è sempre così pieno di attenzioni, un vero signore d'altri tempi. Che onore tirarmi una sega con lui guardando la ciornia irsuta e nera della troia di sua cugina che d'estate non si depila manco le ascelle, bravissima, veramente brava la nostra somara puttana da monta che se ieri sera fosse stata lì le avremmo stracciato i buchi da quant'eravamo infoiati come i montoni.
Che belle cose che sappiamo imbastire con nulla io e il Costa che è come un fratello per me.

E tra fratelli talvolta non occorre nemmeno parlare e così mi ritrovo a leccargli il culo e i coglioni mentre lui se lo mena e che profumo di maschio col culo in calore, vieni qui fratellone, o sorellona, non so, ma vieni qui che ti tiro una pompa che ti fai il segno della croce, minchia Tà come mi tira e lo so Costantino sentissi quaggiù che marmetto di Carrara che c'ho, fammelo succhiare Tà, ma certo Cò, che bella serata, tutti nudi sul divano a spompinarci da troie davanti alla cugina che succhia a sua volta, che spettacolo, che paradiso, che bel corpo che hai Cò, che bel culo che hai Tà, dai mangiamelo, sì girati, mettimelo dentro Cò, dolorino piacevole, fottimi duro che poi fotto io te e girati, mettiti, spostati, leccami, succhiami e poi sento lo schizzo in gola che adoro e frà Cò trema e grugnisce e poi si addressa in ginocchio perchè anche frà Tà deve schizzare e non una goccia, non una, non una sola s'è sprecata, perchè noi frati ci divertiamo con nulla nel rispetto dei doni del Signore.

Ah che bella serata, sì.

venerdì 16 novembre 2012

Venerdì

Bonjour, good morning, guten tag.
E' venerdì, la settimana finisce, il week end arriva, non sono londinese, porterò pazienza.
Oggi la Skizzetta parte e, con la Sara e l'amica indiana della Sara, il cui nome credo si scriva Sheera o qualcosa del genere, raggiungono Bristol, città natia della Sheera medesima. Si fanno un week end tranquille (mah) e poi domenica fanno prua su Londra again, come la Sheera fa ogni settimana, poichè ella a Londra lavora, come direbbe lo Joda.
Bene sono contento, almeno non si sfracella le ovaie da sola e riesce a vedere un'altra città inglese, che dicono sia una favola.

Io di mio starò qua, lavorando sulle cosette che stiamo mettendo in campo e andando fuori a cena coi ragazzi, credo. Ma anche se fosse che devo stare a casa non cambia niente, perchè c'ho la testa concentrata sui miei progetti.
Sono pervaso da un'immotivata serenità e tranquillità e questa cosa mi piace. Guardo l'autunno, forse per la prima volta in vita mia, con occhi rilassati, godendomi la stagione non come il risultato di un'estate scomparsa, ma come una stagione pregna di suoi bei perchè.
E stamattina, svegliandomi, ho deciso che scriverò alla Valentina dicendole che lo firmo il divorzio. Sì.
Voglio chiudere i pregressi, voglio affogare nel dimenticatoio ciò che è stato e voglio andare avanti normalmente, lento come mi viene, senza sprazzi e finti training psicologici.
Normale.
Guardate che normale è una parola bellissima eh.
E la troika normale-sereno-rilassato è un punto di arrivo non da poco.
Eh no.

Bangbang

Ore venti e quarantacinque, sosto in corallo nel soggiorno taziale, drrrrrr, campanello, plonc e lei sale, sale nella tana del Divincazzo, nel mio lurido budello dimmerda, ciao amore, smacksmack, amore sto cazzo mi dico di dentro, mi devo fare una doccia prima però, ah sì? una doccia? e come mai? ma manco lo chiedo, lurida pantegana in calore, vieni qui troia, la placco, la stendo, la sbatto sul divindivano e la spoglio, si contorce, sorride, no Tazio, la doccia, zitta troia, la doccia sto cazzo, la spoglio, la lecco, la annuso, identifico i punti cruciali e li lecco, li assaggio, mi infoio come un Pitonegalattico e la chiavo, la chiavo di brutto, bam bam bam bam bam bam bam, che faccia da troia, bambambambambambambambambambambambambambambambam, che odore intenso tra le dita dei piedi, bambambambambambambambambambam, che goduria la ricrescita sull'ascella acida e dolciastra, bambambambambambambambambambambambambambambambambambambambambam, urli puttana?, urli che vieni?, e allora eccoti servito l'invito a venire bambambambambambambambambambambambambambambam, stramazzi la testa all'indietro con la vena sul collo e le guance violastre, i capelli scomposti e mi dici di venire, assurdo, tu a me dici di venire, va bene, sguish, esco, vieni troia, lavorami il tronco di ceppa rampazza e tu agisci, bravissima, sucksucksucksucksucksuck e tosto ti omaggio di una maschera rivitalizzante agli aromi taziali e poi.

