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lunedì 7 maggio 2012

La cuvée millesimata dell'Imperatrice


Nudo, steso sulla dormeuse di Milly, a gambe aperte, bello comodo. Osservo le due fiere armeggiare col mio uccellone scappellato. Poi Milly rompe il tubetto verde, quello più grande, quello da uomo. Habana mi mette un goccetto di gel sul buchino e Milly, con mano ferma, infila decisa lo strumento e mi sento percorrere la verga dal tubicino di gomma lubrificato. E mi si intosta il cazzo mentre osservo mani nere che sorreggono e mani bianche che spingono dentro quell’interminabile tubetto. Sino a quando la cappella non possiede una protuberanza verde che, d’improvviso, si mette a zampillare bionda urina scrosciante che desta il sorriso esaltato di Milly e la schiusa seria delle carnosissime labbra di Haby.
Zampillo giocondo nella caraffa, in quell’atmosfera surreale in cui sono il decadente paziente assistito da due improbabili porno infermiere malate di mente.

Svuoto la vescica e Milly comincia la manovra di recupero, mentre Haby mi accarezza la cappella con la punta degli indici. Quando anche l’ultimo millimetro è fuoriuscito e la mia uretra rimane aperta, Haby vi punta contro la lingua dura, terminando con una succhiata che mi porta, definitivamente, ad essere dritto come il pennone di una nave. Milly versa nel bicchiere, come da tradizione. E come da tradizione, il primo sorso è mio. Poi passo il bicchiere ad Habana, che ne beve due sorsate e lo ripassa a Milly, che lo termina, leccandosi le labbra.

Com’è intimo questo delirio. Intimo e segreto. Milly mi dissuade dal farne parola con chicchessia. Mentre Milly l’Imperatrice si prende cura dei miei capezzoli, succhiandoli con vigore, Haby svita un nuovo tubetto e se lo inserisce con un gemito lieve. E comincia a sgocciolare rumorosa nella caraffa.
Stiamo preparando una cuvée millesimata sopraffina. Roba da intenditori raffinati. Un gemito di piacere termina il versamento della cru d’ebano. E viene l’ora della cru dell’Imperatrice. Che si stacca dal mio petto e scivola a gambe aperte, spartendo le labbra tra il pelo animale, affinché l’infermiera nera proceda all’inserzione. E l’Imperatrice osserva l’armeggiare con la bocca aperta, piegata a lieve sorriso di compiacimento. Aspira un po’ d’aria tra i denti socchiudendo gli occhi e poi gocciola impetuosa.

“Vuoi assaggiarmi dalla fonte?” mi sussurra laida l’Imperatrice ed io non rispondo, agendo. Mi chino su quel cilindretto verde e lo prendo in bocca, bevendo il sugo caldo che mi cola in gola. Esaltante. Poi dirigo nuovamente verso la caraffa, ed è il turno di Haby che abbocca il cannello e ingoia a occhi chiusi.
Ed io godo, masturbandomi fiacco, pensando a quanto vorrei bere la Riccetta londinese in questo momento.

Haby regge la caraffa attendendo lo svuotamento totale ed io appoggio sul suo spacco del culo il cazzo duro, muovendolo avanti e indietro, mentre Milly, rallentata, ammorbata, rammollita, si strizza le generose mammelle con un sorriso laido.
E la cuvèe è pronta. Paglierina, limpida, profumata.

Beviamo brindando a noi.
A noi travolti dalla follia collettiva.
Dolcissima.

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