Stop.

La doccia, a quel punto, diviene uno spreco di tempo e energie, rollo una porra, tu frughi nel frigo, raccatti una birra, fzzzzz che culo che c'hai, in tutti i sensi, ma nello specifico, che culo che c'hai ad aver trovato una birra e vieni e ti siedi all'indiana sul divino e mi guardi che completo sapiente il cannoncino frizzillo rollroll e lo accendo e te lo passo e in cambio mi passi la birra, molto bene, l'obiettivo è stonarsi da subito al fine di generare l'alibi a te, per le cagate che dici in continuazione, e di generare la forza in me di sopravvivere alla tua stupidità, per cui fuma, puttana, fuma e bevi, sballati da subito, che sarà una lunga serata, poi un'idea, un'esigenza, masturbati che ti voglio guardare e non ti fai assolutamente pregare e ti spalpugni i bargigli carnosi e arrossati che si stagliano sulla pelle bianca punteggiata di peli in riscrescita e io mi occupo del tuo sublime piede di destra, fetido, caldo e perfetto e guardi la mia bocca, non c'hai più la filosofia del cazzo della prima volta che t'ho vista, vero troia?, anche perchè leccando e annusando sdeng! la minchia si impala pennona e guardo la tua mano, le dita, due e poi tre, struscio la cappella sotto le dita, vomito ogni sorta di immondizia sessuale al tuo riguardo e guardo, quattro dita, ti contorci, sollevi la tetta e ti succhi il capezzolo, che brava, infilo la cappella tra alluce e illice, che dolore eccitante e sguish, la manina scivola nella patonza usatissima, ti fisti, che bello, sembri monca, eccitante, con quel buco del culo carnoso, scuro e estroflesso, ti metti seduta per premere dentro di più, ma sei una dea, la dea ultrasozza del pianeta randazzo e sento il motore che staziona al minino tumba tumba tumba tumba e ti zompo addosso e ratatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatatata ti strachiavo come meriti e stragodi straurlando e strarivenendo e mi prendi la faccia e mi dici che ti faccio morire.

Ok.

Ti schizzo sulle dita dei piedi. Tu porti il piede alla bocca e le lecchi. Sei porno.
"Mai fatto un film porno?" - "No. Cioè sì, ma robe in casa non un film film"    
"Lo faresti?" - "Se mi pagano bene sì". Sei porno e prostituibile.
"E se ti pagassero bene, ti prostituiresti?" sorriso lurido e mi guardi "Quante domande, signor Tazio".
Giusto, hai ragione.
"Succhiami il cazzo che intanto io ordino due pizze. Che pizza vuoi?"
"Pomodorini e bufala"
e ti dedichi alla pompa on demand.
Sei piena di qualità, Siusy, davvero davvero.
Continua il tuo sucksucksucksucksuck, che voglio che apri nuda al ragazzo delle pizze, lo farai?, se vuoi sì.
Sucksucksuck.

Brava.

giovedì 15 novembre 2012

Scrittini tra loro slegati e, per questo, cuciti a mano nel post

Back
Ma pensa te.
Questa proprio mi ha lasciato di sasso. A mezzogiorno siamo andati a pranzo io, il Costa, l'Umbe e lo Zack, che il Loca era al doppiaggio a Bologna. Beh si chiacchiera, si sbraca, si fa e a un certo punto salta fuori che il Loca e la Emy si sono rimessi assieme.
Chiedo se va tutto bene e lui è contento e il Costa, fine osservatore dell'indole umana, mi dice "Tà te lo sai com'è guella, una shcassacazzi, miga ci credevamo che si era gambiata, però al Loca vabbene e allora pure ammè vabbene".
Certo.
Tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio, ci mancherebbe. Su questioni di fica, poi, vale il doppio.
Però ci rimango, perchè quella io la conosco meglio di tutti loro, credo.

Entrepeneur
Il Ruggi è a Bordeaux. Pare che voglia concludere quella faccenda del bed and breakfast, ma secondo me vuole intubare il culo alla francese, che non mi ricordo come si chiama. Anche qui vale la regola del Costa: se al Ruggi vabbene, pure ammè vabbene.

Mietta
Ho chiamato la Gipsyqueen. Ah che piacere sentirla al telefono, davvero, quella donna è un portento.
"Oh mo zident, bentornato eh!, pensavo che non tornassi più, pensaavo"
"Ma no dai, sono stato via solo tre settimane"
"Diocanta! Solo! Solo tre!"
e ride e ridiamo, che finezza, che intercalari ricercati, che donna interessante.
Sabato sera ci facciamo un pizzone ignorante assieme.
Speranza di entrare nei suoi sacri fori pari a zero.
Voglia pari a duemila, con scala 0-10. 

Diarrhoea Queen
Scendo a prendere le sigarette al Vomit Paradise e la Siusy mi saluta molto calorosamente: in un vortice di capezzoli e mammelle bovine che dondolano si precipita a stringermi nell'abbraccio della sorellona zoccolona e io faccio scivolare la mano tra le sue gambe e le palpo la fica senza lasciare nulla all'immaginazione degli astanti. Lei non se ne cura, lascia lì la mano e poi chiude i festeggiamenti zoccolando come una vacca gravida dietro al bancone, luogo da cui mi chiede "Cosa ti faccio?" che suscita il ghigno segaiolo del pubblico pagante.
Considero rapido, come solo un ex ufficiale dei parà ultra addestrato come me sa fare, considero che ieri sera la Lorena non mi ha risposto al telefono e che mi sono dovuto arrangiare da solo, considero che con 'sta crisi personale, meno spendo e meglio è, considero che quella troia di merda mi fa stratirare il cazzo e chiudo la somma chiedendole cosa facesse stasera e lei mi guarda col sorriso da mutanda zuppa, ammesso che la portasse, rispondendomi che esce con me.
Molto bene.

Natale incerto, Caporetto economica e capacità d'umile adattamento

Fra quaranta (e non trentacinque, sorry) giorni è Natale.
Siamo nell'incertezza dell'incompiuto, alla quale aggiungo del mio per rendere ancor più incerte le cose.
Salirò a Londra e natalerò con lei là?
Scenderà a Taziopoli e natalerà con me qua?
Mi unirò a lei e raggiungeremo Borgoverde dove trasformeremo il Natale della famiglia Bradford in un elegante Bloody Xmas, massacrandoli tutti a colpi di mazza da baseball, compiendo l'efferato gesto elegante nella totale nudità?
Eccitante pensiero, quest'ultimo.

In ogni caso non andremo ai Caraibi perchè il conto corrente di Tazio è ridotto come nammerda, dopo le tre settimanine fatte lassù. In effetti potevo anche immaginarlo, o meglio, un po' lo immaginavo, ma vederlo con le mie fosche pupille è stato davvero entusiasmante.
Questo dissesto mi impone di modificare i piani e di rimanere qui per un po'.
A parte che ho diverse robette da fare, dopo la riunione di ieri. Ma anche se non c'avessi da fare fava qui, i dinari per ritornare su non ci sono. Bisogna aspettare lo stipendio, zitti e in bell'ordine.

Cosa volete che vi dica? Bisogna tenere duro e ridimensionare, no way back.
Sabato sera andrò a mangiarmi una Rustichella all'autogrill di Razzo Cambrillo, al limite.
Bisogna sapersi adattare.

Servizi

Mi intrattengo con l'encicopledico e anche un po' mappamondiano Costa che mi aggiorna sulle novità territoriali.
Pare che all'autogrill di Razzo Cambrillo ci sia una albanese, addetta alla pulizia dei cessi, che con venti euro ti introduce nell'intimità del ripostiglio dove ti tira una sega. Pare, dico sempre pare eh, che la stessa signora con cinquanta ti tiri un pompino. Si mormora, inoltre, che la gentildonna sotto al camice non indossi nulla, come cortesia per gli ospiti.
La storia mi interessa ed indago ulteriormente.

Pare, mi raccomando, pare, che la signora sia sulla quarantina, moraccia, slandra, sciatta, ma con un suo bel perchè.
Chiedo all'eruditissimo Costa se ha fruito di tali servigi ed egli mi risponde di no.
"Minghiaoh Tà, vabbè che sono preso con le bbommbe, ma miga sono alla ganna del cas"

Giusto.
Cioè giusto se visto dall'altezza del suo lignaggio.
Dalla bassezza del mio, invece, l'idea di accoppiarmi con la professoressa d'igiene dell'autogrill di Razzo Cambrillo, all'interno del lurido ripostiglio, mi ingrifa.

Mi rapisce.
Mi ispira.
Mi incanta.
Mi intosta.
Mi marmorizza.

Razzo Cambrillo è vicinissimo, tra l'altro.
Se fosse tutto vero sarebbe un bel salto in avanti, per il territorio.